Omelia di Mons. Ferretti del 08-12-2024
Parrocchia B.M.V. Immacolata
Foggia
Celebriamo oggi l’Immacolata Concezione di Maria, una solennità
molto cara al popolo. Essa affonda le radici nelle origini stesse della
vicenda cristiana, e, sebbene il dogma dell'Immacolata sia stato proclamato
solo nel 1854 da Pio IX, già dai primi secoli la Chiesa venerava la Madre
di Dio come creatura senza peccato. Con questa festa ogni anno
ricordiamo il concepimento di Maria senza la macchia del peccato
originale, il peccato che si annida nel cuore stesso dell'umanità.
La vita e la santità di Maria, ci danno oggi la possibilità di riflettere sul
peccato del mondo e di guardare in faccia il male che si nasconde nelle
pieghe della vita degli uomini.
La prima pagina del libro della Genesi che abbiamo ascoltato ci fa
scendere nelle profondità del mistero del male che si radica appunto
nell'esistenza stessa dei progenitori. La vicenda di Adamo ed Eva, sedotti
dal serpente, ci fa toccare l'origine del male sulla terra. La Scrittura ci dice
che non è Dio l'autore del male, ma l’antico serpente, il diavolo, che
seduce e porta alla disobbedienza sia Adamo che Eva.
Il dialogo tra Dio, l'uomo e la donna, dopo la disobbedienza che li
portò a mangiare il frutto dell'albero della vita, manifesta il dramma del
male che si abbatte sulla vicenda umana. Quella, come ogni disobbedienza
al Signore, rompe il rapporto con Dio e distrugge l'armonia tra loro e con il
creato. Sì, possiamo dire che da quella antica disobbedienza inizia
l'inimicizia sulla terra. Da quel momento, infatti, la divisione entra nel
cuore degli uomini e quindi nella loro storia.
Il paradiso di amore e di armonia che Dio aveva creato e nel quale
aveva posto l'uomo e la donna divenne, per loro colpa, una valle di
lacrime. Adamo ed Eva, da amici che erano, divennero nemici. L'uno
accusava l'altra. E la logica dell'inimicizia non si fermò più, anzi si insinuò
nelle pieghe più profonde della vicenda umana continuando ad
avvelenarla. Proseguì nei figli, in Caino e Abele, e continuò ininterrotta
sino a noi. Quel che accade anche oggi tra gli uomini e tra i popoli, la
guerra, trova la sua origine in quella inimicizia che nasce dalla rottura del
rapporto amicale con Dio.
La pagina biblica che abbiamo ascoltato ci ripete che senza l'amicizia
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con Dio è inevitabile l'inimicizia tra gli uomini.
Ebbene, con il concepimento di Maria, questa tragica e terribile catena
viene interrotta. Maria è concepita senza peccato; ossia fin dal suo
concepimento non è più soggetta alla legge inesorabile dell'inimicizia e
della inaccoglienza. Con Maria, nuova Eva, inizia una storia nuova. Non
solo viene restaurata l'amicizia con Dio, viene resa ancor più bella di
quella che vissero i nostri progenitori. Su Maria si è posato lo sguardo di
Dio: è stata scelta per essere la madre di Gesù.
Non poteva quindi essere macchiata dalla colpa originale.
Nacque Immacolata, senza peccato, non per suo merito, ma per grazia.
Il Signore ha preparato in lei una dimora degna per il suo Figlio. L'amore
del Padre per il Figlio ha dunque protetto la madre, e per questo la
tradizione applica a lei le parole di Dio nel Cantico dei Cantici: "Sei tutta
bella, o mia diletta, e in te non v'è alcuna macchia" (4, 7). E l'angelo,
facendo eco a queste parole, le si avvicinò dicendo: "Ti saluto, o piena di
grazia, il Signore è con te".
Questo mistero di Maria si riversa però anche su di noi. Il Signore ha
destinato anche noi ad essere santi e immacolati. L'apostolo Paolo scrive:
"In lui ci ha scelti prima della creazione del mondo, per essere santi e
immacolati" (Ef 1,4). Sebbene in modo diverso da Maria, anche noi siamo
stati scelti ancor prima della creazione per far parte della comunità dei figli
di Dio. Non a caso l'apostolo dice "siamo stati scelti" e non "abbiamo
scelto". Ognuno di noi è scelto da Dio, amato in modo personale e unico.
Siamo tutti frutto dell'amore di Dio. A noi è chiesto solo di riconoscere
la nostra figliolanza e di affidarci quindi totalmente all'amore del Padre.
Questa fu la risposta di Maria all'amore gratuito di Dio. Il Vangelo che
abbiamo ascoltato ci mostra una ragazza che, turbata dalle parole
dell'angelo, non fugge e non si ritrae, sebbene quelle parole le sconvolgono
completamente la vita. Non obbedisce a se stessa e neppure si lascia
inibire dalle pressioni sociali che sarebbero seguite alla sua scelta: con
generosità dice il suo "sì" a Dio. E sempre lo ripeterà, fin sotto la croce. Sa
bene che deve tutto al suo Signore, in lui ha posto la sua fiducia si professa
sua serva e sa che Dio non deluderà.
Quando l'angelo le dice che è piena di grazia, Maria si turba, anche
perché non ha una grande considerazione di sé, come in genere noi
abbiamo di noi stessi. Perché è proprio nell'orgoglio e nell'autosufficienza
che risiede il nodo del peccato originale. Il primo uomo pensò infatti di
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poter vivere senza Dio, o meglio, essere lui dio a se stesso.
E così quando avviene, per tutti noi si ripete quel peccato antico che ci
separa dall’amore del Padre.
Ma Maria non ragiona così, non si esalta né si distrugge all'annuncio
dell'Angelo, si turba. Così dovrebbe essere di noi ogni volta che
ascoltiamo il Vangelo. Anche in questo Maria è la prima dei credenti. Lei,
la prima amata da Dio, è anche la prima a rispondere "si" alla sua
chiamata.
E oggi la Madre di Dio ci viene incontro, lei che è l’esempio di come
vivere l’Avvento, di come attendere con fiducia il Signore che viene.
Impariamo da Lei a preparare il nostro cuore ad accogliere il Figlio di Dio
che viene anche mondo per cancellare il nostro peccato, per sconfiggere il
male e portare pace nel nostro cuore e tra gli uomini.