Omelia di Mons. Ferretti del 12-10-2024
Basilica Cattedrale di Foggia
Guardati attorno carissimo Antonio, guarda quanti fratelli, sorelle, padri, madri e figli hai ricevuto per causa del Vangelo. Questa sera, la Parola del Signore, per te, si è già realizzata.
Che bella è la vita di un sacerdote. Quanto amore riceviamo per il poco che sappiamo dare. È come se il Signore fosse sempre preoccupato per noi, che non ci manchi nulla; che non ci manchi l’amore e la fraternità.
Oggi la gratitudine e la gioia ti spingono a rinnovare la tua scelta di povertà, castità e obbedienza e farlo di fronte alla grazia dell’ordine del presbiterato che ti è conferito.
Questo è un impegno grande, e credimi: ne vale la pena!
Ma il “voto” più importante è infondo un altro: immergerti nel popolo di Dio. Sentirne le inquietudini, la preoccupazione, condividerne i drammi e con loro, gioire; donare tutto tuo il tempo, che è infondo la cosa più preziosa che abbiamo. Lasciati sempre disturbare, lasciati turbare; sii sempre pronto all’ascolto, non preservarti, non nasconderti, non chiuderti. Non chiedere mai nulla in cambio, ringrazia per la provvidenza, prega per tutti e accompagna tutti.
Caro fra Antonio, i comandamenti li ha osservati fin dalla tua giovinezza, ma oggi ti è chiesto molto di più. Lascia tutto te stesso alle spalle e immergiti nel bisogno di misericordia degli uomini e delle donne del nostro tempo.
Quanto disorientamento attorno a noi. Quante idee sbagliate di felicità. Il denaro che diviene ossessione di vita, l’individualismo di non volersi pensare dipendenti dagli altri e voler stare da soli; di voler essere in controllo. La smaniosa ricerca di solitudine e di potere sugli altri, che alienano la nostra umanità, anche se siamo dannatamente convinti che vincere sia la via della felicità.
Mostra Antonio con la tua vita, che la gioia piena viene dal darsi agli altri, totalmente, e non dal chiudersi o pretendere.
Scrive il Padre Francesco nel suo testamento: “Il Signore dette a me, frate Francesco, di incominciare a fare penitenza così: quando ero nei peccati mi sembrava cosa troppo amara vedere i lebbrosi e il Signore stesso mi condusse tra loro e usai con essi misericordia.
E allontanandomi da essi, ciò che mi sembrava amaro mi fu cambiato in dolcezza d’animo e di corpo. E di poi, stetti un poco e uscii dal mondo”.
Queste parole – che ogni frate conosce a memoria – sono la migliore esegesi del Vangelo del Signore. In così poche parole, non solo c’è tutta la vocazione di Francesco, ma è racchiusa la saggezza sufficiente per vivere bene una vita.
Nell’amore per sé, nel preservarsi, non c’è felicità. La felicità viene dal donarsi, interamente; dall’immergersi nei bisogni degli altri, dal costruire fraternità.
Antonio, ascolta con pazienza. Vinci le tue rudezze e divieni cortese come il padre Serafico. Sii sempre fine e gentile nell’incontro, sorridi sempre, metti a loro agio tutti. Apprendi a divenire un padre, che abbraccia i figli e li accoglie tutti, così come sono, sporchi e fragili.
Ma per i poveri in particolare divieni un padre forte: difendili! Innamorati dei disperati, abbraccia i lebbrosi del nostro tempo: sporcati con la loro lebbra. Sii creativo nella carità e non pensare mai che ci sono poveri che non si possono aiutare. Vendi tutto te stesso per acquistare a Dio una singola anima.
L’uomo incontrato da Gesù nel Vangelo di oggi se ne va triste, perché non crede che ci possa essere più gioia nel dare che nel ricevere. Egli confida in se stesso e non nella Parola del Signore. Ah, se avesse provato a viverle quelle parole di Gesù: quanta dolcezza di anima e corpo avrebbe trovato!
Don Lorenzo Milani, che aveva lasciato la sua vita borghese, per vivere tra i contadini montanari di Barbiana, e lì aveva fatto scuola ai piccoli poveri, dando tutto se stesso per loro, il giorno della sua morte disse agli amici presenti: “Oggi si compie un miracolo, perché un ricco entra nel regno di Dio”.
Caro Frate Antonio, oggi comincia per te un’avventura bellissima e noi imponendoti le mani preghiamo per te. Perché tu riceva lo Spirito del Signore che ti elargisca la sapienza evangelica. Preferiscila a tutte le seduzioni del mondo. Stima nulla i soldi al suo confronto, perché davanti al Vangelo, tutto l’oro del mondo è come sabbia. Amala più della salute e della bellezza, perché lo splendore che viene da essa non tramonta e nelle sue mani c’è una ricchezza incalcolabile.
Cari fratelli dell’Ordine dei frati minori cappuccini, caro frate Francesco Dileo, padre provinciale: congratulazione per questo nuovo sacerdote per la vostra fraternità. Con voi ringrazio il Signore per il dono un giovane che si dona a Dio e per la forza del carisma di Francesco di Assisi, che non smette di attrarre a Dio giovani, al servizio del popolo di Dio. Il Signore benedica e custodisca tutti voi che in questa terra di Capitanata vivete sulle orme sante di San Pio; mostri a voi il suo volto e abbia misericordia di voi. Rivolga verso di voi il suo sguardo e vi dia pace… e bene!
+ Giorgio
Arcivescovo