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SUMMARY:Rosario Missionario animato dai Gruppi di Preghiera di Padre Pio
DESCRIPTION:Maggio 2026: ogni martedì la preghiera del Rosario Missionario
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SUMMARY:San Michele Arcangelo al monte Gargano\, Patrono della Provincia Civile ed Ecclesiastica di Capitanata
DESCRIPTION:La Chiesa di Capitanata festeggia oggi il suo Patrono\, l’Arcangelo Michele\, che sul monte Gargano apparve per quattro volte in anni diversi. La data odierna\, tuttavia\, è legata in particolar modo alla seconda apparizione. \nCosì narra un’operetta agiografica\, datata tra il V e l’VIII secolo\, il Liber de apparitione Sancti Michaelis in Monte Gargano (Apparitio): «Vi era in questa città un uomo molto ricco di nome Gargano che\, a seguito delle sue vicende\, diede il nome al monte. Mentre i suoi armenti pascolavano qua e là per i fianchi di scosceso monte\, avvenne che un toro\, che disprezzava la vicinanza degli altri animali ed era solito andarsene da solo\, al ritorno dal gregge\, non era tornato nella stalla. Il padrone\, riunito un gran numero di servi\, cercandolo in tutti i luoghi meno accessibili\, lo trova\, infine\, sulla sommità del monte\, dinanzi ad una grotta. Mosso dall’ira perché il toro pascolava da solo\, prese l’arco\, cercò di colpirlo con una freccia avvelenata. Questa ritorta dal soffio del vento\, colpì lo stesso che l’aveva lanciata». \n\n\n\n\n\nTurbato dall’evento\, egli si recò dal vescovo che\, dopo aver ascoltato il racconto della straordinaria avventura\, ordinò tre giorni di preghiere e digiuno. Allo scadere del terzo giorno\, al vescovo Maiorano apparve l’Arcangelo Michele che così gli parlò: «Hai fatto bene a chiedere a Dio ciò che era nascosto agli uomini. Un miracolo ha colpito l’uomo con la sua stessa freccia\, affinché fosse chiaro che tutto ciò avviene per mia volontà Io sono l’Arcangelo Michele e sto sempre alla presenza di Dio. La caverna è a me sacra. E poiché ho deciso di proteggere sulla terra questo luogo ed i suoi abitanti\, ho voluto attestare in tal modo di essere di questo luogo e di tutto ciò che avviene patrono e custode. Là dove si spalanca la roccia possono essere perdonati i peccati degli uomini. Quel che sarà qui chiesto nella preghiera sarà esaudito. Va’\, perciò\, sulla montagna e dedica la grotta al culto cristiano». \n\n\n\nMa\, poiché quella montagna misteriosa e quasi inaccessibile era stata luogo di culti pagani\, il vescovo esitò prima di decidersi ad obbedire alle parole dell’Arcangelo. \n\n\n\nLa seconda apparizione di San Michele\, detta “della Vittoria”\, viene tradizionalmente datata nell’anno 492. Gli studiosi\, tuttavia\, riferiscono l’episodio alla battaglia tra Bizantini e Longobardi del 662 – 663: i greci attaccarono il Santuario garganico\, in difesa del quale accorse Grimoaldo I\, duca di Benevento. \n\n\n\n«[…] Ed ecco che la stessa notte\, che precedeva il giorno della battaglia\, apparve in visione al vescovo (Lorenzo Maiorano) san Michele\, dice che le preghiere sono state esaudite\, promette di essere presente e ammonisce di dare battaglia ai nemici all’ora quarta del giorno». (Apparitio) \n\n\n\nLa battaglia\, accompagnata da terremoti\, folgori e saette\, si concluse