Un pellegrinaggio per conoscere una Chiesa che ha saputo rinascere dopo la persecuzione e per rafforzare i legami di fraternità sacerdotale. È questo il significato del viaggio compiuto dal 27 al 30 luglio in Albania dall’Arcivescovo Ferretti, insieme a un gruppo di presbiteri della Chiesa di Foggia-Bovino.

Giunto a Tirana, il gruppo ha incontrato il professor Paolo Rago, storico dei Balcani e docente presso l’Università Cattolica “Nostra Signora del Buon Consiglio”, che ha condiviso con i sacerdoti la sua trentennale esperienza in Albania. Nel corso dell’incontro, Rago ha ripercorso le principali tappe della storia recente del popolo albanese, soffermandosi sulle conseguenze della dittatura comunista e sulle attuali sfide culturali e sociali che il Paese è chiamato ad affrontare.

I sacerdoti hanno poi raggiunto il Santuario francescano di Sant’Antonio di Laç, meta di pellegrinaggio frequentata ogni anno da migliaia di fedeli cristiani e musulmani provenienti da tutto il Paese. Qui hanno incontrato la comunità dei frati francescani e visitato il complesso religioso, ricostruito dopo le devastazioni del regime comunista.

Il pellegrinaggio è proseguito con la visita alla città di Berat, patrimonio mondiale dell’UNESCO, e al museo Bunk’Art 1 di Tirana, uno dei luoghi simbolo della memoria della dittatura comunista, realizzato all’interno di un grande bunker costruito durante il regime di Enver Hoxha.

Tra i momenti più significativi del viaggio, l’incontro con Sua Eminenza Joan, Primate della Chiesa Ortodossa Autocefala d’Albania, occasione di dialogo fraterno e di confronto sul cammino delle rispettive comunità ecclesiali. Il gruppo di sacerdoti ha incontrato anche il delegato dell’Arcivescovo cattolico di Tirana e ha visitato una casa d’accoglienza della Comunità di Sant’Egidio che ospita persone con disturbi psichiatrici, collegata ai servizi di psichiatria dell’ospedale della capitale albanese.

L’esperienza si è conclusa dopo quattro giorni di incontri, visite e momenti di preghiera, offrendo ai partecipanti l’opportunità di approfondire la conoscenza della storia, della vita ecclesiale e delle sfide sociali dell’Albania contemporanea, rafforzando al tempo stesso i legami di fraternità tra i presbiteri dell’Arcidiocesi di Foggia-Bovino.
