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Messa del giorno di Natale presieduta dall’Arcivescovo

Giovedì 25 dicembre, solennità del Natale del Signore, l’Arcivescovo di Foggia-Bovino, mons. Giorgio Ferretti, presiederà il solenne pontificale nella basilica Cattedrale di Foggia alle ore 11:00.

L’origine prettamente romana della celebrazione liturgica del Natale è fuori dubbio, anche se resta alquanto indeterminato il momento preciso in cui essa ebbe inizio.

Secondo Giovanni di Nicea sarebbe stato Papa Giulio a introdurre la festa in Roma in seguito a una corrispondenza con Cirillo, patriarca di Gerusalemme; Giovanni di Nicea dice questo nel tentativo di indurre la Chiesa Armena dissidente ad accettare la festa del 25 dicembre. Ma la corrispondenza è apocrifa e la notizia infondata.

Il Cronografo Romano (354), che è a un tempo un calendario civile e religioso, indica, in quanto calendario civile, il 25 dicembre come N(atale) invicti (“[giorno] natale del non vinto”), e, riportando l’elenco dei vescovi di Roma, dei quali precisa la data di morte, vi pone in testa, al 25 dicembre (VIII kalendas Ianuarii), la “nascita di Cristo a Betlemme di Giudea” (natus Christus in Betleem Judeae).

Tale elenco sarebbe già composto nel 336, per cui la celebrazione del Natale si collocherebbe interno a questa data. Non è dato saper quale fosse il carattere di questa prima commemorazione natalizia; si pensa potesse “essere una Memoria, privilegiata senza dubbio, ma non dissimile dalle consuete Memoriae martyrum celebrate nei loro anniversari; la festa restò sempre ancorata fra quelle del santorale”.

Non sembra che all’epoca la Chiesa di Roma conoscesse una festa analoga all’Epifania, celebrata in Oriente il 6 gennaio; sembra sicuro che una tale festa fosse celebrata nel 376.

Il fatto poi che la nascita di Gesù venga citata insieme a una lista di date destinate a commemorare anniversari di martiri in giorni precisi e invariabili sottolinea l’aspetto storico del Natale. A differenza della Pasqua, che è festa mobile, la nascita di Cristo è celebrata fin dall’inizio in un giorno fisso nel ciclo annuale.

La festa natalizia già stabilizzata nel 360 e dottrinalmente ricca, passò poi in Africa: ne abbiamo notizia della celebrazione in un’omelia di Ottato di Milevi degli anni 362-363 ca.

Agostino parla della festività del Natale come di una memoria molto particolare: per lui si tratta del ricordo di un grande momento, di una svolta importante nella storia del mondo, ma non lo chiama sacramento, mentre usa tale termine per la festa di Pasqua.

È in San Leone Magno che si trova invece il termine sacramentum applicato al Natale; Leone lo chiama Sacramentum natalis Christi (Sacramento della nascita di Cristo) e parla del Nativitatis dominicae sacramentum (Sacramento della nascita del Signore). Leone si esprime riguardo al Natale in termini che potrebbe usare ugualmente per la Pasqua, come quando lo dice “giorno scelto per il mistero (sacramentum) della restaurazione del genere umano nella grazia”.

Verso la fine del IV secolo la festa passò poi a Milano. Per l’Oriente la prima attestazione della celebrazione è del 430; la pellegrina Egeria informa però che a Gerusalemme, all’inizio del V secolo, la nascita di Gesù è celebrata ancora il 6 gennaio. Alcuni anni dopo tuttavia, durante il soggiorno di Santa Melania in quella città (421-439) era già celebrata il 25 dicembre.

Per l’Egitto occorre attendere il 432, anno del quale è conservata un’omelia sul Natale pronunciata davanti a San Cirillo d’Alessandria.