Preghiere, processione e momenti di festa per la comunità della parrocchia Beata Maria Vergine del Rosario di Foggia, che si prepara alla solennità della propria titolare. Un appuntamento che si svilupperà da lunedì 28 settembre a mercoledì 7 ottobre, giorno della festa della Beata Vergine Maria del Rosario.
Il percorso di preparazione, accompagnato dal tema “Maria, Madre della nuova umanità”, ha inizio con la novena. Ogni giorno sono previsti il Santo Rosario alle 18.15, la preghiera della novena alle 18.40 e la celebrazione della Messa alle 19.00. Giovedì 1 e sabato 3 ottobre, inoltre, dopo la Messa sarà possibile partecipare all’adorazione eucaristica.
Il programma entrerà nel vivo domenica 4 ottobre, con la solenne Celebrazione Eucaristica delle 10.30, presieduta dall’Arcivescovo Ferretti. Alle 12 il presule presiederà la tradizionale Supplica alla Beata Vergine Maria del Rosario. Seguirà la Santa Messa.
Al termine della celebrazione dell’Arcivescovo, nel cortile parrocchiale, è prevista una festa dedicata a bambini e ragazzi a cura dell’associazione Daunia Viva. La giornata proseguirà in serata con il Rosario alle 19.15 e la Messa alle 20.
La preparazione alla festa continuerà lunedì 5 ottobre, con la Messa delle 19 presieduta da don Antonio Argentino, vicario parrocchiale della comunità di San Ciro in Foggia, e martedì 6 ottobre, quando la celebrazione eucaristica delle 19, nei Primi Vespri della solennità, sarà presieduta da don Antonio Menichella, parroco di San Paolo Apostolo in Foggia.
Mercoledì 7 ottobre, il momento centrale della festa sarà la processione per le vie del quartiere, in programma alle ore 18. A seguire, alle 19, la solenne celebrazione eucaristica. La giornata conclusiva proseguirà nel cortile parrocchiale con “Festinsieme”, momento di festa con la presenza del dj Francesco Taranto.
A fare da filo conduttore alle giornate è anche una riflessione di Papa Leone XIV, tratta dall’enciclica Dilexit nos, dedicata allo sguardo di Maria sul mondo e sulla storia: “La Vergine Maria non solo ci insegna a vedere l’invisibile opera di Dio, ma indirizza il nostro sguardo […] educandoci ad acquisire un punto di vista diverso per guardare il mondo dal basso, con gli occhi di chi soffre, non con l’ottica dei grandi; per guardare la storia con lo sguardo dei piccoli e non con la prospettiva dei potenti”.
