“Caro Antonio, il Vangelo che oggi ti viene consegnato sia la tua stella sempre. Fanne il tuo compagno più prezioso, presentalo, leggilo, comunicalo a tanti: con tenerezza e saldezza di fede e speranza”.
È festa grande a San Marco in Lamis, dove questa sera, solennità dell’Epifania del Signore, nella chiesa parrocchiale della Santissima Annunziata l’Arcivescovo Ferretti ha conferito l’ordinazione diaconale al giovane seminarista Antonio Argentino.
“Antonio, innamorati tu per primo di Gesù. Sentilo amico, nelle gioie e nelle ansie. Impara ogni parola del Vangelo e falla tua, parla con le parole del Vangelo. Pensa come il Vangelo, conformati e vivilo. Tanti ti ascolteranno, perché attraverso le nostre povere parole e la nostra misera vita, come in un’icona rovinata dal tempio e dal peccato, gli uomini misteriosamente possono vedere l’immagine di Gesù Cristo e conoscerlo”, le parole pronunciate da mons. Ferretti nell’omelia (clicca qui per leggerne il testo completo).
“Ma fai attenzione! C’è una tentazione nel sentirsi chierici: migliori, superiori agli altri, maestri per costituzione. Per questo la saggezza di un diacono è servire i poveri. Cercali. Gli orfani, le vedove. Come negli Atti degli Apostoli, dà loro da mangiare, da vestire. Come insegna la Bibbia, cerca lo straniero e accoglilo. Che il Signore non ti trovi mai preso da te stesso e dalla tua idea di giustezza e superiorità. Tu per proteggerti, incardinati nella povertà. Ai poveri sempre sia rivolto il tuo sguardo, ad essi principalmente annuncia la buona novella, perché il Regno dei cieli è vicino quando i poveri sono evangelizzati”, il consiglio dell’Arcivescovo.
“Caro figlio, amministra i sacramenti quando ti sarà richiesto e predica il Vangelo. Ricordati sempre che la predicazione nella Chiesa ci tocca il cuore e dà lo stupore, come ai Magi, di scoprire l’amico della nostra vita, il Signore Gesù, salvatore del mondo. Anche noi, sorelle e fratelli, all’inizio di questo nuovo anno, ci facciamo vicini al Signore. Lavoriamo e preghiamo per la pace nella nostra terra e nel mondo e per questo scegliamo di cambiare strada dalla nostra rassegnazione, dall’amore per noi stessi”, ha concluso il presule.