di Donatella Perna
Nella serata di sabato 14 marzo la chiesa di San Domenico a Foggia ha accolto un intenso momento di preghiera, musica e testimonianza. L’incontro, svoltosi dopo la celebrazione eucaristica delle ore 19 presieduta dall’Arcivescovo Metropolita mons. Giorgio Ferretti, ricorreva in una data particolarmente significativa per il Movimento dei Focolari: l’anniversario della salita al cielo di Chiara Lubich, fondatrice dei Movimento dei Focolari (Opera di Maria), fortemente sentito dalla comunità foggiana del movimento.
Durante l’omelia della quarta domenica di Quaresima, la domenica Gaudete, l’Arcivescovo ha ricordato Chiara Lubich, sottolineando “la forza che emanava da quel corpo fragile” e la bellezza della santità che traspariva dai suoi occhi e dal suo sorriso. Commentando il Vangelo del cieco guarito da Gesù con saliva e fango, mons. Ferretti ha richiamato il valore della visione, non solo come guarigione fisica ma come capacità di guardare la realtà con occhi nuovi, illuminati dalla fede e dalla speranza.
In questo clima di preghiera si è inserito l’evento dal titolo “Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Camminare insieme verso la pace”, un mosaico di incontri promosso dalle aggregazioni laicali della Diocesi. La serata, nonché la celebrazione eucaristica, è stata accompagnata dalla Corale Sant’Alfonsodi Foggia e dalla musica e dalle testimonianze del complesso D!MANT – Gen Rosso Local Project, scaturito dall’esperienza personale di alcuni componenti del gruppo nei tour internazionali con il Gen Rosso.
Tra i protagonisti, i cantanti e musicisti Angelo, Nando, Tomek, Dennis e Joseph, provenienti rispettivamente da Italia, Polonia e Filippine, che hanno raccontatole loro esperienze personali, di come la musica possa diventare spazio di incontro tra popoli e culture, ma non soltanto attraverso il concerto poiché “L’esperienza del Gen Rosso ci ha insegnato prima di tutto a incontrare le persone”, spiega Tomek. Viaggiare per il mondo ha significato entrare in relazione con le comunità locali e condividere non solo le canzoni ma anche il vissuto umano e spirituale che le anima.
Da questa esperienzaè nato D!MANT, non semplicemente un gruppo musicale ma un progetto-testimonianza che continua a diffondere l’esperienza di unità maturata negli anni nel Gen Rosso. Dennis ricorda che la forza della musica nasce dalla vita che c’è dietro: “La musica diventa l’espressione della relazione che viviamo tra di noi prima dei concerti”.
Benedetto XVI, il “Mozart della teologia”, vedeva nella musica un ritorno al “grande Compositore”, l’armonia dell’universo, capace di accordare il cuore umano alla bellezza e alla verità di Dio e di far risuonare nel mondo una trascendente sinfonia d’amore.
Un’immagine che richiama anche le parole attribuite al filosofo greco Platone, secondo cui “Quando cambiano i modi della musica, cambiano anche le leggi fondamentali dello Stato e crollano i muri delle città”, ritenendo che la musica non fosse “un semplice intrattenimento ma una forza capace di educare l’anima e modellare il carattere”.
Infatti, tra le esperienze più significative raccontate, come Cuba, Thailandia, Gerusalemme, c’è quella vissuta in Cina, durante un Festival Internazionale. Il gruppo del Gen Rosso, nato da un’esperienza cristiana, fu affiancato da due assistenti governativi e i testi delle canzoni vennero controllati in anticipo. Infatti, si scelsero brani dai valori universali: pace, rispetto e dignità della persona, capaci di parlare a tutti. “Abbiamo proposto messaggi che uniscono ogni essere umano”, racconta Nando, sottolineando come anche in quel contesto la musica abbia favorito dialogo e incontro oltre le differenze culturali e religiose.
Lo sguardo si è poi allargato al Mediterraneo, da sempre crocevia di popoli e civiltà, quasi quel “lago di Tiberiade dei popoli” di cui parlava Giorgio La Pira dovenon mancano tensioni e contraddizioni, ma, ricorda Tomek citando un proverbio attribuito al filosofo cinese Lao Tzu, “fa più rumore un albero che cade che una foresta che cresce”. Il bene, spesso silenzioso, deve continuare a germogliare già nelle relazioni quotidiane.
Inoltre, in uno dei lavori discografici legati all’esperienza con il Gen Rosso dal titolo “Voglio Svegliare l’Aurora” sono stati introdotti suoni e ritmi mediterranei, percepiti come patrimonio condiviso da musicisti provenienti da culture diverse.
Quale messaggio il complesso D!MANT vorrebbe lasciare a chi ascolta per la prima volta la loro musica? Dennis ha risposto: “Siamo un’unica razza umana e vale quello che diceva Gesù 2000 anni fa ‘Amatevi gli uni gli altri come io ho amato voi’: forse oggi più che mai possiamo dare un’altra chance alle sue parole. Noi siamo qui a testimoniarle”.
Un messaggio che, tra musica e testimonianza, continua a risuonare come invito concreto a costruire reciprocità, fraternità e pace.