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“Ogni credente che esce dalla messa domenicale deve essere una benedizione per le nostre città”

“Ogni credente che esce dalla messa della domenica deve essere una benedizione per coloro che incontra, una benedizione per le nostre città, una benedizione per il mondo intero, un amico dei poveri”. È l’immagine consegnata da mons. Vincenzo Paglia alla seconda sessione del Convegno Pastorale Diocesano 2026, dedicato al tema “La domenica salva la città”, svoltasi per la seconda sera consecutiva negli spazi della chiesa parrocchiale di San Ciro a Foggia, alla presenza di circa 800 persone.

Al centro della riflessione del Presidente emerito della Pontificia Accademia per la Vita il significato della celebrazione eucaristica e, in particolare, il rapporto tra la liturgia domenicale e la vita concreta delle comunità cristiane. Una riflessione che ha invitato a superare una concezione della Messa come semplice adempimento rituale per riscoprirne la capacità di costruire relazioni, comunità e responsabilità verso gli altri.

“Vanno abbandonati i tratti della fredda ritualità e recuperare tutta la ricchezza e la forza del linguaggio liturgico attraverso i canti, i gesti, l’incenso, la proclamazione della Parola di Dio, il calore umano dell’assemblea”, ha sottolineato il presule. La liturgia, ha spiegato, non è dunque un insieme di elementi separati, ma un linguaggio attraverso il quale l’assemblea è chiamata a vivere l’incontro con il Risorto.

“La messa è il momento privilegiato per costruire la ‘famiglia di Dio’, per sconfiggere l’egocentrismo ed edificare il “Corpo di Cristo” che è, appunto, la Chiesa”, ha aggiunto.

In questa prospettiva, ogni elemento della celebrazione è chiamato a concorrere a un unico obiettivo. “Tutto, pertanto, in essa (parole, gesti, luogo, canti…) deve concorrere per realizzare l’incontro con Gesù risorto”, ha rimarcato mons. Paglia, sottolineando che nessuno deve sentirsi estraneo o spettatore della celebrazione.

“Coloro che partecipano alla messa, sacerdote e ministri, adulti e bambini, anziani e giovani, tutti debbono essere condotti, attraverso il ‘rito’, a vivere la festa dell’incontro con Gesù che ha vinto la morte e ci dona la pienezza della vita”, ha proseguito.

Ma la celebrazione domenicale, nella lettura proposta da Paglia, non si conclude con il congedo finale. Al contrario, proprio da quel momento prende avvio la missione del cristiano nella settimana. Per spiegare questo passaggio, l’arcivescovo ha richiamato il racconto della Pasqua: “La messa ci apre alla settimana che viene: è la conclusione del racconto di Emmaus”. Dopo aver riconosciuto Gesù nella frazione del pane, i due discepoli, pur essendo ormai sera, “non si fermarono a casa loro, corsero subito a Gerusalemme per raccontare agli altri discepoli che avevano visto il Signore”.

È proprio questo il passaggio che, secondo Paglia, permette di comprendere la dimensione missionaria dell’Eucaristia. “Quei due discepoli furono per gli Undici una ‘benedizione’, perché annunciarono loro il Risorto”, ha detto. E da qui l’immagine affidata alla comunità diocesana: chi partecipa alla Messa è chiamato a portare fuori dalla chiesa ciò che ha celebrato dentro la chiesa.

La liturgia, dunque, diventa origine di una presenza cristiana nella vita quotidiana: nelle relazioni, nelle città, nei luoghi di lavoro e di incontro, soprattutto accanto a chi vive una condizione di povertà o fragilità. Da qui l’invito conclusivo a essere “una benedizione per coloro che incontra, una benedizione per le nostre città, una benedizione per il mondo intero, un amico dei poveri”.

Domani pomeriggio è in programma la terza e ultima sessione di Convegno: le parrocchie, radunate a gruppi in diversi spazi della città e dei borghi che compongono l’Arcidiocesi, rifletteranno su quanto detto in queste due giornate per raccogliere, in uno stile autenticamente sinodale, l’opinione e le esperienze delle comunità, a partire dall’ascolto dal basso. Il lavoro dei gruppi confluirà poi in un documento che, al termine del percorso, sarà chiamato a tracciare alcune linee guida per il cammino futuro della Chiesa di Foggia-Bovino.

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