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SUMMARY:XLVIII Giornata Nazionale per la Vita 2026
DESCRIPTION:Ogni anno\, la prima domenica di febbraio\, in Italia si celebra la Giornata Nazionale per la Vita. Istituita dalla Conferenza Episcopale Italiana\, quella del 2026\, che si celebrerà domenica 1 febbraio\, è la 48ma ediziona. Per l’occasione\, la CEI ha pubblicato un messaggio\, che riportiamo di seguito in forma integrale\, sul tema “Prima i bambini!”. \n\n\n\nGuardatevi dal disprezzare qualcuno di questi piccoli;perché io vi dico che i loro angeli in cielovedono continuamente la faccia del Padre mio. (Mt 18\,10) \n\n\n\nL’accoglienza gentile e affettuosa di Gesù verso i piccoli sorprende i suoi contemporanei\, discepoli inclusi\, abituati a considerare assai poco i bambini. Eppure\, nella Scrittura il rapporto di Dio con il suo popolo è spesso paragonato a quello di una madre amorevole e di un padre premuroso verso i propri bimbi; il loro atteggiamento\, infatti\, “riflette il primato dell’amore di Dio\, che prende sempre l’iniziativa\, perché i figli sono amati prima di aver fatto qualsiasi cosa per meritarlo” (AL 166). Lasciarsi amare e servire con semplicità\, riconoscersi dipendenti senza imbarazzo\, attribuire primaria importanza alle leggi del cuore\, desiderare il bene… sono alcune delle lezioni che i bambini danno agli adulti e che Gesù presenta come condizioni per accogliere la novità del Vangelo: “In verità vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini\, non entrerete nel regno dei cieli” (Mt 18\, 3). Essi\, dunque\, non vanno mai disprezzati\, scartati\, subordinati perché proprio di loro il Creatore ha particolare cura. \n\n\n\nA questa visione evangelica dell’infanzia\, che ha condotto l’umanità intera a una considerazione progressivamente più rispettosa degli inizi della vita\, si ispira anche la nostra migliore cultura giuridica\, che evidenzia il “superiore interesse del minore”: in qualsivoglia situazione\, i bambini sono quelli che vanno prima di tutto accolti e protetti\, insieme alla loro famiglia\, in modo che possano crescere quanto più liberi e felici. Anche perché\, non di rado\, gli esiti di un’infanzia problematica sono alla radice di molti comportamenti negativi in età adulta. \n\n\n\nCiononostante\, le vite dei bambini vengono molto spesso asservite agli interessi dei grandi. Pensiamo ai tanti\, troppi\, bambini “vittime collaterali” delle guerre degli adulti: uccisi\, mutilati\, resi orfani\, privati della casa e della scuola\, ridotti alla fame\, come effetto di bombardamenti indiscriminati. \n\n\n\nPensiamo ai bambini-soldato\, rapiti e utilizzati come “carne da cannone” nei tanti conflitti che si combattono in varie parti del globo\, soprattutto in quelli “a bassa intensità”\, di cui quasi nessuno parla. Pensiamo ai bambini “fabbricati” in laboratorio per soddisfare i desideri degli adulti: a loro viene negato di poter mai conoscere uno dei genitori biologici o la madre che li ha portati in grembo. \n\n\n\nPensiamo ai bambini cui viene sottratto il fondamentale diritto di nascere\, probabilmente perché non risultano perfetti in seguito a qualche esame prenatale. Pensiamo ai bambini implicati nei casi di separazione e divorzio dei propri genitori\, a volte usati come strumenti di rivalsa sull’ex-coniuge. Pensiamo ai bambini fatti oggetto di attenzioni sessuali o alle bambine date precocemente in sposa\, spesso a uomini assai più grandi di loro. \n\n\n\nPensiamo ai bambini-lavoratori\, privati dell’infanzia perché inquadrati come manodopera a basso costo dai “caporali” di turno\, in contesti di degrado sociale e abbandono scolastico. Pensiamo ai bambini rapiti o dati indiscriminatamente in adozione nelle tristi operazioni di pulizia etnica. Pensiamo ai bambini coinvolti nelle violenze domestiche\, che li privano di uno o entrambi i genitori e li segnano profondamente. \n\n\n\nPensiamo ai bambini che i trafficanti di vite strappano per vile interesse alle proprie famiglie\, fino a espiantare i loro organi a vantaggio di chi può permettersi di pagarli. Pensiamo ai bambini costretti – non di rado da soli – a migrazioni faticose e pericolose\, con esiti a volte mortali\, per sfuggire ai conflitti\, agli impoverimenti e alle carestie spesso provocate dagli adulti. Pensiamo ai bambini indottrinati da