con il successo di Grimoaldo. La vittoria riportata fu descritta come voluta proprio da San Michele: essa sarebbe avvenuta l’8 maggio\, divenuto in seguito il dies festus dell’Angelo sul Gargano. Inoltre\, sancì ufficialmente il legame tra il culto dell’Angelo e il popolo longobardo. \n\n\n\nLa terza apparizione viene denominata anche “episodio della Dedicazione”. «Intanto i Sipontini rimanevano in dubbio su cosa fare del luogo e se si dovesse entrare nella chiesa e consacrarla». (Apparitio) \n\n\n\nTuttavia\, nell’anno 493\, dopo la vittoria\, il vescovo Maiorano decise di obbedire al Celeste Protettore e di consacrare al culto la Spelonca in segno di riconoscenza\, confortato anche dal parere positivo espresso da papa Gelasio I. \n\n\n\n«Ma la notte\, l’angelo del Signore\, Michele\, apparve al vescovo di Siponto in visione e disse: “Non è compito vostro consacrare la Basilica da me costruita. Io che l’ho fondata\, io stesso l’ho consacrata. Ma voi entrate e frequentate pure questo luogo\, posto sotto la mia protezione”». (Apparitio) \n\n\n\nAllora il vescovo Lorenzo\, insieme ad altri sette vescovi pugliesi\, in processione con il popolo ed il clero Sipontino\, si avviò verso il luogo sacro. Durante il cammino si verificò un prodigio: alcune aquile\, con le loro ali spiegate\, ripararono i vescovi dai raggi del sole. Giunti alla Grotta\, vi trovarono eretto un rozzo altare\, coperto di un pallio vermiglio e sormontato da una Croce. Inoltre\, come racconta la leggenda\, nella roccia trovarono impressa l’orma del piede di San Michele. \n\n\n\nIl santo Vescovo Maiorano vi offrì con immensa gioia il primo Divin Sacramento. Era il 29 settembre. La Grotta stessa\, come unico luogo non consacrato da mani d’uomo\, ha ricevuto nei secoli il titolo di “Celeste Basilica”. \n\n\n\nEra l’anno 1656 ed in tutta l’Italia meridionale infi eriva una terribile pestilenza. L’Arcivescovo Alfonso Puccinelli\, non trovando alcun ostacolo umano da contrapporre all’avanzata dell’epidemia\, si rivolse all’Arcangelo Michele con preghiere e digiuni. Il Pastore pensò addirittura di forzare la volontà divina lasciando nelle mani della statua di San Michele una supplica scritta a nome di tutta la Città. \n\n\n\nEd ecco\, sul far dell’alba del 22 Settembre\, mentre pregava in una stanza del palazzo vescovile di Monte Sant’Angelo\, sentì come un terremoto e poi San Michele gli apparve in uno splendore abbagliante e gli ordinò di benedire i sassi della sua grotta scolpendo su di essi il segno della croce e le lettere M.A. (Michele Arcangelo). Chiunque avesse devotamente tenuto con sé quelle pietre sarebbe stato immune dalla peste. Il vescovo fece come gli era stato detto. Ben presto non solo la Città fu liberata dalla peste\, secondo la promessa dell’Arcangelo\, ma tutti coloro che tali pietre richiedevano\, dovunque si trovassero. \n\n\n\nA perpetuo ricordo del prodigio e per eterna gratitudine\, l’Arcivescovo fece innalzare un monumento a S. Michele nella piazza della Città\, dove ancora oggi si trova\, di fronte al balcone di quella stanza nella quale si vuole che avvenne l’apparizione\, con la seguente iscrizione in latino: Al Principe degli Angeli Vincitore della Peste Patrono e Custode monumento di eterna gratitudine Alfonso Puccinelli 1656.
