“La vera pace inizia con il riconoscimento e la tutela della dignità data da Dio a ogni persona. Tuttavia, in un’epoca caratterizzata da un’escalation di violenza, molti sono tentati di cercare la pace mediante le armi quale condizione per l’affermazione di un proprio dominio”. E la stessa “logica di dominio e disprezzo per la vita umana alimenta anche il flagello della tratta di persone”. Un flagello alimentato da “instabilità geopolitica e conflitti armati”, sfruttando “le persone più vulnerabili, in particolare gli sfollati, i migranti e i rifugiati”.
Le parole di Papa Leone XIV hanno fatto da sfondo questa sera alla “Camminata contro la tratta”. Organizzata dall’Arcidiocesi di Foggia-Bovino, in collaborazione con la Caritas Diocesana di Foggia-Bovino, l’Ass. I Fratelli della Stazione, il progetto “La Puglia non tratta” con la Coop. Medtraining, le Figlie della Carità Canossiane e con le numerose realtà ecclesiali e sociali impegnate quotidianamente sul territorio nel contrasto alla tratta e allo sfruttamento delle persone, alla camminata, che si è snodata per le vie della periferia di Foggia, hanno preso parte centinaia di persone.
Partita dall’Istituto Figliolia, la camminata ha raggiunto lo Slow Park, dove, per l’occasione, è stato presentato il libro “Parlatene! Mafia e antimafia in Capitanata” di Luca Pernice, dedicato alla realtà di Borgo Mezzanone. In questo contesto la direttrice della Caritas diocesana di Foggia-Bovino, Khady Sene, ha offerto una testimonianza.
La marcia ha raggiunto la chiesa di Santa Maria della Croce, dove si è tenuto un momento di musica, di raccoglimento e riflessione, per poi terminare nel piazzale della stazione ferroviaria, dove si è tenuta la tradizionale “sciarpata”: lo scambio di sciarpe come gesto concreto di vicinanza, protezione e responsabilità condivisa nei confronti delle persone più vulnerabili.