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Pentecoste

24 Maggio

La Pentecoste è l’evento del dono dello Spirito Santo alla Chiesa nascente riunita a Gerusalemme nel Cenacolo, cinquanta giorni dopo la Risurrezione di Gesù. Ebbe l’effetto di far partire il dinamismo missionario della Chiesa: a partire dalla Pentecoste, gli Apostoli, sotto la guida di Pietro, iniziarono ad annunciare il kerigma, ovvero la morte e Risurrezione del Signore (At 2).

In questo giorno solenne, l’Arcivescovo Ferretti presidierà una Santa Messa nella basilica Cattedrale di Foggia alle ore 11. Durante la celebrazione conferirà il Sacramento della Confermazione ad alcuni giovani e adulti.

La parola Pentecoste proviene dal termine greco antico πεντηκοστή, pentekosté (sottinteso: ἡμὲρα, hemèra), cioè “cinquantesimo (giorno)”: la festa celebrata in quel giorno ha luogo cinquanta giorni dopo la Pasqua.

I Padri della Chiesa hanno paragonato il “battesimo nello Spirito Santo” della Pentecoste, che per la Chiesa è una vera e propria investitura apostolica, al battesimo di Gesù, teofania solenne all’inizio del suo ministero pubblico. Essi fanno vedere nella Pentecoste il dono della nuova legge alla Chiesa (cfr. Ger 31,33; Ez 36,27) e la nuova creazione (cfr. Gen 1,2): questi temi non sono espressi in At 2 , ma si fondano sull’azione interna dello Spirito e sulla ricreazione che egli effettua.

La Pentecoste ebraica è, con la Pasqua e i Tabernacoli, una delle tre feste in cui Israele deve presentarsi dinanzi a YHWH nel luogo da lui scelto per farvi abitare il suo nome (Dt 16,16).

L’oggetto della festa ha subito un’evoluzione. All’origine si trattava di una festa agricola, la festa della messe, giorno di gioia e di ringraziamento (Es 23,16; 34,22 ; Nm 28,26 ; Lev 23,16-21; Dt 16,10-1 ); in essa si offrivano le primizie di quanto la terra aveva prodotto (Es 34,22); era chiamata festa delle settimane, in ebraico Hag shavu’ot, a ragione della sua collocazione sette settimane dopo la Pasqua e dopo l’offerta del primo covone (cfr. Lev 23,15).

Pochi secoli prima di Cristo vi si aggiunse la commemorazione del fatto storico dell’alleanza del Sinai. L’alleanza era stata conclusa una cinquantina di giorni (Es 19,1) dopo l’uscita dall’Egitto e la celebrazione della Pasqua; la Pentecoste divenne naturalmente l’anniversario della stipulazione dell’alleanza, senza dubbio sin dal II secolo a.C.; tale visione appare generalizzata all’inizio della nostra era, in base agli scritti rabbinici e ai manoscritti di Qumran. Nell’Antico Testamento il termine greco “Pentecoste” è attestato in Tb 2,1 e in 2Mac 12,32 .

Ancora oggi gli Ebrei leggono in questo giorno il passo di Es 19 e il Libro di Rut. La consuetudine di leggere il libro di Rut è motivata dall’ambientazione del libro stesso, nel tempo della mietitura, e dal fatto che Davide, di cui Rut era antenata, era nato e morto il giorno di Shavuot.

A differenza del Vangelo di Giovanni, che presenta il dono dello Spirito Santo nello stesso giorno di Pasqua (20,19-23), Luca situa il dono dello Spirito nel giorno della Pentecoste ebraica (cfr. Lc 24,49; At 1,4-5), accostando il dono dello Spirito all’antico dono della legge del Sinai: lo Spirito è la nuova legge della comunità cristiana.

L’evento è descritto come una teofania, ovvero una manifestazione divina. Vi troviamo infatti voce, cielo, vento, fuoco, tuono, tutti elementi caratteristici delle teofanie presenti nell’Antico Testamento (cfr. Es 3,2 ; Dt 4,11-12;33-36; 1Re 19,11-13): in tali passi l’apparizione di Dio è accompagnata dalla presenza di questi elementi naturali.

Un duplice miracolo sottolinea il senso dell’avvenimento: gli Apostoli, per cantare le meraviglie di Dio, si esprimono in lingue (At 2,3); il parlare in lingue è una forma carismatica di preghiera che si ritrova nelle comunità cristiane primitive; il parlare in lingue, quantunque per sé inintelligibile (cfr. 1Cor 14,1-25 ), è in quel giorno compreso dalle persone presenti; questo miracolo di audizione è un segno della vocazione universale della Chiesa, perché questi uditori provengono dalle più diverse regioni (At 2,5-11).

A partire da At 2,1-41 e dai testi dell’Antico Testamento si può delineare la ricchezza di significato teologico della Pentecoste cristiana secondo le seguenti direttrici. Pietro, citando il profeta Gioele (c. 3), fa vedere che la Pentecoste realizza le promesse di Dio: negli ultimi tempi lo Spirito sarebbe stato dato a tutti (cfr. Ez 36,24-27; Is 44,3).

Il precursore aveva annunziato che era presente colui che doveva battezzare nello Spirito Santo (Mc 1,8). E Gesù, dopo la sua risurrezione, aveva confermato queste promesse: “Tra pochi giorni sarete battezzati nello Spirito Santo” (At 1,5).

La discesa dello Spirito diventa il segno escatologico, l’annuncio che sono iniziati gli ultimi tempi. Secondo la catechesi primitiva, Cristo morto, risorto e esaltato alla destra del Padre, porta a termine la sua opera effondendo lo Spirito sulla comunità apostolica (At 2,23-33). La Pentecoste è perciò la pienezza della Pasqua.

I profeti avevano annunziato che i dispersi sarebbero stati radunati sul monte Sion, e che in tal modo l’assemblea di Israele sarebbe stata unita attorno a YHWH. La Pentecoste realizza a Gerusalemme l’unità spirituale dei Giudei e dei proseliti di tutte le nazioni: docili al1’insegnamento degli apostoli, essi partecipano nell’amore fraterno alla mensa eucaristica (At 2,42.46).

La Pentecoste è pure il punto di partenza della sua missione: il discorso di Pietro, “in piedi con gli Undici”, è il primo atto della missione data da Gesù: “Riceverete la forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi, e di me sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria e fino ai confini della terra” (At 1,8).

Lo Spirito è quindi dato in vista di una testimonianza che dev’essere portata fino alle estremità della terra (At 1,8 ); il miracolo dell’ascolto in lingue sottolinea che la prima comunità messianica si estenderà a tutti i popoli (At 2,5-11). La “Pentecoste dei pagani” (At 10,44-47) lo dimostrerà.

La Pentecoste rimanda infine all’episodio della Torre di Babele (Gen 11,1-9): ivi il tentativo di unità, voluto dagli uomini in opposizione a YHWH aveva portato alla dispersione e alla confusione delle lingue; nella Pentecoste lo Spirito, manifestandosi sotto forma di lingue di fuoco che si distribuiscono su ciascuno dei discepoli di Gesù, fa sì che coloro che ascoltano comprendano ognuno nella propria lingua nativa (At 2,8): lo Spirito rende possibile la comunione tra popoli diversi e lingue diverse.

La Chiesa celebra ogni anno la solennità di Pentecoste, cinquanta giorni dopo la Pasqua. Con questa solennità si chiude il Tempo di Pasqua e inizia la seconda parte del Tempo Ordinario.