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Don Antonio Silvestri, chiusa la fase diocesana della causa di canonizzazione

Si è conclusa questo pomeriggio a Foggia la fase diocesana della causa di canonizzazione del servo di Dio don Antonio Silvestri, sacerdote foggiano vissuto tra il Settecento e l’Ottocento, ricordato per la sua dedizione ai poveri e agli ultimi della città.

Il rito si è svolto nella chiesa di Santa Maria di Loreto, in piazza Sant’Eligio, dove si sono riuniti sacerdoti del clero diocesano, confratelli della Confraternita di Sant’Eligio e fedeli. Presenti, tra gli altri, mons. Domenico Umberto D’Ambrosio, arcivescovo emerito, e la vicesindaca di Foggia, Lucia Aprile.

La fase diocesana dell’inchiesta era stata avviata il 20 luglio 2024 e ha avuto lo scopo di raccogliere e verificare le testimonianze e la documentazione relative alla vita, alle virtù e alla fama di santità del sacerdote.

Con la sessione conclusiva si apre ora una nuova tappa dell’iter: gli atti saranno inviati a Roma, al Dicastero per le Cause dei Santi, per essere sottoposti all’esame previsto dalla procedura canonica.

La celebrazione si è aperta con un momento di preghiera, nel quale si è pregato anche per la salute di Papa Leone XIV. Dopo l’ascolto della Parola di Dio, l’Arcivescovo di Foggia-Bovino e Vescovo eletto di Lucera-Troia, mons. Giorgio Ferretti, ha pronunciato una breve omelia, soffermandosi sull’eredità spirituale di don Antonio Silvestri e sulla carità che ne ha contraddistinto l’esistenza.

Nel suo intervento, il presule ha richiamato l’amore del sacerdote per le persone che vivevano nelle strade del centro storico foggiano, in particolare per quanti erano maggiormente esposti alla povertà e all’emarginazione. Una carità concreta, esercitata anche nei confronti delle prostitute e di chi, durante le epidemie di colera, aveva bisogno di assistenza e cura.

Don Silvestri si prendeva cura degli altri, mettendo a rischio la propria salute e trascurando spesso se stesso: un tratto della sua testimonianza che restituisce il senso di una vita spesa al servizio del prossimo.

La parte conclusiva del rito ha segnato il passaggio formale della documentazione alla fase successiva. I membri del Tribunale, formato da mons. Filippo Tardio, Giudice delegato, don Matteo Ferro, Promotore di Giustizia, mons. Gabriele Teti, Postulatore, e Leonardo Fatigato, notaio, hanno prestato giuramento e sottoscritto i verbali, quindi i due plichi contenenti gli atti e le testimonianze raccolte sono stati chiusi e sigillati con ceralacca, secondo la procedura prevista.

La documentazione sarà ora trasmessa al Dicastero per le Cause dei Santi, in Vaticano, dove verrà esaminata nell’ambito dell’iter canonico. La chiusura della fase diocesana rappresenta così un passaggio significativo nel cammino verso il possibile riconoscimento della santità di don Antonio Silvestri, la cui memoria resta legata alla scelta di stare accanto agli ultimi, trasformando la carità in una pratica quotidiana. Con la chiusura di questa fase, il Tribunale Diocesano per la causa di canonizzazione è sciolto.

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