«Uno solo è il corpo, uno solo è lo spirito, come una sola è la speranza alla quale Dio vi ha chiamati». Nella basilica Cattedrale di Foggia, nella serata di domenica 25 gennaio, si è svolta la Veglia ecumenica a conclusione della 59ma Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani. Un intenso momento di preghiera, svoltosi alla presenza dell’Arcivescovo, del Pastore Valdese e del Pastore Ortodosso, celebrato all’indomani della chiusura del primo Simposio delle Chiese cristiane (clicca qui per approfondire).
Tenutosi a Bari il 23 e il 24 gennaio 2026, al Simposio ha preso parte anche una delegazione ecumenica composta da mons. Ferretti, dal pastore Maliq Meda, da padre Joan Badescu ed Ennio Intiso, a rappresentanza del Consiglio delle Chiese Cristiane di Foggia.
Il tema scelto per il 2026, tratto dalla Lettera di Paolo agli Efesini (Efesini 4,4), ha guidato l’intera liturgia, sottolineando ciò che unisce i cristiani. Le divisioni, infatti, come ha ricordato Papa Leone XIV, “se non impediscono certo alla luce di Cristo di brillare, rendono tuttavia più opaco quel volto che deve rifletterla sul mondo”.
Invocazioni, canti e litanie sono state guidate a turno dai ministri delle diverse confessioni. Cuore della Veglia è stata la proclamazione della Parola di Dio: le parole di Gesù contenute nel Vangelo di Giovanni (cfr. Gv 17,3-7) sono state un forte richiamo alla responsabilità comune dei cristiani nel testimoniare la fedeltà a Dio nel mondo.
Poi la professione di fede e la preghiera conclusiva del Padre nostro hanno suggellato una celebrazione che ha voluto essere segno di speranza, in un tempo segnato da divisioni, conflitti e fragilità sociali.
📸 Le foto della Veglia ecumenica sono consultabili al seguente link (clicca qui)