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SUMMARY:Marcia Eucaristica con i ragazzi della Prima Comunione
DESCRIPTION:Anche quest’anno\, l’Ufficio Catechistico Diocesano organizza la Marcia Eucaristica con i ragazzi che quest’anno riceveranno (o hanno già ricevuto) la Prima Comunione. L’appuntamento è per domenica 10 maggio. Il raduno è previsto a partire dalle ore 16 presso il Parco degli Atleti. Alle ore 16.30 avrà inizio la marcia che raggiungerà la chiesa parrocchiale di San Paolo Apostolo. Qui\, ad attendere i ragazzi\, ci sarà l’Arcivescovo che presiederà un breve momento di preghiera. A conclusione di tutto\, la solenne benedizione impartita da mons. Ferretti. \n 
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SUMMARY:Rosario Missionario animato dal Gruppo RNS
DESCRIPTION:Maggio 2026: ogni martedì la preghiera del Rosario Missionario
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SUMMARY:Restauro dell'Iconavetere\, il punto sui lavori: convegno in Cattedrale
DESCRIPTION:Un’occasione per approfondire la storia e conoscere le tecniche di conservazione messe in atto per preservare uno dei simboli più significativi della tradizione religiosa di Foggia: venerdì 15 maggio\, alle ore 20\, la basilica Cattedrale ospiterà un convegno dedicato al restauro\, attualmente in corso\, del Sacro Tavolo dell’Iconavetere. \nL’iniziativa\, promossa dall’Arcidiocesi Metropolitana di Foggia-Bovino e dal Capitolo Metropolitano\, intende offrire alla cittadinanza un momento di riflessione e approfondimento sull’immagine che i foggiani venerano. \nIl Sacro Tavolo dell’Iconavetere è in restauro \n \nAd aprire il convegno i saluti di mons. Giorgio Ferretti\, Arcivescovo di Foggia-Bovino\, e di Anita Guarnieri\, Soprintendente di BAT e Foggia\, seguiti da una relazione affidata alla storica dell’arte Concetta Fuiano\, che illustrerà il ruolo che il Sacro Tavolo ha svolto\, e svolge tuttora\, per la vita del capoluogo dauno. \nAl centro dell’incontro gli aspetti tecnici del restauro\, con interventi a cura dei restauratori dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze\, dove attualmente si trova l’Iconavetere. I relatori\, la soprintendente Emanuela Daffra\, la docente e restauratrice Oriana Sartiani e il professore Andrea Santacesaria\, guideranno cittadini e fedeli in un percorso alla scoperta delle fasi e delle metodologie che si stanno adottando per il recupero dell’antica immagine. A moderare l’incontro sarà don Francesco Gioia\, canonico archivista del Capitolo Metropolitano di Foggia. \nTutta la comunità diocesana\, i fedeli\, e la cittadinanza sono invitati a partecipare all’evento\, a ingresso gratuito\, per conoscere e riscoprire il legame\, spirituale e artistico\, che da secoli intercorre tra Foggia e la sua Patrona. \n 
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SUMMARY:Ascensione del Signore
DESCRIPTION:La festività dell’Ascensione commemora l’omonimo episodio della vita di Gesù: quaranta giorni dopo la sua Risurrezione ascese al cielo e sedette alla destra del Padre. Questo avvenimento è narrato principalmente in Luca 24\,50-53 e in Atti 1\,3-11 . \nLa festività è molto antica\, e viene attestata a partire dal IV secolo: Agostino la descrive come solennità diffusa già al suo tempo. Negli scritti di San Giovanni Crisostomo e San Gregorio di Nissa\, l’Ascensione è talora citata. Anche il Simbolo niceno-costantinopolitano ricorda tale episodio della vita di Gesù. \nNel testo Peregrinatio Aetheriae si parla della vigilia e della festa dell’Ascensione celebrata nella grotta di Betlemme\, dove nacque Gesù. \nDurante il Concilio di Elvira (ca. 300-313) fu discussa la data in cui celebrare l’Ascensione\, e fu deciso che non andasse commemorata né nel giorno di Pasqua\, né in quello di Pentecoste. Poiché infatti secondo il racconto degli Atti degli Apostoli\, l’Ascensione di Gesù è avvenuta quaranta giorni dopo la Pasqua\, ogni anno si celebra la festività dell’Ascensione in tale data. Poiché la Pasqua è una festa mobile\, di conseguenza anche la data della festività dell’Ascensione varia. \nLa festa dell’Ascensione è di precetto. L’Ascensione ha una festa di vigilia\, e dal XV secolo un’ottava\, che fu poi soppressa da Papa Leone XIII in favore della novena di Pentecoste. \nLa Chiesa cattolica colloca la solennità dell’Ascensione quaranta giorni dopo la Pasqua\, cioè il giovedì della sesta settimana del Tempo pasquale\, ovvero quello successivo alla VI domenica di Pasqua. A seconda della data della Pasqua\, la solennità dell’Ascensione può cadere tra il 30 aprile e il 3 giugno.
