20260218_193655

Le Ceneri, l’Arcivescovo: Basta con la pedagogia della forza, ai giovani serve un esempio diverso

“Basta con la pedagogia della forza, del sopruso e della violenza. Ai nostri giovani dobbiamo dare un esempio diverso. Dobbiamo mostrare con la nostra vita la giustizia, il perdono e la pace. Convertiamoci insieme”. Nel giorno in cui ha inizio il tempo forte della Quaresima, l’Arcivescovo di Foggia-Bovino, durante la solenne celebrazione eucaristica del Mercoledì delle Ceneri, svoltasi nella basilica Cattedrale, chiede alla comunità tutta un cambiamento, un impegno vero “a compiere gesti di carità”.

Un appello che arriva a seguito dei recenti fatti di cronaca che hanno visto giovani e loro educatori protagonisti di assurde violenze nelle strade così come nelle aule scolastiche. “Questa terra ha bisogno di esempi di pace e convivenza”, le parole di mons. Ferretti.

“Dobbiamo impegnarci – rimarca il presule – affinché le nostre comunità diventino luoghi in cui il grido di chi soffre trovi accoglienza e l’ascolto generi cammini di liberazione, rendendoci più pronti e solerti nel contribuire a edificare la civiltà dell’amore”.

“Polvere è il nostro orgoglio, la nostra arroganza, la prepotenza, il nostro rancore verso gli altri. Polvere sono i beni materiali, i soldi. Solo resterà la Parola di Dio, eterna realtà di amore di Dio verso gli uomini; solo resterà di noi il bene che avremo fatto in vita”, l’altro monito dell’Arcivescovo, pronunciato durante l’omelia, alla quale è seguito il rito di benedizione e imposizione delle sacre ceneri ai fedeli presenti.

La Quaresima, spiega mons. Ferretti, “è il tempo in cui la Chiesa, con sollecitudine materna, ci invita a rimettere il mistero di Dio al centro della nostra vita, perché la nostra fede ritrovi slancio e il cuore non si disperda tra le inquietudini e le distrazioni di ogni giorno”.

Serve quindi a discernere e ordinare gli “appetiti”, a mantenere vigili la fame e la sete di giustizia, sottraendole alla rassegnazione, istruendole perché si facciano preghiera e responsabilità verso il prossimo, prosegue mons. Ferretti rilanciando l’appello del Pontefice affinché in Quaresima si digiuni anche “dalle parole che percuotono e feriscono il nostro prossimo”. “Cominciamo – scrive Papa Leone – a disarmare il linguaggio, rinunciando alle parole taglienti, al giudizio immediato, al parlar male di chi è assente e non può difendersi, alle calunnie. Sforziamoci invece di imparare a misurare le parole e a coltivare la gentilezza: in famiglia, tra gli amici, nei luoghi di lavoro, nei social media, nei dibattiti politici, nei mezzi di comunicazione, nelle comunità cristiane. Allora tante parole di odio lasceranno il posto a parole di speranza e di pace”.

Infine, l’invito a vivere questo tempo, così come l’ascolto della Parola e il digiuno, nella comunità: “È vero che ognuno di noi deve convertirsi, ma inseriti nel ‘Noi’ della Chiesa, la conversione non è un esercizio di perfezione personale ma il divenire parte del sale della terra e della luce del mondo che la Chiesa deve essere. Convertiamoci insieme”.