Un invito chiaro a non lasciarsi trascinare dalle logiche della contrapposizione e dell’interesse, ma a riscoprire l’universalità del Vangelo. È questo il cuore dell’omelia pronunciata a braccio dall’arcivescovo Ferretti, durante l’Azione liturgica della Passione del Signore, celebrata nel pomeriggio del Venerdì Santo nella basilica Cattedrale.
Nel silenzio intenso della celebrazione, il presule ha sviluppato una riflessione forte, scandita più volte da un’espressione che è diventata il filo conduttore dell’intervento: “Non ci convincono”. Un rifiuto netto verso tutte quelle narrazioni che cercano di giustificare il male in nome di un presunto bene superiore, come accadde, ha ricordato, “nel processo a Gesù, quando la sua morte venne presentata come necessaria”.
“Quanta menzogna nelle bocche dei potenti”, ha affermato, denunciando falsità costruite per interessi di potere e di denaro, e mettendo in guardia anche da un uso distorto della religione, quando Dio viene piegato a fini personali. Da qui lo sguardo si è allargato al presente, segnato da guerre, ingiustizie e sofferenze innocenti: “Quante croci nel mondo”, ha detto, evocando immagini di dolore che si moltiplicano nel tempo contemporaneo.
Tra i passaggi più significativi, il riferimento alla situazione dei migranti a Borgo Mezzanone, richiamati come simbolo di una realtà spesso raccontata con stereotipi e paure. L’Arcivescovo ha respinto queste narrazioni: “Non ci convincono che vengono da lontano, che non si vogliono integrare”, invitando la comunità a non cadere nella “propaganda dell’altro nemico”.
Al centro della riflessione c’è però il mistero della croce: nel Cristo crocifisso ogni cristiano può riconoscere il “modello di un amore che non risponde alla violenza con altra violenza, che non si difende e non si impone, ma si dona fino alla fine”.
Da qui l’appello diretto ai fedeli: “non cedere alla logica della forza, non anteporre il proprio interesse a quello degli altri. Non cadiamo nella propaganda della nazione, perché i cristiani sono universali, hanno solo fratelli e non hanno nemici”.
In un tempo che esalta la potenza e guarda con sospetto alla debolezza, l’Arcivescovo ha riaffermato con forza la visione cristiana del mondo: nessuno potrà convincere i credenti che l’odio sia la strada, né che Dio non sia “l’amore più grande”, capace di vincere anche la morte.
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