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SUMMARY:LX Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali
DESCRIPTION:“Non siamo una specie fatta di algoritmi biochimici”
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SUMMARY:Rosario Missionario animato dalla Fraternità dell’Ordine Secolare dei Servi di Maria
DESCRIPTION:Maggio 2026: ogni martedì la preghiera del Rosario Missionario
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SUMMARY:Avvio del processo di beatificazione e canonizzazione del Servo di Dio Nicola Bellantuono
DESCRIPTION:La Chiesa di Foggia-Bovino avvia ufficialmente la causa di beatificazione e canonizzazione del Servo di Dio Prof. Nicola Bellantuono\, medico chirurgo\, docente universitario\, primario chirurgo\, direttore sanitario della ASL FG1. \nVenerdì 22 maggio p.v.\, alle ore 16\,30\, presso la Chiesa San Giovanni di Dio del Policlinico di Foggia\, alla presenza di mons. Giorgio Ferretti\, Arcivescovo Metropolita di Foggia-Bovino si terrà un momento di preghiera durante il quale presteranno giuramento i membri del Tribunale ecclesiastico diocesano e del postulatore della causa. Si invita la cittadinanza a partecipare. \nChi fosse in possesso di scritti e testimonianze del Servo di Dio prof. Nicola Bellantuono può rivolgersi presso gli uffici del Tribunale ecclesiastico diocesano della Curia Arcivescovile di Foggia-Bovino.
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SUMMARY:Veglia Diocesana di Pentecoste presieduta dall'Arcivescovo all'Incoronata
DESCRIPTION:Anche quest’anno\, sarà il Santuario dell’Incoronata a ospitare\, sabato 23 maggio\, la Veglia di Pentecoste. L’appuntamento\, intitolato “Resi uno nello Spirito”\, si propone come momento di incontro e di partecipazione per l’intera comunità ecclesiale\, con particolare attenzione ai cresimandi e ai giovani. \nIl programma prenderà avvio alle ore 18 con l’accoglienza dei cresimati e dei cresimandi del 2026. Nel corso del pomeriggio sono previsti momenti di animazione e condivisione\, tra cui lo spettacolo “Slinky Man”\, con esibizioni di acrobazie e giocoleria offerte dalla cooperativa “Oltre”\, e la presentazione dei gruppi parrocchiali. Spazio anche a canti\, danze e testimonianze\, con momenti di dialogo curati dalla compagnia teatrale RDL Academy. \nI partecipanti potranno inoltre visitare gli stand allestiti da gruppi\, associazioni\, movimenti e Caritas\, pensati per far conoscere le molteplici realtà presenti nella Chiesa locale. \nAlle ore 20 la Veglia di preghiera presieduta dall’Arcivescovo Ferretti. La serata proseguirà alle 21 con un momento di festa e un’agape fraterna. \nL’invito è rivolto a tutta la comunità diocesana\, chiamata a vivere insieme un’occasione di preghiera\, comunione e condivisione in preparazione alla solennità di Pentecoste. \n 
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LOCATION:Santuario Incoronata\, Santuario Madre di Dio Incoronata\, Viale Don Luigi Orione\, 1\, FG\, 71122\, Italy
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SUMMARY:Pentecoste
DESCRIPTION:La Pentecoste è l’evento del dono dello Spirito Santo alla Chiesa nascente riunita a Gerusalemme nel Cenacolo\, cinquanta giorni dopo la Risurrezione di Gesù. Ebbe l’effetto di far partire il dinamismo missionario della Chiesa: a partire dalla Pentecoste\, gli Apostoli\, sotto la guida di Pietro\, iniziarono ad annunciare il kerigma\, ovvero la morte e Risurrezione del Signore (At 2). \nIn questo giorno solenne\, l’Arcivescovo Ferretti presidierà una Santa Messa nella basilica Cattedrale di Foggia alle ore 11. Durante la celebrazione conferirà il Sacramento della Confermazione ad alcuni giovani e adulti. \n \nLa parola Pentecoste proviene dal termine greco antico