un’educazione ideologica\, funzionale non alla loro crescita\, ma alla diffusione di idee che interessano questo o quell’altro gruppo di potere. \n\n\n\nPensiamo ai bambini maltrattati o abbandonati a loro stessi da genitori o educatori cui poco interessa il loro vero bene. In questi e altri casi l’interesse che prevale è quello dell’adulto\, cioè del più forte\, del più ricco\, del più istruito\, che può decidere anche della vita altrui e che è anche capace di mascherare il proprio egoismo dietro parole “politicamente corrette” e falsamente altruiste. \n\n\n\nA ben vedere\, la pace\, la libertà\, la democrazia\, la solidarietà non possono che iniziare dai più piccoli. Dove una società smarrisce il senso della generatività\, servendosi dei figli invece di servirli e donare loro la vita\, si imbarbariscono esponenzialmente anche le relazioni tra gli adulti – persone e comunità – dando spazio alla ricerca egoistica e violenta dei propri interessi. “Tanti bambini fin dall’inizio sono rifiutati\, abbandonati\, derubati della loro infanzia e del loro futuro. […] Che ne facciamo delle solenni dichiarazioni dei diritti dell’uomo e dei diritti del bambino\, se poi puniamo i bambini per gli errori degli adulti?” (AL 166). \n\n\n\nAvvertiamo la necessità di una maggiore attenzione ai piccoli anche nella nostra società italiana\, in cui l’imperante cultura individualista si esprime\, tra l’altro\, con una crisi di generatività che non riguarda solamente la fertilità\, ma pregiudica progressivamente la capacità degli adulti di mettersi a servizio dei piccoli. Può succedere che facciano rumore\, chiedano incessanti attenzioni\, condizionino la libertà dei grandi\, ma l’accoglienza dei loro limiti è paradigma dell’accoglienza dell’altro tout court\, mancando la quale svanisce ogni prospettiva di collettività solidale\, per dare spazio a una conflittualità incessante e distruttiva. Quando i bambini non sono amati\, con loro vengono scartati anche gli elementi più deboli della comunità\, cioè potenzialmente tutti\, nel momento in cui si manifestino anche nei soggetti “forti” fragilità o debolezze. \n\n\n\nAnche le comunità cristiane devono crescere nella cura dei bambini\, non solo proseguendo nell’impegno per estirpare e prevenire l’odiosa pratica degli abusi\, ma divenendo “casa accogliente” per loro nelle celebrazioni liturgiche\, nelle attenzioni alle varie povertà che li colpiscono\, nell’adozione di modalità adeguate alla loro età per l’annuncio della fede e nelle occasioni di vita comunitaria. “L’educazione alla fede sa adattarsi a ciascun figlio\, perché gli strumenti già imparati o le ricette a volte non funzionano. I bambini hanno bisogno di simboli\, di gesti\, di racconti. […] L’esperienza spirituale non si impone ma si propone alla loro libertà” (AL 288). Alle prime parole che un bambino si sente rivolgere dalla Chiesa nel giorno del Battesimo – “la nostra comunità ti accoglie” – deve seguire una reale dedizione di tempi\, spazi\, risorse alle esigenze dei piccoli e delle loro famiglie. \n\n\n\nCi sono tuttavia nella società e nella Chiesa moltissime persone e istituzioni che operano attivamente per custodire i bambini\, attraverso azioni di tutela e accoglienza delle maternità difficili e di protezione nelle situazioni di violenza\, nell’educazione\, nella risposta ai tanti bisogni e povertà delle famiglie numerose e dei piccoli\, nella prevenzione dello sfruttamento minorile nelle sue varie forme\, nel sostegno alla genitorialità\, nella sorveglianza degli ambiti che mettono a rischio l’integrità fisica\, morale e spirituale in età sempre più precoce. A costoro devono andare la riconoscenza e il sostegno di tutti\, perché il loro servizio – spesso gratuito – rende migliore il nostro mondo per tutti\, non solo per i più piccoli. A loro dobbiamo continuamente ispirarci\, per coltivare il senso di un autentico primato dei diritti dei bambini sugli interessi e le ideologie degli adulti. Si tratta di attuare una vera “conversione”\, nel duplice senso di “ritorno” e di “cambiamento”. \n\n\n\nRitorno a una cultura che riscopra il valore della generatività\, del “desiderio di trasmettere la vita” (SnC 9) e di servirla con gioia. Ogni persona che mette al mondo dei bambini o si occupa dei piccoli – genitori\, nonni\, insegnanti\, catechisti\, persone consacrate\, famiglie