La carità come via per preparare l’incontro con Dio e con quanti ci hanno preceduto. È intorno a questo concetto che ruota l’omelia preparata da mons. Giorgio Ferretti, Arcivescovo di Foggia-Bovino e Vescovo di Lucera-Troia, per la tradizionale celebrazione eucaristica, alla presenza delle Autorità civili e militari del territorio, svoltasi al Cimitero comunale di Foggia in occasione della Commemorazione di tutti i fedeli defunti.
A seguito dell’allerta meteo arancione diramata dalle autorità, però, la celebrazione, inizialmente prevista come da prassi nel piazzale esterno del Sacrario Militare, si è svolta all’interno della Cappella dell’Ossario dei Caduti. Una scelta precauzionale, come reso noto dall’Arcidiocesi nelle scorse ore, “assunta per garantire la sicurezza dei fedeli che hanno voluto raccogliersi in preghiera per i propri cari”.
A presiedere la celebrazione è stato il Vicario generale, mons. Filippo Tardio, che ha sostituito l’Arcivescovo, impossibilitato a partecipare poiché indisposto, dando lettura dell’omelia preparata da mons. Ferretti. Un’omelia che ha preso il via con una preghiera per le persone sepolte nel cimitero foggiano, ma anche per i sacerdoti che hanno servito la Chiesa, per quanti si sono spesi per il bene comune, per le persone dimenticate e le vittime delle guerre: “Nel giorno della morte essi ci hanno lasciato, ma li portiamo sempre con noi nella memoria del cuore”, ha scritto il presule, sottolineando come il ricordo delle persone amate continui ad accompagnare la vita quotidiana, attraverso immagini, luoghi, profumi e momenti che riportano alla loro presenza.
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La commemorazione dei defunti, tuttavia, non può fermarsi alla memoria del passato. Per mons. Ferretti, la fede cristiana invita a guardare oltre il dolore della separazione, orientando lo sguardo verso la speranza della vita eterna. Una speranza che non nasce da un semplice desiderio umano di consolazione, ma trova il proprio fondamento nella Pasqua di Cristo, che ha sconfitto la morte e aperto all’umanità il passaggio verso la pienezza della vita.
Richiamando anche le parole di Papa Leone XIV, pronunciate durante l’udienza generale del 15 ottobre 2025, l’Arcivescovo ha indicato nel Risorto il punto di arrivo del cammino umano: “Il Risorto garantisce l’approdo, ci conduce a casa, dove siamo attesi, amati, salvati”. Proprio l’amore di Dio, che dà origine alla vita e la sottrae alla morte, è al centro di questa prospettiva.
“Per amore Dio ci ha creati, nell’amore del Figlio suo ci salva dalla morte,
nella gioia dell’amore con Lui e con i nostri cari vuole farci vivere per sempre”
Una promessa che, secondo mons. Ferretti, chiama i credenti a vivere già nel presente il legame con quanti li hanno preceduti, attraverso gesti concreti di amore verso gli altri, soprattutto nei confronti dei più fragili e dei più poveri. Per il presule è nella carità la strada che conduce all’incontro con Dio: “La carità vince la morte. Nella carità Dio ci radunerà insieme ai nostri cari”, ha sottolineato, spiegando come una vita vissuta nell’amore diventi anche una preghiera capace di unire chi è ancora in cammino sulla terra a quanti godono della pace del cielo.
In conclusione, mons. Ferretti ha invitato i presenti ad affidarsi alla “speranza che non delude”, guardando ai propri cari defunti come avvolti dalla luce di Cristo Risorto e lasciandosi sostenere dalla promessa della vita eterna. “Egli ci attende e, quando lo incontreremo, al termine di questa vita terrena, gioiremo con Lui e con i nostri cari che ci hanno preceduto”. Ecco allora il significato dell’Eucaristia celebrata nel cimitero: un segno di comunione tra terra e cielo e partecipazione al banchetto preparato dal Padre.