πεντηκοστή\, pentekosté (sottinteso: ἡμὲρα\, hemèra)\, cioè “cinquantesimo (giorno)”: la festa celebrata in quel giorno ha luogo cinquanta giorni dopo la Pasqua. \nI Padri della Chiesa hanno paragonato il “battesimo nello Spirito Santo” della Pentecoste\, che per la Chiesa è una vera e propria investitura apostolica\, al battesimo di Gesù\, teofania solenne all’inizio del suo ministero pubblico. Essi fanno vedere nella Pentecoste il dono della nuova legge alla Chiesa (cfr. Ger 31\,33; Ez 36\,27) e la nuova creazione (cfr. Gen 1\,2): questi temi non sono espressi in At 2 \, ma si fondano sull’azione interna dello Spirito e sulla ricreazione che egli effettua. \nLa Pentecoste ebraica è\, con la Pasqua e i Tabernacoli\, una delle tre feste in cui Israele deve presentarsi dinanzi a YHWH nel luogo da lui scelto per farvi abitare il suo nome (Dt 16\,16). \nL’oggetto della festa ha subito un’evoluzione. All’origine si trattava di una festa agricola\, la festa della messe\, giorno di gioia e di ringraziamento (Es 23\,16; 34\,22 ; Nm 28\,26 ; Lev 23\,16-21; Dt 16\,10-1 ); in essa si offrivano le primizie di quanto la terra aveva prodotto (Es 34\,22); era chiamata festa delle settimane\, in ebraico Hag shavu’ot\, a ragione della sua collocazione sette settimane dopo la Pasqua e dopo l’offerta del primo covone (cfr. Lev 23\,15). \nPochi secoli prima di Cristo vi si aggiunse la commemorazione del fatto storico dell’alleanza del Sinai. L’alleanza era stata conclusa una cinquantina di giorni (Es 19\,1) dopo l’uscita dall’Egitto e la celebrazione della Pasqua; la Pentecoste divenne naturalmente l’anniversario della stipulazione dell’alleanza\, senza dubbio sin dal II secolo a.C.; tale visione appare generalizzata all’inizio della nostra era\, in base agli scritti rabbinici e ai manoscritti di Qumran. Nell’Antico Testamento il termine greco “Pentecoste” è attestato in Tb 2\,1 e in 2Mac 12\,32 . \nAncora oggi gli Ebrei leggono in questo giorno il passo di Es 19 e il Libro di Rut. La consuetudine di leggere il libro di Rut è motivata dall’ambientazione del libro stesso\, nel tempo della mietitura\, e dal fatto che Davide\, di cui Rut era antenata\, era nato e morto il giorno di Shavuot. \nA differenza del Vangelo di Giovanni\, che presenta il dono dello Spirito Santo nello stesso giorno di Pasqua (20\,19-23)\, Luca situa il dono dello Spirito nel giorno della Pentecoste ebraica (cfr. Lc 24\,49; At 1\,4-5)\, accostando il dono dello Spirito all’antico dono della legge del Sinai: lo Spirito è la nuova legge della comunità cristiana. \nL’evento è descritto come una teofania\, ovvero una manifestazione divina. Vi troviamo infatti voce\, cielo\, vento\, fuoco\, tuono\, tutti elementi caratteristici delle teofanie presenti nell’Antico Testamento (cfr. Es 3\,2 ; Dt 4\,11-12;33-36; 1Re 19\,11-13): in tali passi l’apparizione di Dio è accompagnata dalla presenza di questi elementi naturali. \nUn duplice miracolo sottolinea il senso dell’avvenimento: gli Apostoli\, per cantare le meraviglie di Dio\, si esprimono in lingue (At 2\,3); il parlare in lingue è una forma carismatica di preghiera che si ritrova nelle comunità cristiane primitive; il parlare in lingue\, quantunque per sé inintelligibile (cfr. 1Cor 14\,1-25 )\, è in quel giorno compreso dalle persone presenti; questo miracolo di audizione è un segno della vocazione universale della Chiesa\, perché questi uditori provengono dalle più diverse regioni (At 2\,5-11). \nA partire da At 2\,1-41 e dai testi dell’Antico Testamento si può delineare la ricchezza di significato teologico della Pentecoste cristiana secondo le seguenti direttrici. Pietro\, citando il profeta Gioele (c. 3)\, fa vedere che la Pentecoste realizza le promesse di Dio: negli ultimi tempi lo Spirito