Il clero dell’Arcidiocesi ha vissuto questa mattina a Bovino la Giornata della Santificazione Sacerdotale, appuntamento annuale che la Chiesa cattolica celebra nella Solennità del Sacratissimo Cuore di Gesù per invocare dal Signore il dono di pastori santi, secondo il suo Cuore.
La mattinata si è aperta con l’accoglienza dei sacerdoti presso il Castello Ducale e la visita al Museo Diocesano. Poi, nella Concattedrale, il parroco, don Francesco Paolo Gabrielli, ha guidato i presenti alla scoperta delle ricchezze storiche, artistiche e spirituali dell’antico edificio sacro.

Dopo la preghiera corale dell’Ora Media, l’Arcivescovo Ferretti ha proposto una riflessione sull’enciclica Magnifica Humanitas di Papa Leone XIV, consegnata ai sacerdoti come strumento di approfondimento e meditazione.
La mattinata è proseguita con l’intervento di mons. Luigi Nardella sul tema “La santità sacerdotale nel pensiero e nella vita del venerabile Fortunato Maria Farina”.
Attraverso la figura dell’indimenticato vescovo di Troia e Foggia, è stato evidenziato come la santità del ministro ordinato si costruisca nella fedeltà quotidiana al Vangelo, nel servizio al popolo di Dio e nella profonda unione con Cristo.
A conclusione dell’intenso momento di preghiera, la Declaratio di Antonio Argentino, prossimo all’ordinazione presbiterale, che ha espresso pubblicamente la propria disponibilità a consacrare la vita al servizio della Chiesa.
La celebrazione della Giornata della Santificazione Sacerdotale richiama il significato profondo della festa del Sacro Cuore di Gesù. Il sacerdote è chiamato a tornare continuamente al cuore del Maestro, sorgente inesauribile di grazia e misericordia, per ravvivare il dono ricevuto e imparare ad amare il popolo affidatogli condividendone gioie, speranze, fatiche e sofferenze.
Nel Cuore trafitto di Cristo, infatti, il sacerdote scopre di essere amato dal Padre e santificato dallo Spirito Santo, imparando a offrire se stesso per l’edificazione del Regno di Dio. La santificazione del clero, è stato sottolineato, è strettamente legata alla crescita spirituale dell’intero popolo cristiano, poiché il ministero ordinato è al servizio della vocazione universale alla santità di tutti i battezzati.

La mattinata si è conclusa con il pranzo fraterno, occasione di condivisione e fraternità sacerdotale, nel segno della comunione che anima il cammino della Chiesa diocesana.
La lettera di Leone XIV ai sacerdoti: Rinnovate ogni giorno il vostro “eccomi” davanti al Cuore trafitto di Cristo
Proprio in occasione di questa Giornata, mentre sta concludendo il suo Viaggio Apostolico in Spagna, Papa Leone XIV ha scritto una lettera indirizzata a tutti i sacerdoti del pianeta, ribadendo: “La santità non è un’opzione fra le tante né un ideale astratto”.
Partendo dall’invito biblico “Siate santi, perché io, il Signore vostro Dio, sono santo”, il Pontefice ha ricordato che la santità riguarda ogni battezzato ma interpella in modo particolare i sacerdoti, chiamati a essere “pastori secondo il cuore di Dio”. Pur consapevoli delle proprie fragilità e debolezze, i presbiteri sono invitati a trovare forza e pace nel “costato aperto del Signore Gesù”.
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Per il Vescovo di Roma, la santità sacerdotale nasce anzitutto dall’unione quotidiana con Cristo attraverso l’Eucaristia, la preghiera, l’ascolto della Parola e il servizio ai fratelli. “L’unione del nostro cuore con il Cuore di Cristo non è un’esperienza riservata a pochi eletti, ma un cammino sacramentale, eucaristico, che si attua nel quotidiano”, ha il Santo Padre, sottolineando che il mondo ha bisogno di sacerdoti capaci di testimoniare con la vita la misericordia di Dio: “pastori che non offrano solo parole o programmi, ma la testimonianza viva di un cuore riconciliato”. In un tempo segnato da divisioni e paure, il sacerdote è chiamato a essere costruttore di pace e segno della tenerezza del Buon Pastore.

La santità, ha rimarcato il Successore di Pietro, si manifesta nella vicinanza alle persone, nella compassione, nell’ascolto e nella capacità di essere “di tutti e per tutti”, mantenendo sempre aperte le porte della Chiesa. Infine il Papa ha richiamato l’importanza della fraternità presbiterale. “Il sacerdote che si isola, lentamente si spegne; il sacerdote che cammina con i fratelli cresce”, afferma, invitando i presbiteri a cercarsi, ascoltarsi e sostenersi reciprocamente.
La missiva si conclude con l’invito a rinnovare ogni giorno il proprio “eccomi” davanti al Cuore trafitto di Cristo e con l’affidamento di tutti i sacerdoti alla Vergine Maria, Madre dei Sacerdoti. Citando il Curato d’Ars, Leone XIV ricorda infine che “il sacerdozio è l’amore del Cuore di Gesù”.