affidatarie – dovrebbe sentire la simpatia e la stima degli altri adulti\, perché il servizio al sorgere della vita è garanzia di bene e di futuro per tutti. \n\n\n\nCambiamento come abbandono delle cattive inclinazioni di una società narcisista e indifferente\, in cui gli adulti sono troppo occupati da loro stessi per fare davvero spazio ai bambini: ne nascono sempre di meno e sul loro futuro peseranno i debiti\, il degrado ambientale\, la solitudine e i conflitti che gli adulti producono\, incuranti del domani del mondo. \n\n\n\nLa Giornata per la Vita sia l’occasione per un serio esame di coscienza\, basato sul punto di vista dei piccoli nelle questioni che li riguardano (dal nascere\, al crescere\, all’essere felici…) e sostenuto dalla voce sincera dei bambini\, cui chiedere – una volta tanto – come vorrebbero che andassero le cose. \n\n\n\nGorizia\, 23 settembre 2025 \n\n\n\nIl Consiglio Episcopale Permanente della Conferenza Episcopale Italiana
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SUMMARY:XXX Giornata della Vita Consacrata
DESCRIPTION:Il 2 febbraio 2026 la Chiesa cattolica celebra la XXX Giornata Mondiale della Vita Consacrata\, ricorrenza che coincide con la festa liturgica della Presentazione al Tempio del Signore e che invita il popolo di Dio a rendere grazie per il dono di religiose\, religiosi e consacrati presenti in ogni parte del mondo. Istituita da San Giovanni Paolo II nel 1997\, la Giornata rappresenta un momento privilegiato per riconoscere il valore spirituale\, ecclesiale e sociale di una vocazione fondata sul seguire Cristo più da vicino. \nNella nostra Arcidiocesi\, questa giornata vedrà il suo culmine con la celebrazione della Santa Messa presieduta dall’Arcivescovo Ferretti assieme ai religiosi e alle religiose che svolgono il loro ministero in terra di Capitanata. La celebrazione\, con la tradizionale benedizione delle candele\, avrà inizio alle ore 18:30 nella chiesa di San Domenico. Poi\, in processione\, religiosi\, religiose e Arcivescovo raggiungeranno la basilica Cattedrale per la celebrazione eucaristica. \nIn occasione di questo importante anniversario\, risuona con particolare forza il messaggio rivolto da Papa Leone XIV a religiose e religiosi durante l’Anno Santo appena concluso. In occasione del Giubileo della Vita Consacrata\, il Pontefice ha ribadito che “la Chiesa ha bisogno di voi”\, sottolineando la ricchezza e la diversità delle forme di consacrazione come dono essenziale per la vita ecclesiale. Una vita\, ha ricordato\, chiamata a “svegliare il mondo” attraverso una testimonianza gioiosa e radicata in Cristo. \nPapa Leone XIV ha insistito sull’importanza di una consacrazione che nasca dall’interiorità\, invitando religiosi e religiose a “ritornare al cuore”\, luogo in cui riscoprire l’intuizione originaria dei fondatori e rinnovare la fedeltà al proprio carisma. Solo una vita profondamente unita a Cristo\, ha affermato\, può diventare segno luminoso nel grande progetto di pace e di salvezza che Dio ha per l’umanità. \nAmpio spazio è stato dedicato anche ai temi della speranza\, della pace e della fraternità\, al centro del cammino giubilare vissuto dai consacrati come “pellegrini di speranza sulla via della pace”. In un mondo segnato da conflitti\, povertà e crisi ambientali\, la vita consacrata continua a essere presenza silenziosa ma incisiva accanto agli ultimi\, nella cura del creato e nella promozione della dignità di ogni persona. \nNel suo discorso\, il Papa ha inoltre richiamato con forza la dimensione della sinodalità\, indicando nei consacrati testimoni privilegiati di uno stile ecclesiale fondato sull’ascolto\, sul dialogo e sulla condivisione. Comunità spesso internazionali e interculturali\, gli istituti di vita consacrata sono chiamati a essere veri laboratori di comunione e profezia per tutta la Chiesa. \nLa XXX Giornata della Vita Consacrata è dunque un’occasione per rinnovare la gratitudine\, la preghiera e il sostegno verso uomini e donne che\, con scelte coraggiose e spesso nascoste\, continuano a scrivere una pagina significativa della storia della Chiesa. Come ha ricordato Papa Leone XIV\, “la speranza della vita consacrata non si fonda sui numeri o sulle opere\, ma su Colui nel quale è stata posta la fiducia: una speranza che non delude e che guarda al futuro con serenità”.