sarebbe stato dato a tutti (cfr. Ez 36\,24-27; Is 44\,3). \nIl precursore aveva annunziato che era presente colui che doveva battezzare nello Spirito Santo (Mc 1\,8). E Gesù\, dopo la sua risurrezione\, aveva confermato queste promesse: “Tra pochi giorni sarete battezzati nello Spirito Santo” (At 1\,5). \nLa discesa dello Spirito diventa il segno escatologico\, l’annuncio che sono iniziati gli ultimi tempi. Secondo la catechesi primitiva\, Cristo morto\, risorto e esaltato alla destra del Padre\, porta a termine la sua opera effondendo lo Spirito sulla comunità apostolica (At 2\,23-33). La Pentecoste è perciò la pienezza della Pasqua. \nI profeti avevano annunziato che i dispersi sarebbero stati radunati sul monte Sion\, e che in tal modo l’assemblea di Israele sarebbe stata unita attorno a YHWH. La Pentecoste realizza a Gerusalemme l’unità spirituale dei Giudei e dei proseliti di tutte le nazioni: docili al1’insegnamento degli apostoli\, essi partecipano nell’amore fraterno alla mensa eucaristica (At 2\,42.46). \nLa Pentecoste è pure il punto di partenza della sua missione: il discorso di Pietro\, “in piedi con gli Undici”\, è il primo atto della missione data da Gesù: “Riceverete la forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi\, e di me sarete testimoni a Gerusalemme\, in tutta la Giudea e la Samaria e fino ai confini della terra” (At 1\,8). \nLo Spirito è quindi dato in vista di una testimonianza che dev’essere portata fino alle estremità della terra (At 1\,8 ); il miracolo dell’ascolto in lingue sottolinea che la prima comunità messianica si estenderà a tutti i popoli (At 2\,5-11). La “Pentecoste dei pagani” (At 10\,44-47) lo dimostrerà. \nLa Pentecoste rimanda infine all’episodio della Torre di Babele (Gen 11\,1-9): ivi il tentativo di unità\, voluto dagli uomini in opposizione a YHWH aveva portato alla dispersione e alla confusione delle lingue; nella Pentecoste lo Spirito\, manifestandosi sotto forma di lingue di fuoco che si distribuiscono su ciascuno dei discepoli di Gesù\, fa sì che coloro che ascoltano comprendano ognuno nella propria lingua nativa (At 2\,8): lo Spirito rende possibile la comunione tra popoli diversi e lingue diverse. \nLa Chiesa celebra ogni anno la solennità di Pentecoste\, cinquanta giorni dopo la Pasqua. Con questa solennità si chiude il Tempo di Pasqua e inizia la seconda parte del Tempo Ordinario.
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SUMMARY:"Sotto lo stesso cielo"\, spettacolo teatrale del Centro Missionario Diocesano
DESCRIPTION:Solidarietà e impegno sociale si incontrano a teatro. Il prossimo 26 maggio\, presso il Teatro Umberto Giordano\, andrà in scena “Sotto lo stesso cielo”\, uno spettacolo di beneficenza promosso dal Centro Missionario Diocesano dell’Arcidiocesi di Foggia\, in collaborazione con il Comune. \nL’iniziativa\, realizzata dai giovani e dai bambini della comunità diocesana\, intende rafforzare il legame tra Foggia e la Costa d’Avorio\, nel segno della solidarietà e della speranza. L’obiettivo è sostenere il progetto “Missio Costa d’Avorio”\, che punta ad accompagnare i più piccoli attraverso programmi di sostegno a distanza e iniziative educative\, tra cui la realizzazione di una “Cittadella dello Sport”. \nLo spettacolo\, con ingresso previsto alle ore 19 e inizio alle 19.30\, rappresenta un momento di condivisione e sensibilizzazione aperto alla cittadinanza. Numerose le realtà coinvolte\, tra parrocchie e enti del terzo settore\, a testimonianza di una rete territoriale attiva e partecipe. \n“Un piccolo gesto\, un grande futuro” è il messaggio che accompagna l’evento\, invitando la comunità a contribuire concretamente a un progetto che guarda oltre i confini locali\, promuovendo inclusione e sviluppo.
