Nunc dimittis servum tuum, Domine, secundum verbum tuum in pace. L’incipit del cantico di Simeone risuona nelle strade del centro storico di Foggia, dove questa sera, in occasione della 30ª Giornata Mondiale della Vita Consacrata, l’Arcivescovo Ferretti ha guidato la processione con le candele benedette, iniziata nella chiesa di San Domenico, assieme alle religiose e ai religiosi che svolgono il loro ministero pastorale nel territorio della Chiesa di Foggia-Bovino.
Un momento intenso di preghiera, vissuto e condiviso con l’intera comunità diocesana, culminato con la solenne concelebrazione eucaristica nella basilica Cattedrale. Istituita da San Giovanni Paolo II nel 1997, la Giornata rappresenta un momento privilegiato per riconoscere il valore spirituale, ecclesiale e sociale di una vocazione fondata sul seguire Cristo più da vicino.
Una vocazione, ricorda mons. Ferretti nell’omelia, mossa dall’azione dello Spirito Santo. Del resto, proprio l’azione dello Spirito Santo muove verso il Tempio di Gerusalemme i protagonisti dell’odierna pagina del Vangelo, ovvero i due anziani Simeone e Anna, e la Sacra Famiglia.
“È Lui che muove tutto, tutta la scena, che attira tutti al Tempio, giovani e anziani”, dice il presule facendo riferimento a Giuseppe e Maria che giungono al Tempio per osservare i precetti della Legge divina e ai due vegliardi ai quali lo Spirito Santo aveva annunciato la venuta del Messia.
“Alla luce di questa scena evangelica, dipinta in tanti quadri nella storia, guardiamo allora alla nostra vita consacrata come a un incontro con Cristo – prosegue l’Arcivescovo –. È Lui che viene a noi, portato da Maria e Giuseppe, e siamo noi che andiamo verso di Lui, che ci attira al Tempio, dove possiamo incontrarlo, nella Chiesa riconoscerlo, accoglierlo, abbracciarlo”.
“Lasciamo che lo Spirito ci animi, giovani e anziani. Mai rigidi, mai chiusi, mai giudicando gli altri, mai pensando che chi è più anziano è più lento e mi rallenta, o che chi è più giovane corre troppo veloce e non comprende. Fa bene agli anziani comunicare la salvezza e la saggezza ai giovani, e fa bene ai giovani raccogliere questo patrimonio di esperienze e di saggezza. Non per custodirlo in un museo, ma per portarlo avanti nel tempo che viene, affrontando le nuove sfide che la vita ci presenta, per il bene delle famiglie religiose e di tutta la Chiesa”, ammonisce mons. Ferretti, che conclude: “Viviamo gli anni della nostra vita insieme, testimoniando che non c’è mai un tempo per amare e un tempo per smettere di amare, perché questo mondo ha tanto bisogno di uomini e donne di diverse età consacrati al Signore”.
📸 Le foto della processione e della celebrazione saranno a breve consultabili al seguente link (clicca qui)