
Mons. Domenico Umberto D’Ambrosio è nato a Peschici il 15 settembre 1941.
Ha studiato presso il Seminario Arcivescovile di Manfredonia, completando gli studi nel Seminario Interregionale di Benevento, e poi presso la Facoltà teologica di Posillipo a Napoli, conseguendo la Licenza in Sacra Teologia.
È ordinato sacerdote il 19 luglio 1965 a Peschici da mons. Andrea Cesarano, il quale lo chiama subito a svolgere le sue attività nella città di Manfredonia come docente di lettere e vice preside del liceo-Ginnasio “Sacro Cuore”.
Verso la fine del 1969 mons. Antonio Cunial lo destina a San Giovanni Rotondo nella parrocchia di San Leonardo, dapprima come vicario-economico dell’arciprete don Michele De Nittis, ultranovantenne, poi, alla morte di questi, come parroco titolare e arciprete dal 4 aprile 1970.
Nella parrocchia di San Leonardo ha inizio per lui un’attività ventennale che si esplica nelle forme di una pastorale attenta e sensibile ai segni dei tempi.
Tra la fine del 1972 e l’inizio del 1973 trascorre una quarantina di giorni nel deserto algerino di Beni Abbés: un ritiro spirituale dal quale ritorna con rinnovato entusiasmo.
Inizia un’intesa e proficua attività nelle singole branche della liturgia, della famiglia, delle opere caritative e dell’amministrazione dei beni e dei proventi della parrocchia.
Scrive per giornali e riviste, fonda il Centro di documentazione “don Primo Mazzolari”.
Nel 1971 è nominato primo direttore del Consiglio Pastorale Diocesano; nel 1979 diviene membro della commissione presbiteriale pugliese; dal 1980 al 1986 lo è anche della Commissione Presbiteriale Italiana, facendo parte del Consiglio Direttivo come rappresentante dell’Italia Meridionale.
Nel 1985 è nominato membro della segreteria generale del Sinodo Diocesano Sipontino, nonché presidente dell’Istituto Diocesano per il Sostentamento del Clero, e membro del Collegio dei Consultori.
La notizia della nomina a vescovo giunge il 14 dicembre 1989. La mattina del 6 gennaio 1990, solennità dell’Epifania del Signore, Giovanni Paolo II consacra vescovo mons. Domenico D’Ambrosio.
Il 17 febbraio 1990 giunge nella diocesi di Termoli-Larino: Parola di Dio, spiritualità, preghiera e liturgia sono al centro del suo episcopato.
Mostra, inoltre, una grande apertura verso i laici, specie verso i giovani con i quali condivide anche i momenti di grandi raduni delle giornate mondiali.
Viene nominato segretario della Commissione Episcopale per la Dottrina della Fede e la Catechesi in seno alla Conferenza Episcopale Italiana.
Il 27 maggio 1999 Giovanni Paolo II lo nomina Arcivescovo di Foggia-Bovino. Il 29 giugno, nella solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo, nella basilica di San Pietro in Vaticano riceve il palio dal Santo Padre.
Si insedia ufficialmente in Diocesi il 25 luglio 1999. Nell’anno del giubileo mons. D’Ambrosio conosce a fondo la realtà ecclesiale di Foggia-Bovino.
Molteplici le occasioni d’incontro anche con la società civile: politici, amministratori locali, esponenti della classe culturale foggiana trovano mons. D’Ambrosio un attento interlocutore.
In occasione dell’Anno Santo organizza un pellegrinaggio in Terra Santa. Nel 2001 conferisce nuovi incarichi ad alcuni parroci e dà inizio alla progettazione pastorale per il prossimo quinquennio.
A gennaio 2002 pubblica le linee progettuali per gli orientamenti pastorali “Capisci quello che stai leggendo”: tra le priorità indica la famiglia, i giovani, la religiosità popolare.
Indica l’anno 2002 come Anno della Santità e invita le comunità a riscoprire le figure di santità della diocesi.
L’anno 2003 è invece l’anno della missione, come indicato nella lettera “Anch’io li ho mandati”.
Emblema e motto dell’Arcivescovo
Lo stemma di S.E. mons. Domenico Umberto D’Ambrosio è composto da una croce astile a due braccia (per identificare il grado della dignità arcivescovile), posta verticalmente dietro lo scudo; un cappello prelatizio con cordoni a venti fiocchi, pendenti, dieci per ciascun lato, il tutto di colore verde; un cartiglio inferiore recante il motto episcopale.
Lo scudo è rosso, con un pellicano color oro che nutre i suoi cuccioli, anch’essi in color oro. Rappresenta l’amore sacrificale e la Redenzione. Come il pellicano nutre i figli col proprio sangue, Cristo nutre i fedeli con l’Eucaristia. In basso le onde del mare a bande bianche e azzurre.
Il motto è Misericors et fidelis.