All’Ergife di Roma la votazione del Documento di Sintesi sul Cammino Sinodale delle Chiese che sono in Italia. La delegazione dell’Arcidiocesi di Foggia-Bovino: “Il lavoro fatto e l’approvazione del documento, che viene rimesso ora all’Assemblea dei Vescovi, chiede una continuità di questo protagonismo nel senso di partecipazione attiva e ricerca delle vie più adeguate per annunciare il Vangelo nel nostro tempo”

La Terza Assemblea Sinodale della CEI, svoltasi a Roma ieri, sabato 25 ottobre, ha approvato con 781 “placet” su 809 votanti il Documento di sintesi del Cammino Sinodale delle Chiese che sono in Italia, dal titolo “Lievito di pace e di speranza”.
Presente anche una delegazione dell’Arcidiocesi di Foggia-Bovino, composta in tutto da quattro persone e guidata dall’Arcivescovo Ferretti, che assieme agli altri delegati hanno votato il testo e le tre sezioni in cui è articolato: 124 proposizioni complessive, frutto del confronto emerso nella seconda Assemblea e rielaborato con il contributo della Presidenza CEI, del Comitato sinodale, del Consiglio Permanente, degli Uffici e delle Regioni ecclesiastiche.
Per mons. Ferretti, quanto vissuto a Roma in questi giorni “è stato un grande momento di unità e di comunione. Il documento che abbiamo prodotto, votato a larga maggioranza, darà le linee guida per la Chiesa italiana del futuro. Una Chiesa che vuole pace, dialogo, incontro con i poveri, un abbraccio per tutti. Soprattutto lo vogliamo fare insieme, e questa è la cosa bella e importante: l’unità nella Chiesa”.
Nel dettaglio delle votazioni, il documento di sintesi è stato approvato con una larghissima maggioranza: l’introduzione ha ricevuto 832 voti favorevoli su 847 (98,23%) e la prima parte 812 su 846 (96%). La sezione iniziale, dedicata al rinnovamento dello stile ecclesiale e missionario, ha raccolto i consensi più ampi. Tra i singoli punti, spicca la proposta 25(e), sulla formazione sinodale dei ministri e dei laici, con 828 voti favorevoli su 844 (98,10%). Anche la 24(d), che sollecita una maggiore sinodalità dei vescovi, ha superato il 97% di approvazione (822 su 844). La 24(e), sull’evangelizzazione digitale, pur approvata con ampio consenso (778 su 847), si attesta attorno al 91,85%.
Più articolato il quadro nella Parte III, “La corresponsabilità nella missione e nella guida della comunità”: non esiste un voto aggregato per l’intera sezione, ma la media dei risultati indica una percentuale attorno all’89%, con punte di dissenso significative. La proposta meno votata in assoluto è la 71(c), che chiede il pieno coinvolgimento delle donne nei processi decisionali e nei ruoli di responsabilità: approvata con 625 voti su 813 (76,88%), ha registrato il numero più alto di voti contrari (188). Seguono la 72(d), sull’affidamento stabile ai laici di compiti di guida pastorale e amministrativa (636 voti su 810, 78,52%), e la 71(b), sul riconoscimento delle donne nei ruoli di insegnamento teologico (661 su 817, 80,91%).
Anche la 72(c), che apre al discernimento sui nuovi ministeri laicali, pur approvata con l’82,37%, riflette un confronto acceso. Al di fuori della Parte III, la proposta 30(c), sull’ascolto delle persone ferite o escluse, ha raccolto 672 voti favorevoli su 826 (81,35%), con 154 contrari. Sul piano amministrativo, la 74(c), sull’introduzione di strumenti di valutazione e trasparenza, è stata approvata con 781 voti su 815 (95,83%), ma non senza qualche riserva.
“Abbiamo vissuto un bel momento di Chiesa per la terza volta, riuniti in Assemblea Sinodale a Roma con le delegazioni di tutte le Diocesi, all’apice quasi di un cammino iniziato quattro anni fa, quando nel bel mezzo della pandemia risuonava forte l’invito di Papa Francesco a vivere un momento di sinodalità per le nostre Chiese d’Italia, un momento di ascolto e di comunione”, affermano gli altri componenti della delegazione della nostra Arcidiocesi, composta da don Giovanni Frisenna, suor Filomena Rispoli e Franca Di Pierro, che alla vigilia della votazione hanno preso parte all’incontro con Papa Leone XIV nell’Aula Paolo VI, in Vaticano.
La votazione del documento, infatti, è stata inserita nella celebrazione del Giubileo delle Équipe Sinodali e organi di partecipazione, conclusosi stamani con la Santa Messa presieduta dal Pontefice nella basilica vaticana.
“Il documento che è stato votato durante questa assemblea è frutto dell’ascolto di questi anni, quell’ascolto iniziato nelle nostre comunità parrocchiali, portato a perfezione con i tanti lavori di gruppo che sono avvenuti qui a Roma e online dove si sono confrontate le diverse Diocesi per permettere a ciascun delegato, con l’aiuto dello Spirito di leggere il tempo presente e dunque di sapere individuare quei segni e quelle scelte che il Signore chiede alla nostra Chiesa di realizzare oggi”, proseguono i tre delegati dell’Arcidiocesi di Foggia-Bovino.
“Certamente i 50mila gruppi che si sono attivati per ascoltare, ascoltarsi e ascoltare il nostro tempo negli anni scorsi, non possono essere ignorati, così come non può essere ignorato tutto il movimento che si è creato e le attese che si sono generate. Il lavoro fatto e l’approvazione del documento – aggiungono Frisenna, Rispoli e Di Pierro -, che viene rimesso ora all’Assemblea dei Vescovi, chiede una continuità di questo protagonismo nel senso di partecipazione attiva e ricerca delle vie più adeguate per annunciare il Vangelo nel nostro tempo a tutta la gente, a chi è più lontana dalla vita cristiana ma anche a chi è all’interno delle comunità parrocchiali e diocesane, e sente di dover innescare una marcia diversa per poter parlare di Gesù in questo tempo”.
“Ritorniamo dopo queste giornate arricchiti, per esserci incontrati ancora una volta, per aver scambiato la nostra comunione con gli altri fratelli e le altre sorelle delle Diocesi d’Italia. Ora è il momento di realizzare ciò che è emerso. Perché se è vero che deve essere ancora definita la road map per proseguire il Cammino Sinodale, allo stesso tempo è pur vero che spetta a ciascuno di noi, ogni giorno, impegnarci affinché ciò che il Signore ci ha chiesto di realizzare ci aiuti ad essere Chiesa secondo la sua volontà”, concludono i delegati dell’Arcidiocesi di Foggia-Bovino.
La prossima Assemblea generale della CEI, in programma a novembre 2025, sarà interamente dedicata alla discussione del Documento, che ora diventa riferimento centrale per l’elaborazione di orientamenti e delibere. Il Consiglio Permanente ha disposto la creazione di un gruppo di vescovi che, con il sostegno degli organi statutari, guiderà questa fase di recezione e discernimento.