“La compassione del Samaritano: amare portando il dolore dell’altro”. Questo il tema scelto da Papa Leone XIV per la XXXIV Giornata Mondiale del Malato, che la Chiesa celebra ogni anno l’11 febbraio, giorno della memoria liturgica della Beata Vergine Maria di Lourdes e che quest’anno, a carattere solenne, sarà celebrata a Chiclayo, in Perù, diocesi in cui ha svolto il suo ministero come missionario e vescovo proprio Leone XIV.
A livello diocesano, questa Giornata si celebrerà l’11 febbraio alle ore 11:30 con una celebrazione eucaristica presso la chiesa San Giovanni di Dio del Policlinico “Riuniti” di Foggia. Un momento di preghiera e riflessione che sarà anche di incontro in un luogo altamente simbolico come il Policlinico, dove quotidianamente si intrecciano storie di sofferenza, speranza e dedizione.
L’iniziativa si inserisce nel solco di una tradizione avviata nel 1992 da San Giovanni Paolo II, che volle istituire questa giornata per sensibilizzare le comunità cristiane e la società civile sull’importanza di garantire assistenza umana, spirituale e sanitaria ai malati, valorizzando al tempo stesso il servizio svolto da medici, infermieri, operatori sanitari, volontari e familiari.
Il tema scelto per il 2026 richiama la parabola evangelica del Buon Samaritano, simbolo di una prossimità concreta e partecipe. La compassione, in questo contesto, non è semplice sentimento, ma impegno attivo: significa farsi carico della sofferenza altrui, condividere il peso della malattia, accompagnare con rispetto e tenerezza chi vive momenti di fragilità.
La Giornata Mondiale del Malato non è soltanto un appuntamento liturgico, ma un invito a promuovere una cultura della cura che metta al centro la persona nella sua interezza. In un tempo segnato da nuove sfide sanitarie e sociali, il richiamo alla compassione si traduce in attenzione concreta ai più fragili, nel sostegno alle famiglie e nella valorizzazione di una sanità capace di coniugare competenza professionale e umanità.
Con la celebrazione solenne di Chiclayo, la Chiesa universale guarda all’America Latina e alla sua ricca tradizione di solidarietà. E come il buon Samaritano che si china sul ferito lungo la strada, anche la comunità cristiana è chiamata a fermarsi davanti a chi soffre, a farsi testimone evangelica di prossimità e di servizio verso i malati e i più fragili.
