di Fabio Beretta
Davanti al dramma di una terza guerra mondiale a pezzi, la Chiesa di Foggia-Bovino ha vissuto un venerdì di Quaresima particolare: l’intera comunità, digiunando, si è stretta in preghiera per implorare dal “Re della Pace di salvare l’umanità dagli orrori e dalle lacrime di tutti i conflitti in corso”. Accogliendo l’invito della Conferenza Episcopale Italiana (leggi qui), in tutte le 54 parrocchie dell’Arcidiocesi, nella giornata odierna, sono stati vissuti momenti intensi di preghiera: Via Crucis, adorazioni eucaristiche e Sante Messe.
Anche l’Arcivescovo ha presieduto, nella basilica Cattedrale, una solenne celebrazione eucaristica per la pace. Presenti molte religiose, una rappresentanza delle diverse parrocchie e il Capitolo Metropolitano. “A Foggia, ma ovunque in Italia, si avverte il desiderio di pace”, ha detto mons. Ferretti in un’intervista al quotidiano Avvenire pubblicata in queste ore (leggi qui).
Una pace, ha rimarcato questa sera nell’omelia mons. Ferretti, che nasce dalla croce alla quale fu inchiodato Gesù. Dopo aver spiegato il motivo per cui si è voluto celebrare questa messa in un giorno di digiuno, “il digiuno ci fortifica nella comprensione che, più che del pane terreno, necessitiamo, per vivere, della parola di Dio”, del resto “per le cose materiali, per il possesso, per il potere, si odia e si uccide”, il presule ha commentato il Vangelo proclamato durante la celebrazione, ovvero la passione in croce di Gesù secondo Marco.
“Salva te stesso”, è il ritornello, ha evidenziato mons. Ferretti, che ripetono diversi uomini al Cristo inchiodato alla croce. I primi a dirlo sono “quelli che passano di là”, “persone comuni, che avevano ascoltato Gesù parlare e lo avevano visto fare miracoli. Non hanno compassione, ma il desiderio di vedere nuovi miracoli, di essere stupiti, di vederlo scendere dalla croce”.
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“Forse anche noi preferiremmo un dio spettacolare – ha ammonito l’Arcivescovo – piuttosto che uno compassionevole, un dio potente agli occhi del mondo, che si impone con la forza e sconfigge chi vuole farci del male. Ma questo non è Dio. Quante volte vogliamo un dio alla nostra misura, invece di configurarci secondo la misura di Dio; un dio come noi, invece di diventare come Lui! Questo è un culto di sé che cresce ed è nutrito dall’indifferenza verso l’altro. In realtà, coloro che passavano erano interessati a Gesù solo per soddisfare i propri desideri”.
Ma “Salva te stesso” lo dicono anche : sacerdoti e scribi, gli stessi che condannarono Gesù, “perché rappresentava un pericolo per loro. Siamo tutti abili nel mettere gli altri sulla croce pur di salvare noi stessi. Al contrario, Gesù si lascia crocifiggere senza rispondere alla violenza con la violenza”. “Quanto è drammatico, fratelli e sorelle, quando la religione e i leader religiosi bestemmiano il nome di Dio invocandolo per fare o giustificare la guerra”, il monito di mons. Ferretti.
“Salva te stesso”, però, lo ripetono “anche coloro che sono stati crocifissi con Gesù. Quanto è facile criticare, parlare contro, vedere il male negli altri e non in noi stessi, fino al punto di scaricare la colpa sui più deboli e marginalizzati!”. I ladroni attaccano Gesù “perché non li toglie dalla croce. Lo cercano Gesù solo per risolvere i loro problemi. Lo invocano per il loro tornaconto”.
Ma “pensare solo a se stessi è il principio di tutti i mali”, ha ammonito l’Arcivescovo, sottolineando come le cose cambiano nel momento in cui il buon ladrone sposta “la sua attenzione da se stesso a Gesù”. Questo gli basta per ottenere “il paradiso”.
Sul “Calvario – ha concluso l’Arcivescovo – avviene un grande duello tra il Dio della pace, che dà la vita per salvarci, e l’uomo che vuole salvare se stesso e fa la guerra. E la vittoria di Dio è nella sua misericordia per il mondo. Dalla croce nascono il perdono e la pace. Chiediamo al Dio crocifisso la grazia di essere più uniti, più fraterni. Chiediamo oggi pace per i tanti Paesi del mondo in guerra; chiediamo pace per noi, per i nostri cuori”.
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