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LOCATION:Teatro Giordano\, Piazza Cesare Battisti\, Foggia\, Fg\, 71121\, Italy
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SUMMARY:Rosario Missionario animato dal gruppo “Maria che scioglie i nodi”
DESCRIPTION:Maggio 2026: ogni martedì la preghiera del Rosario Missionario
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SUMMARY:Ss Trinità
DESCRIPTION:La Solennità della Santissima Trinità è una Solennità dell’Anno Liturgico della Chiesa cattolica. Il colore liturgico usato per essa è il bianco\, alla stessa maniera delle feste e solennità del Signore. \nNel Rito Romano si celebra la domenica successiva alla Pentecoste: è quindi una delle Solennità del Signore del Tempo ordinario. Con essa riprende il Tempo Ordinario\, dopo l’interruzione per la Quaresima e il Tempo Pasquale. Nel Rito Ambrosiano si celebra la I Domenica successiva alla Pentecoste. \nFino all’VIII secolo la Chiesa non celebrò nessuna solennità in onore della Trinità. Il motivo di ciò risiede nel fatto che la liturgia cattolica ha come suo scopo la lode e l’adorazione a Dio uno e trino: tutto in essa è ordinato a questo supremo scopo\, dal sacrificio eucaristico\, ai Sacramenti\, alla Liturgia delle Ore\, al culto di Maria e dei Santi e alla stessa catechesi. Del resto la Chiesa Orientale non ha tuttora una festa per la Trinità\, il cui mistero\, nel Rito Bizantino\, è ricordato il particolar modo nella festa della Pentecoste. \nLa festa della Trinità nacque dalla devozione privata verso il mistero trinitario che fiorì nei paesi franchi durante il periodo carolino\, e che dovette ricevere un notevole impulso dall’Admonitio generalis del 789 e dal Capitulare XXVIII del 794[4]\, i quali prescrivevano l’esposizione della dottrina cattolica circa la Trinità. \nI primi centri di questa devozione furono i monasteri di Aniane e di Tours: nel primo il suo fondatore San Benedetto dedicò nel 782 la chiesa abbaziale alla Santissima Trinità; nel secondo visse Alcuino\, che fu ardente fautore di questa devozione e autore dei trattati De fide s. et individuae Trinitatis\, De Trinitate ad Fredegesium quaestiones XXVIII. \nTale devozione ebbe fin dall’inizio il carattere di una professione di fede nel mistero della Trinità\, come testimoniano le preghiere alla Santissima Trinità contenute nei Libelli precum (“libretti di preghiere”) dell’epoca\, dei quali almeno tre provengono da Tours. \nAlcuino redasse i testi della Messa della Trinità. In una lettera indirizzata tra il 796 e l’804 ai monaci di Saint-Waast egli afferma di aver estratto da un Sacramentario\, senza dubbio di Tours\, una serie di Messe votive\, di cui la prima è quella della Trinità; ai monaci di Fulda\, poi\, manda tra l’801 e l’803 la Cartula missalis\, ossia il suo Liber Sacramentorum\, contenente la nota serie di messe votiva private per tutta la settimana\, di cui la prima\, per la domenica\, è quella della Trinità. \nTale Messa figura al primo posto tra quelle votive in vari sacramentari franchi dalla prima metà del IX secolo in poi in quelli ambrosiani dei secoli IX-XI] e dall’XI secolo in poi nei Messali. \nSin dalla seconda metà del IX secolo\, poi\, in due Sacramentari provenienti da Saint Thierry e da Saint Amand questa Messa compare già alla dominica octavae Pentecostes (“domenica dell’ottava di Pentecoste”)\, ossia alla prima domenica dopo Pentecoste. Tale giorno divenne poi tradizionale nella Chiesa latina\, nonostante qualche eccezione. Il can. 10 del Sinodo di Seligenstadt (1023) attesta che la recita di questa Messa votiva rivestiva presso taluni un carattere superstizioso. \nCon il X secolo la festa della Trinità\, la cui istituzione era già stata sollecitata invano verso il 775 da Catulfo a Carlo magno\, andò lentamente affermandosi: venne introdotta a Liegi\, alla data tradizionale\, dal Vescovo Stefano\, che la dotò di uno splendido ufficio (testo e melodia) che è stato mantenuto nel Breviario Romano; a Reichenau venne introdotta verso il 1030; a Cluny prima del 1091; a Canterbury da San Thomas Becket nel 1162; a Cîteaux nel 1175. \nLa festa entrò anche nella liturgia degli ordini religiosi: tra i Certosini verso il 1222; tra i Domenicani verso la metà del XIII secolo; tra i Francescani fu introdotta dal Capitolo di Narbona del 1260\, ma nel Capitolo di