crostarosa incoronata

“Conformarsi a Cristo”: all’Incoronata il ricordo della beata Crostarosa nel decennale della beatificazione

“Conformarsi al Redentore, seguirne le orme”. Mons. Ferretti sceglie di fare sue le parole che la beata Crostarosa ripeteva come insegnamento alle suore sorelle. Un insegnamento che oggi, a secoli di distanza, è un monito per tutta la Chiesa di Foggia-Bovino che nel pomeriggio del 19 giugno è tornata a riunirsi nel Santuario della Madre di Dio per commemorare il decimo anniversario della beatificazione della beata Maria Celeste Crostarosa.

Proprio all’Incoronata, dieci anni fa, la fondatrice dell’fondatrice dell’Ordine del Santissimo Redentore venne elevata agli onori degli altari. Una ricorrenza che tutta la Chiesa di Capitanata ha voluto vivere come “una memoria doverosa e importante”, come sottolineato dell’Arcivescovo, alla presenza di numerosi sacerdoti del clero diocesano, di molti Padri Redentoristi giunti da diverse regioni d’Italia e delle comunità redentoriste provenienti da Foggia, Scala, Sant’Agata de’ Goti e da altri monasteri, con religiose arrivate anche dall’Africa e dal Sud America.

Davanti alle reliquie della Beata, esposte sul presbiterio, mons. Ferretti ha ricordato il legame speciale che unisce la Crostarosa alla città di Foggia, dove, l’auspicio del presule, “la sua memoria deve essere mantenuta viva e fiorente. Non solo perché qui ha sepoltura il corpo della Beata, ma anche per tutta la grande storia della sua presenza a Foggia”.

Collocando la figura della religiosa nel contesto storico della Controriforma, l’Arcivescovo ha definendola suor Maria Celeste Crostarosa una delle donne che hanno saputo lasciare un segno profondo nella vita della Chiesa e della società, profondamente maschilista, dell’epoca.

La riflessione del presule si è poi spostata sull’insegnamento più importante della Crostarosa: “Conformarsi a Cristo”. Qualcuno potrebbe obiettare: come può una donna conformarsi a Cristo? “Nella santità, come dice San Paolo – ha rimarcato mons. Ferretti -, non c’è uomo o donna. La santità è senza genere, non conosce il maschile o il femminile. Una donna, come nel caso della Crostarosa, può conformarsi a Cristo e farlo, paradossalmente, più di un uomo”.

Del resto, l’originalità della spiritualità crostarosiana, che non si limita a un’immagine devozionale del rapporto con Gesù, propone una vera identificazione con il suo stile di vita e con il suo Vangelo. Da qui l’invito a riscoprire il Vangelo come criterio autentico della vita cristiana: “Che significa conformarsi al Signore Gesù? Primo: leggere il Vangelo, altrimenti ci conformiamo a una nostra idea di Gesù. Tanti giovani e tanti adulti dicono di credere in Dio, ma non lo conoscono”.

Per questo, oggi più che nel Seicento, “bisogna ritornare – il monito del presule – a testimoniare Gesù, il suo amore per i poveri, per la pace, per la comunità”. Una strada complicata, certo, ma possibile per ogni credente. “Dateci questo esempio. Datecelo a Foggia, al mondo ovunque siete. Ne abbiamo bisogno tutti, di uomini e donne che ci mostrino che è possibile vivere il Vangelo, che vivere il Vangelo dà felicità e ci avvicina a un Dio amico che non è lontano”, l’invito finale rivolto alle monache.

Parole di ringraziamento e di gioia sono state espresse al termine della celebrazione dalle suore che vivono nel monastero di via Napoli, e dal cappellano don Alberto De Vita: “La celebrazione di oggi è stata preceduta da una visita delle parrocchie della nostra Arcidiocesi, programmata già ad ottobre 2025, su iniziativa dell’Arcivescovo, mia e delle monache. La visita aveva lo scopo di far conoscere la beata Crostarosa ed il suo legame con la nostra terra. Si pensi che il primo monastero era situato dove ora sorge il Municipio di Foggia”.

“Inoltre, la presenza di un monastero di clausura è un dono da valorizzare nella nostra pastorale. Un dono che va anche alimentato con preghiere per le vocazioni alla vita consacrata femminile, un obiettivo importante tanto quanto le vocazioni al sacerdozio maschile. Pur constatando che siamo solo al principio di un percorso che ci porterà alla canonizzazione della Crostarosa, siamo soddisfatti di quanto fatto in questi mesi di sensibilizzazione. E stasera, con la presenza di molti sacerdoti e laici, nonché delle monache Redentoriste provenienti da varie parti del mondo, ci siamo tutti consolidati in questi propositi con l’aiuto del Signore e della Vergine Santissima a cui ci siamo rivolti al termine della messa”, ha concluso il cappellano.

Il lungo pomeriggio di preghiera si è concluso con il concerto dell’Officina Musicale – Orchestra da Camera dell’Immacolata, che ha proposto ai numerosi fedeli presenti un apprezzato repertorio di musica sacra e classica, suggellando così una giornata di preghiera, memoria e gratitudine nel segno della beata Maria Celeste Crostarosa.

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