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SUMMARY:Camminata contro la tratta di esseri umani
DESCRIPTION:Da dodici anni\, l’8 febbraio\, memoria liturgica di Santa Giuseppina Bakhita\, si celebra la Giornata Mondiale di Preghiera e Riflessione contro la Tratta di Esseri Umani. La data di tale Giornata\, voluta da Papa Francesco\, non è casuale: Bakhita è stata una delle vittime del commercio di esseri umani ma la sua figura rappresenta un faro di speranza per tutte quelle persone che ancora oggi sono vittime di questo vergognoso traffico che alimenta prostituzione\, commercio d’organi e caporalato. \nFoggia e Cerignola in cammino e preghiera contro la tratta di persone \n \nPer dire basta a tutto questo\, venerdì 6 febbraio\, alle ore 19:00\, la comunità diocesana è invitata a partecipare alla “Camminata contro la Tratta” che si svolgerà per le strade di Foggia. L’appuntamento è davanti all’Istituto Figliolia\, in via XXV aprile 74\, dove la lettura di uno stralcio della storia di Santa Bakhita darà avvio al cammino. Ci si dirigerà poi allo Slow park\, dove saranno presentate storie di persone vittime di tratta nel territorio di Capitanata. Dopo una sosta davanti la chiesa parrocchia di Santa Maria della Croce\, la marcia terminerà nel piazzale della Stazione con un gesto simbolico di cura e fraternità. A tutti i partecipanti\, infatti\, è chiesto di portare una sciarpa da regalare!
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SUMMARY:Marcia della Pace 2026
DESCRIPTION:L’Azione Cattolica Italiana è impegnata a riflettere sul messaggio per la Giornata Mondiale per la Pace di Papa Leone XIV: “La pace sia con tutti voi: verso una pace disarmata e disarmante” (leggi qui). Un richiamo al suo primo discorso da Pontefice che si sofferma sulla necessità di una pace non fondata sulla paura\, sulla minaccia o sugli armamenti ma proprio per questo capace di sciogliere i conflitti\, aprire i cuori e generare fiducia\, empatia e speranza. \nAnche l’Azione Cattolica diocesana ha predisposto un ricco evento di incontri e iniziative per sollecitare tutti i cristiani che la pace è un dono inestimabile. Gli incontri si stanno già svolgendo in ogni parrocchia la dov’è presente l’associazione. \n \nPer la vicaria di San Marco in Lamis l’appuntamento è per il 4 febbraio nella chiesa di Sant’Antonio abate\, alle ore 19:30 per una veglia di preghiera. Nella città di Foggia sabato 7 febbraio\, alle ore 16:00\, nella parrocchia di San Paolo apostolo si svolgerà un incontro pubblico con mons. Giovanni Ricchiuti\, Presidente nazionale di Pax Cristi. \nDomenica 8 febbraio\, sempre a Foggia\, nella parrocchia di San Giuseppe artigiano\, l’Arcivescovo Ferretti presiederà la Santa Messa alle ore 9:30. La celebrazione darà il via alla tradizionale “Marcia della Pace” per le vie della città che si concluderà in piazza Giordano.
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SUMMARY:Formazione IRC: Corso su dialogo ed empatia
DESCRIPTION:Corso di formazione per gli Insegnanti di Religione Cattolica (IRC) promosso dall’Ufficio per l’Educazione\, la Scuola e l’Università dell’Arcidiocesi Metropolitana di Foggia-Bovino. Martedì 10 febbraio 2026\, alle ore 17:30\, presso il teatro della parrocchia “Ss. Guglielmo e Pellegrino” di Foggia\, si è tenuto l’incontro dal titolo “Gesù e l’altro: l’arte del dialogo e dell’empatia”. \n \nL’appuntamento si inserisce nel solco di una riflessione educativa e culturale che pone al centro il valore del dialogo come elemento essenziale del percorso formativo e relazionale. Ispirandosi al magistero della Chiesa e al pensiero espresso dalla Conferenza Episcopale Italiana\, l’iniziativa ha inteso offrire strumenti e spunti per una pratica educativa fondata sull’ascolto\, sulla fiducia e sulla costruzione di relazioni autentiche. \n“Gesù e l’altro” per scaricare le slide clicca qui \nRelatore dell’incontro è stato il prof. Francesco Piazzolla\, docente di Sacra Scrittura presso l’ISSRM “San Michele Arcangelo” di Foggia\, che ha guidato i presenti in una lettura biblica e pedagogica del tema\, mettendo in luce la figura di Gesù come modello di dialogo\, prossimità ed empatia verso l’altro. \nL’incontro è stato introdotto da don Giovanni Frisenna\, Direttore dell’Ufficio per l’Educazione\, la Scuola e l’Università dell’Arcidiocesi di Foggia-Bovino. Pur essendo destinato in modo particolare alla formazione dei docenti IRC\, l’evento è stato aperto a tutti\, configurandosi come un’occasione significativa di crescita personale e comunitaria per educatori\, operatori pastorali e per quanti sono interessati ai temi del dialogo e della relazione educativa. \n 