Assisi del 1279 venne soppressa perché non celebrata dalla Chiesa di Roma. Il Sinodo di Arles del 1263 nel prescrisse la celebrazione alla I domenica dopo Pentecoste\, con ottava; l’ottava era già in uso presso altre Chiese\, come in Belgio prima del 1109. \nNon è raro trovare nei breviari manoscritti\, accanto all’Ufficio della Trinità\, la postilla a Sede Apostolica repellitur\, “rigettata dalla Sede Apostolica”. E infatti papa Alessandro II (1061-1073) non si dimostrò favorevole alla festa perché superflua cum in omni dominica\, imo quotidie\, utriusque [trinitatis et unitatis] memoria celebretur “poiché in ogni domenica\, anzi\, ogni giorno\, si celebra la memoria di entrambe la Trinità e l’Unità”. \nLo stesso contrasto sull’opportunità della festa si registra anche nei liturgisti dei secoli XI-XIII. Nonostante l’opposizione di Roma la festa continuò a diffondersi\, e papa Giovanni XXII credette opportuno estenderla a tutta la Chiesa nel 1331: Scito autem quod anno Domini 1131\, dominus Johannes XXII\, de consilio fratrum suorum\, ordinavit et statuit quod deinceps Romana et universalis Ecclesia faceret festum solempnissimum de semper benedicta Trinitate divinarum personarum et divine essentie unitate in tribus divinis personis. Statuit autem quod Romana Ecclesia et omnes qui faciunt officium ecclesiasticum secundum eam faciant predictum festum dominica prima post Penthecosten et sine octavis\, non improbans tamen eos qui cum octavis et aliqua alia dominica anni festum celebrant antedictum. “Ma sappi che nell’anno del Signore 1131 Giovanni XXII\, su consiglio dei suoi fratelli\, ordinò e stabilì che d’ora in avanti la Chiesa Romana e universale faccia la solennissima festa della sempre benedetta Trinità delle divine persone e per l’unità della divina essenza nelle tre divine persone. Stabilì inoltre che la Chiesa di Roma e tutti quelli che celebrano l’Ufficio della Chiesa secondo i suoi statuti facciano la predetta festa la prima domenica dopo la Pentecoste e senza ottava\, non disapprovando tuttavia coloro che la celebrano con l’ottava o in qualche altre domenica dell’anno”. \nUna nota inserita poi in un Breviario Romano della I metà del XIV secolo attribuisce l’Ufficio che si cominciò a cantare nella Curia Romana al tempo di Giovanni XXII al posto del precedente a Giovanni Pecham. Tale ufficio ritmico fu accolto in molti breviari sino a San Pio V\, che introdusse nuovamente nel suo Breviario riformato del 1568 il più antico Ufficio composto da Stefano di Liegi\, ritoccandolo qua e là.
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SUMMARY:Chiusura del mese mariano di maggio al Santuario dell'Incoronata
DESCRIPTION:Una serata intensa di spiritualità e partecipazione quella in programma domenica 31 maggio 2026 presso la Basilica Santuario “Beata Maria Vergine Madre di Dio Incoronata”\, punto di riferimento religioso per l’intero territorio. In occasione della chiusura del mese mariano\, la comunità si riunirà per un evento che unisce devozione\, tradizione e celebrazione. \nL’appuntamento è alle ore 19.00\, quando avrà inizio la solenne celebrazione eucaristica presieduta da S.E. Mons. Giancarlo Della Giovanna\, Nunzio Apostolico in El Salvador. Una presenza significativa che conferisce ulteriore rilievo a un momento già molto sentito dai fedeli. \nA seguire\, la serata proseguirà con una suggestiva fiaccolata accompagnata dalla recita del Santo Rosario\, durante la quale sarà portata in processione la statua della Madre di Dio Incoronata\, simbolo di profonda devozione per la città e per i pellegrini che ogni anno raggiungono il santuario. \nIl programma culminerà con l’atto di affidamento a Maria\, gesto collettivo di fede e speranza\, e con la “Festa di Luce”\, uno spettacolo che unirà spiritualità e bellezza\, evocando la presenza divina attraverso giochi luminosi e fuochi d’artificio. \nL’evento si inserisce inoltre nell’Anno Giubilare\, aperto il 25 aprile 2026 e che si concluderà il 24 aprile 2027\, durante il quale i fedeli potranno ottenere l’indulgenza plenaria\, vivendo così un tempo di grazia e rinnovamento spirituale.
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LOCATION:Santuario Incoronata\, Santuario Madre di Dio Incoronata\, Viale Don Luigi Orione\, 1\, FG\, 71122\, Italy
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