di Fabio Beretta
Trovare nuovi linguaggi per annunciare e inculturare la fede, per far fronte alle sfide pastorali e alle esigenze dell’evangelizzazione nel mondo di oggi. È l’impegno che Papa Leone XIV chiede ai membri delle comunità della Facoltà Teologica Pugliese e dell’Istituto Teologico di Calabria, ricevuti questa mattina in udienza nella Sala Clementina del Palazzo Apostolico, in Vaticano.
“La teologia serve per l’annuncio del Vangelo, perciò è parte integrante e fondamentale della missione della Chiesa”, ribadisce il Pontefice, precisando che “la formazione teologica non è un destino per pochi specialisti, ma una chiamata rivolta a tutti, perché ciascuno possa approfondire il mistero della fede e ricevere gli strumenti utili a portare avanti con passione il perseverante impegno di mediazione culturale e sociale del Vangelo”.

Il Vescovo di Roma definisce “una sinergia davvero importante” il “prezioso cammino di unità che avete avviato nelle vostre regioni, anche unificando realtà, istituti e percorsi formativi che prima procedevano in autonomia”. Per il Santo Padre si tratta di “un vero e proprio passaggio storico di cui vi state rendendo protagonisti, che promuove la comunione tra le diocesi, favorisce il superamento di antichi campanilismi e, soprattutto, incoraggia un cammino ecclesiale all’insegna dell’unità e della fraternità”.
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Da qui l’invito a “fare teologia insieme”. “Su questa strada”, incoraggia il Successore di Pietro, “è possibile costruire un comune orizzonte di pensiero e una convergenza sulle sfide pastorali e sulle esigenze dell’evangelizzazione”. Per il Pontefice, infatti, “una formazione che serve all’annuncio del Vangelo è possibile solo insieme, navigando in mare aperto ma non come navigatori solitari. E farlo lasciando il proprio porto sicuro, andando oltre i propri confini territoriali ed ecclesiali, nell’incontro e nel confronto, nell’ascolto reciproco e nel dialogo, in quella comunione tra le Chiese che mette in connessione le risorse, le competenze e i carismi”.
“Facendo teologia insieme – rimarca il Papa – gli orizzonti intellettuali, spirituali e pastorali si allargano e si mescolano, generando prospettive comuni e un impegno ecclesiale più incarnato nel territorio, offrendovi la possibilità di rinnovare gli stili e i linguaggi della fede nel contesto reale in cui vi trovate”.
Non solo: facendo teologia insieme “scoprirete di essere un laboratorio che prepara i futuri presbiteri e operatori pastorali a vivere relazioni ecclesiali nello stile sinodale, in cui i diversi soggetti, ministeri e carismi ecclesiali si completano a vicenda, superando ogni chiusura. Facendo teologia insieme, infine, sarete più capaci di accogliere le domande e le sfide del contesto sociale e culturale”.
Ecco perché bisogna “restare in mare aperto”, di cui il cattolico “non deve aver paura”. C’è molto bisogno di questo atteggiamento, specialmente nei contesti in cui oggi la fede dev’essere annunciata e inculturata. E “non si tratta di acquisire nozioni per adempiere obblighi accademici, ma di avviare una navigazione coraggiosa, una traversata in alto mare”, avverte Leone XIV.

“Questo viaggio – spiega il Santo Padre – si muove in una duplice direzione: da una parte è un percorso per scendere in profondità, scrutando gli abissi del mistero di Dio e le diverse dimensioni della fede cristiana; dall’altra, è un prendere il largo per andare oltre, per scrutare altri orizzonti e trovare, così, nuove forme e nuovi linguaggi in cui annunciare il Vangelo nelle diverse situazioni della storia”.
Infine, dal Papa non manca un richiamo alla situazione sociale e lavorativa della Puglia e della Calabria: “La ricchezza della storia da cui provenite e la diffusa religiosità del vostro popolo non cancellano le numerose problematiche sociali, la crisi del lavoro, il fenomeno dell’emigrazione e tutte quelle forme di oppressione, di schiavitù e di ingiustizia che invocano una coscienza nuova e un impegno audace da parte di tutti”.
Proprio in questi territori “la formazione teologica contribuisce a generare un pensiero critico e profetico, rappresentando un investimento culturale per il futuro in grado di disinnescare le logiche della rassegnazione e dell’indifferenza”, prosegue il Pontefice, che esorta i presenti a “portare avanti questo progetto con entusiasmo, con determinazione e senza lasciarvi sedurre dalla tentazione di tornare indietro”.
“Vi invito a sognare una comunità accademica in cui i candidati al ministero ordinato, i consacrati e le consacrate, i laici e le laiche si formano insieme e aiutano le comunità cristiane a diventare segno del Vangelo e cantieri di speranza”, l’appello finale di Leone XIV.
📸 Foto © Vatican Media