“In un mondo che possiamo chiamare ‘orfano’, in questo mondo che soffre la crisi di una grande orfanezza, forse il nostro aiuto è dire: ‘Guarda a tua madre!’. Perché abbiamo una madre che ci difende, ci insegna, ci accompagna, che non si vergogna dei nostri peccati. Non si vergogna, perché lei è madre”. Nella basilica Cattedrale di Foggia, alla presenza delle più alte autorità cittadine e militari, l’Arcivescovo Ferretti presiede il solenne pontificale nella memoria delle apparizioni dell’Iconavetere.
La festa, che ogni anno si celebra il 22 di marzo (leggi qui), quest’anno è stata anticipata di un giorno vista la concomitanza con la V domenica di Quaresima. Le domeniche di Quaresima, infatti, come stabiliscono le norme della Chiesa cattolica, hanno la precedenza su tutte le altre feste e memorie dei Santi e della Madonna e, per tanto, vanno spostate di un giorno.
Alle centinaia di fedeli che gremiscono l’antico tempio barocco, abbellito a festa con ceri e composizioni floreali variopinte, il presule, commentando il brano del Vangelo di Giovanni dove si racconta di come Gesù, morente in croce, abbia affidato all’unico dei suoi discepoli presenti in quel doloroso momento, Maria, sua madre.
E oggi, primo giorno di primavera, a Foggia “onoriamo la Madre di Dio come nostra patrona, perché, in un mondo di orfani, Maria è la madre che ci ama, ci comprende e ci protegge. Ci capisce nella nostra fragilità perché ha vissuto sulla propria pelle le stesse umiliazioni che oggi subiscono le donne in carcere, le mamme dei detenuti, le donne emigrate, le prostitute. Ella comprende la nostra debolezza, il nostro bisogno di una madre buona nei momenti difficili”, le parole dell’Arcivescovo.
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L’immagine di Maria sotto la croce, fedele nonostante il dolore e l’umiliazione, diventa simbolo di una maternità che non abbandona e non giudica. Come le madri che visitano i figli in carcere senza vergogna, anche Maria resta accanto al Figlio fino alla fine, condividendone la sofferenza.
E se Maria non si vergogna di essere nostra madre, noi, il monito di mons. Ferretti ai fedeli, “abbiamo la responsabilità di mostrare la Madre agli uomini e alle donne della nostra città, del nostro tempo”. “Io sento forte la chiamata a mostrare Maria a tanti in questa terra. Mostrarne il volto. Mostrare l’immagine della Signora di questa terra, per poter vedere, attraverso l’icona, la Madre di Dio e madre nostra”, ha poi aggiunto il presule in riferimento a un’eventuale futura ostensione.
“Che lo Spirito Santo, amico, compagno di strada, Paraclito, avvocato, che il Signore ci ha inviato, ci faccia capire questo mistero tanto grande della maternità di Maria verso la nostra città di Foggia”, ha concluso l’Arcivescovo.
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