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La Supplica alla Madonna di Pompei, una preghiera che unisce il mondo

Ogni anno, l’8 maggio e la prima domenica di ottobre, migliaia di fedeli si raccolgono spiritualmente attorno alla Vergine del Rosario di Pompei per la tradizionale Supplica composta nel 1883 da San Bartolo Longo. Alle ore 12, al Santuario di Pompei e in numerose comunità in tutto il mondo, si leva una sola voce di preghiera affidata alla Regina del Santo Rosario.

La Supplica nacque in un tempo segnato da difficoltà sociali e spirituali. San Bartolo Longo la scrisse accogliendo l’invito di Papa Leone XIII che, nella sua prima enciclica sul Rosario, la Supremi apostolatus officio, indicava nella preghiera mariana una via privilegiata per sostenere la Chiesa e invocare pace e speranza per la società.

Per il fondatore del Santuario di Pompei, impegnato nella costruzione del tempio dedicato alla Vergine e nella diffusione della devozione del Rosario, le parole del Pontefice rappresentarono un forte incoraggiamento alla missione affidatagli dalla Provvidenza. La prima recita pubblica della Supplica avvenne il 14 ottobre 1883, durante la festa del Rosario celebrata a Pompei, dando inizio a una tradizione che continua ancora oggi.

Nel corso degli anni, la preghiera ha oltrepassato i confini dell’Italia, entrando nella vita della Chiesa universale. L’8 maggio 1915 Papa Benedetto XV la recitò in Vaticano nella Cappella Paolina insieme ai dignitari della Santa Sede, consolidando una consuetudine proseguita dai Pontefici successivi.

Tradotta in numerose lingue e recitata nei diversi continenti, la Supplica è diventata un autentico momento di comunione ecclesiale. Da Pompei alle diocesi del mondo, milioni di fedeli si uniscono contemporaneamente nella medesima invocazione alla Madonna del Rosario, affidando a Maria le attese, le sofferenze e le speranze dell’umanità intera.

San Bartolo Longo definiva questo appuntamento spirituale “l’Ora del mondo”: un tempo di grazia nel quale il popolo di Dio, raccolto nella preghiera, rinnova la propria fiducia nell’intercessione materna della Vergine Maria.

La supplica alla Madonna di Pompei

Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.
Amen.

O Augusta Regina delle Vittorie, * o Sovrana del Cielo e della Terra, * al cui nome si rallegrano i cieli e tremano gli abissi, * o Regina gloriosa del Rosario, * noi devoti figli tuoi, * raccolti nel tuo Tempio di Pompei, (in questo giorno solenne *) (1) effondiamo gli affetti del nostro cuore * e con confidenza di figli * ti esprimiamo le nostre miserie. Dal Trono di clemenza, * dove siedi Regina, * volgi, o Maria, * il tuo sguardo pietoso * su di noi, sulle nostre famiglie, * sull’Italia, sull’Europa, sul mondo. * Ti prenda compassione * degli affanni e dei travagli che amareggiano la nostra vita. * Vedi, o Madre, * quanti pericoli nell’anima e nel corpo, * quante calamità ed afflizioni ci costringono. O Madre, * implora per noi misericordia dal tuo Figlio divino * e vinci con la clemenza * il cuore dei peccatori. * Sono nostri fratelli e figli tuoi * che costano sangue al dolce Gesù * e contristano il tuo sensibilissimo cuore. * Mostrati a tutti quale sei, * Regina di pace e di perdono.

Ave, o Maria…

È vero * che noi, per primi, benché tuoi figli, * con i peccati * torniamo a crocifiggere in cuor nostro Gesù * e trafiggiamo nuovamente il tuo cuore. Lo confessiamo: * siamo meritevoli dei più aspri castighi, * ma Tu ricordati * che, sul Golgota, * raccogliesti, col Sangue divino, * il testamento del Redentore moribondo, * che ti dichiarava Madre nostra, * Madre dei peccatori. Tu dunque, * come Madre nostra, * sei la nostra Avvocata, * la nostra speranza. * E noi, gementi, * stendiamo a te le mani supplichevoli, * gridando: Misericordia! O Madre buona, * abbi pietà di noi, * delle anime nostre, * delle nostre famiglie, * dei nostri parenti, * dei nostri amici, * dei nostri defunti, * soprattutto dei nostri nemici * e di tanti che si dicono cristiani, * eppur offendono il Cuore amabile del tuo Figliuolo. * Pietà oggi imploriamo * per le Nazioni traviate, * per tutta l’Europa, * per tutto il mondo, * perché pentito ritorni al tuo Cuore. Misericordia per tutti, * o Madre di Misericordia!

Ave, o Maria…

Degnati benevolmente, o Maria, * di esaudirci! * Gesù ha riposto nelle tue mani * tutti i tesori delle Sue grazie * e delle Sue misericordie. Tu siedi, * coronata Regina, * alla destra del tuo Figlio, * splendente di gloria immortale * su tutti i Cori degli Angeli. * Tu distendi il tuo dominio * per quanto sono distesi i cieli, * e a te la terra e le creature tutte * sono soggette.* Tu sei l’onnipotente per grazia, * Tu dunque puoi aiutarci. * Se Tu non volessi aiutarci, * perché figli ingrati ed immeritevoli della tua protezione, * non sapremmo a chi rivolgerci. * Il tuo cuore di Madre, * non permetterà di vedere noi, * tuoi figli, perduti. * Il Bambino che vediamo sulle tue ginocchia * e la mistica Corona che miriamo nella tua mano, * ci ispirano fiducia che saremo esauditi. * E noi confidiamo pienamente in te, * ci abbandoniamo come deboli figli * tra le braccia della più tenera fra le madri, * e, oggi stesso, * da te aspettiamo le sospirate grazie.

Ave, o Maria…

Un’ultima grazia * noi ora ti chiediamo, o Regina, * che non puoi negarci (in questo giorno solennissimo*) (1). * Concedi a tutti noi * l’amore tuo costante * e in modo speciale la materna benedizione. Non ci staccheremo da te * finché non ci avrai benedetti. * Benedici, o Maria, in questo momento * il Sommo Pontefice. * Agli antichi splendori della tua Corona, * ai trionfi del tuo Rosario, * onde sei chiamata Regina delle Vittorie, * aggiungi ancor questo, o Madre: * concedi il trionfo alla Religione * e la pace alla umana Società. * Benedici i nostri Vescovi, * i Sacerdoti * e particolarmente tutti coloro * che zelano l’onore del tuo Santuario. * Benedici infine tutti gli associati al tuo Tempio di Pompei * e quanti coltivano e promuovono * la devozione al Santo Rosario. O Rosario benedetto di Maria, * Catena dolce che ci rannodi a Dio, * vincolo di amore che ci unisci agli Angeli, * torre di salvezza negli assalti dell’inferno, * porto sicuro nel comune naufragio, * noi non ti lasceremo mai più. Tu ci sarai conforto nell’ora di agonia, * a te l’ultimo bacio della vita che si spegne. E l’ultimo accento delle nostre labbra * sarà il nome tuo soave, * o Regina del Rosario di Pompei, * o Madre nostra cara, * o Rifugio dei peccatori, * o Sovrana consolatrice dei mesti. Sii ovunque benedetta, * oggi e sempre, * in terra e in cielo. *
Amen.

Salve, Regina…

(1) Solo l’8 maggio e la prima domenica di ottobre.

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