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Beata Maria Celeste Crostarosa, biografia

La beata Maria Celeste Crostarosa, al secolo Giulia Marcella Santa Crostarosa, nacque a Napoli il 31 ottobre 1696 da Francesco Crostarosa, magistrato di origini abruzzesi appartenente alla nobiltà dell’Aquila e di Pizzoli, e da Paola Battistina Caldari. Battezzata il giorno successivo nella chiesa di San Giuseppe Maggiore, fin dalla giovane età maturò una profonda vocazione religiosa, accompagnata dal sacerdote Bartolomeo Cacace, suo primo direttore spirituale, sotto la cui guida pronunciò il voto di castità perpetua.

Nel 1716 entrò nel monastero delle Carmelitane Scalze di Marigliano insieme alla sorella Orsola, assumendo il nome di suor Candida del Cielo. In quegli anni conobbe il padre Tommaso Falcoia, appartenente ai Pii Operai e destinato in seguito a diventare Vescovo di Castellammare di Stabia, che ne divenne la guida spirituale e avrebbe avuto un ruolo determinante nel suo cammino.

La chiusura del monastero di Marigliano, avvenuta nel 1724, la portò a trasferirsi nel monastero di Scala, sulla Costiera Amalfitana, dove prese il nome di suor Maria Celeste del Santo Deserto. Proprio durante il noviziato visse un’intensa esperienza mistica che segnò definitivamente la sua vita. Il 25 aprile 1725, infatti, ebbe una visione che la spinse a elaborare una nuova regola religiosa, ispirata al mistero di Cristo Redentore e alla chiamata delle religiose a renderne visibile l’amore attraverso la propria vita.

Grazie al sostegno di Tommaso Falcoia e alla mediazione di Sant’Alfonso Maria de’ Liguori, il progetto ottenne l’approvazione ecclesiastica. Il Vescovo di Ravello, Nicola Guerriero, autorizzò la trasformazione della comunità di Scala nel monastero del Santissimo Salvatore e, il 13 maggio 1731, solennità di Pentecoste, le monache adottarono ufficialmente la nuova regola. In quell’occasione la fondatrice assunse il nome con cui sarebbe passata alla storia: Maria Celeste del Santissimo Salvatore.

Le divergenze sorte successivamente con Falcoia riguardo ad alcune modifiche della regola portarono Maria Celeste a lasciare Scala nel 1733. Trascorse alcuni anni tra Nocera Superiore e Roccapiemonte, dove contribuì alla riforma di una comunità monastica su richiesta dell’autorità ecclesiastica.

Nel 1738 giunse a Foggia, città alla quale avrebbe legato definitivamente la propria missione. Qui fondò il monastero delle Redentoriste secondo la regola da lei concepita e il 19 marzo dello stesso anno vestì le prime religiose del nuovo istituto. Durante il suo soggiorno foggiano ricevette la visita di Sant’Alfonso Maria de’ Liguori e di San Gerardo Maiella, mantenendo con il fondatore dei Redentoristi un intenso rapporto spirituale e di corrispondenza.

Maria Celeste Crostarosa morì nel monastero di Foggia il 14 settembre 1755, dopo diciassette anni trascorsi alla guida della comunità. La sua figura è rimasta profondamente legata alla città, dove è ancora ricordata con l’appellativo di “santa priora”.

Il cammino verso gli altari iniziò nella Diocesi di Foggia alla fine del XIX secolo. Dopo il riconoscimento dell’eroicità delle virtù da parte di Papa Francesco nel 2013 e l’approvazione del miracolo attribuito alla sua intercessione nel 2015, Maria Celeste Crostarosa è stata proclamata beata il 18 giugno 2016. La celebrazione, presieduta dal Cardinale Angelo Amato, si è svolta nel piazzale del Santuario dell’Incoronata di Foggia.

Le sue spoglie mortali sono oggi custodite nel Monastero delle Redentoriste del Santissimo Redentore di Foggia, meta di fedeli e pellegrini che continuano a riconoscere nella beata una significativa testimone della spiritualità redentorista e della vita contemplativa.

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