Maria è la Vergine Madre di Dio. Madre degli apostoli e della Chiesa. È la donna del “Noi”. In un mondo
che sa essere cattivo verso i poveri, verso chi fugge dalla guerra e dalla povertà, Maria invece accoglie nel
suo cuore Dio e il suo disegno di salvezza per tutti. Anche Dio non sa stare da solo.

Ecco, in un mondo dove l”Io” possessivo e consumista è il modello dominante, Maria si pone al servizio di
Dio e degli uomini, come alle nozze di Cana, dove, attenta e delicata, si accorge che manca il vino per la
festa. In un mondo dove ognuno va per la sua strada, sgomita e calpesta gli altri, Maria si pone al
servizio, ma non con fare servile e cortigiano: non aspira a nulla, solo ama.

Ella è madre dell’umanità, per questo è venerata sia nell’ebraismo che nell’Islam. Non può accettare la
guerra, perché, Madre di Dio, è madre di ogni uomo e ogni donna. Suoi figli e figlie sono da un lato e
dall’altro delle barricate. Per questo appare nella storia: per ammonire che la guerra è sempre diabolica.
La guerra uccide i suoi figli e le sue figlie, non è mai giusta, non è mai giustificabile, è madre di tutte le
povertà.

Maria è prima di tutto donna. È semplice, delicata, discreta, forte, desiderosa di conoscere, di vederci
chiaro e insieme di amare e di volere la verità. Per questo conserva il Vangelo nel suo cuore e si pone al
servizio di Dio come la prima discepola.
Maria, donna, dà dignità ad ogni donna. In ogni donna c’è un po’ di Maria; c’è un po’ della sacralità di
Maria.

Nessuna può essere umiliata, violata, violentata e tanto meno uccisa. Ogni donna va onorata. In ciascuna
c’è la luce riflessa della Madre di Dio, perché ogni donna è madre.
Ma viviamo nel tempo della dittatura dell’“Io”: io voglio, io possiedo, io decido, io comando, io vendo e
compro. E giungiamo sino a voler possedere anche gli altri esseri umani. L’egoismo ci rende a tal punto
ciechi da non vedere negli uomini e nelle donne la scintilla di Dio.

Pensiamo che siano solo solo “oggetti” da usare, sfruttare, godere.

Fratelli e sorelle, dobbiamo ritrovare il senso di essere figli e figlie della Madre di Dio, per riconoscere
negli uomini e nelle donne dei fratelli e delle sorelle, non dei nemici o degli ostacoli alla nostra felicità o,
peggio, degli “oggetti” per la nostra soddisfazione.

Dobbiamo ritrovare il senso dell’affettività, dei sentimenti veri. La felicità non viene dal possedere ma dal
servire. Questo è il grande paradosso del Vangelo della salvezza: “C’è più gioia nel dare che nel ricevere”,
dice Gesù. La felicità è nell’amare, nel promuovere l’umanità dell’altro.

Amici e amiche, sento che amiamo questa città più di quanto talvolta ammettiamo a noi stessi. Per questo
sento bruciare la ferita nel cuore quando le cose non vanno bene, quando, vivendo la tirannide dell’“Io”,
sporchiamo, violiamo, ci separiamo, non costruiamo insieme. Noi amiamo Foggia ma spesso non
sappiamo come uscire dalla morsa dell’Io Predatorio che pare persuaderci con più forza del Vangelo
dell’amore.

Fratello, sorella, come Maria, abbandoniamoci all’amore disinteressato di Cristo. Lasciamo che la Chiesa
ci renda sempre più un’unica famiglia con Dio come Padre e Maria come Madre. Accogliamo il Vangelo! Ci
insegna la lingua dell’amore, del perdono, del servizio, della solidarietà. Ciascuno di noi, che onora Maria,
apprenda da lei a servire e ad accogliere tutti, particolarmente i più deboli. Togliamoci noi dal centro del
mondo e mettiamoci Dio. Saremo tutti molto più felici di quanto possiamo pensare. Sarai felice come non
hai mai pensato di essere.

E tu, Madre del Signore e Madre di Foggia, abbracciaci, proteggici, sostienici e rendici migliori. Te lo
chiediamo in questo giorno che sei Assunta nel cielo dal Tuo Figlio Gesù. E tu, che sei davanti a Dio,
intercedi per noi, per la nostra città, per il mondo intero perché venga presto la pace. Amen