La festività dell’Ascensione commemora l’omonimo episodio della vita di Gesù: quaranta giorni dopo la sua Risurrezione ascese al cielo e sedette alla destra del Padre. Questo avvenimento è narrato principalmente in Luca 24,50-53 e in Atti 1,3-11 .
La festività è molto antica, e viene attestata a partire dal IV secolo: Agostino la descrive come solennità diffusa già al suo tempo. Negli scritti di San Giovanni Crisostomo e San Gregorio di Nissa, l’Ascensione è talora citata. Anche il Simbolo niceno-costantinopolitano ricorda tale episodio della vita di Gesù.
Nel testo Peregrinatio Aetheriae si parla della vigilia e della festa dell’Ascensione celebrata nella grotta di Betlemme, dove nacque Gesù.
Durante il Concilio di Elvira (ca. 300-313) fu discussa la data in cui celebrare l’Ascensione, e fu deciso che non andasse commemorata né nel giorno di Pasqua, né in quello di Pentecoste. Poiché infatti secondo il racconto degli Atti degli Apostoli, l’Ascensione di Gesù è avvenuta quaranta giorni dopo la Pasqua, ogni anno si celebra la festività dell’Ascensione in tale data. Poiché la Pasqua è una festa mobile, di conseguenza anche la data della festività dell’Ascensione varia.
La festa dell’Ascensione è di precetto. L’Ascensione ha una festa di vigilia, e dal XV secolo un’ottava, che fu poi soppressa da Papa Leone XIII in favore della novena di Pentecoste.
La Chiesa cattolica colloca la solennità dell’Ascensione quaranta giorni dopo la Pasqua, cioè il giovedì della sesta settimana del Tempo pasquale, ovvero quello successivo alla VI domenica di Pasqua. A seconda della data della Pasqua, la solennità dell’Ascensione può cadere tra il 30 aprile e il 3 giugno.