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SUMMARY:XXXIV Giornata Mondiale del Malato
DESCRIPTION:“La compassione del Samaritano: amare portando il dolore dell’altro”. Questo il tema scelto da Papa Leone XIV per la XXXIV Giornata Mondiale del Malato\, che la Chiesa celebra ogni anno l’11 febbraio\, giorno della memoria liturgica della Beata Vergine Maria di Lourdes e che quest’anno\, a carattere solenne\, sarà celebrata a Chiclayo\, in Perù\, diocesi in cui ha svolto il suo ministero come missionario e vescovo proprio Leone XIV. \nA livello diocesano\, questa Giornata si celebrerà l’11 febbraio alle ore 11:30 con una celebrazione eucaristica presso la chiesa San Giovanni di Dio del Policlinico “Riuniti” di Foggia. Un momento di preghiera e riflessione che sarà anche di incontro in un luogo altamente simbolico come il Policlinico\, dove quotidianamente si intrecciano storie di sofferenza\, speranza e dedizione. \nL’iniziativa si inserisce nel solco di una tradizione avviata nel 1992 da San Giovanni Paolo II\, che volle istituire questa giornata per sensibilizzare le comunità cristiane e la società civile sull’importanza di garantire assistenza umana\, spirituale e sanitaria ai malati\, valorizzando al tempo stesso il servizio svolto da medici\, infermieri\, operatori sanitari\, volontari e familiari. \nIl tema scelto per il 2026 richiama la parabola evangelica del Buon Samaritano\, simbolo di una prossimità concreta e partecipe. La compassione\, in questo contesto\, non è semplice sentimento\, ma impegno attivo: significa farsi carico della sofferenza altrui\, condividere il peso della malattia\, accompagnare con rispetto e tenerezza chi vive momenti di fragilità. \nLa Giornata Mondiale del Malato non è soltanto un appuntamento liturgico\, ma un invito a promuovere una cultura della cura che metta al centro la persona nella sua interezza. In un tempo segnato da nuove sfide sanitarie e sociali\, il richiamo alla compassione si traduce in attenzione concreta ai più fragili\, nel sostegno alle famiglie e nella valorizzazione di una sanità capace di coniugare competenza professionale e umanità. \nCon la celebrazione solenne di Chiclayo\, la Chiesa universale guarda all’America Latina e alla sua ricca tradizione di solidarietà. E come il buon Samaritano che si china sul ferito lungo la strada\, anche la comunità cristiana è chiamata a fermarsi davanti a chi soffre\, a farsi testimone evangelica di prossimità e di servizio verso i malati e i più fragili.
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SUMMARY:“La sfida dell’amore”: l’Arcivescovo incontra le famiglie della diocesi
DESCRIPTION:Disinnescare l’incendio del conflitto e riscoprire la forza dell’amore come via di dialogo e di pace: questo il tema dell’incontro intitolato “La sfida dell’amore”. \nPromosso dall’Ufficio di Pastorale Familiare dell’Arcidiocesi di Foggia-Bovino\, l’appuntamento è fissato per venerdì 13 febbraio 2026 alle ore 20:00 presso la parrocchia Sant’Alfonso Maria de’ Liguori\, via Capitanata 17\, a Foggia\, dove l’Arcivescovo Ferretti incontrerà le famiglie del territorio per un momento di ascolto\, riflessione e condivisione. \nL’iniziativa si rivolge a coppie\, famiglie e nubendi\, invitati a confrontarsi sul tema del conflitto nelle relazioni affettive e familiari\, vissuto non come una minaccia ma come una sfida da affrontare con responsabilità\, dialogo e fiducia reciproca. Un’occasione preziosa per riflettere su come costruire relazioni autentiche e su come vivere la pace all’interno della famiglia\, riconosciuta come prima e fondamentale “casa di pace”. \nAttraverso la parola e la testimonianza dell’arcivescovo\, l’incontro intende offrire spunti concreti e uno sguardo di speranza\, capace di accompagnare le famiglie nelle difficoltà quotidiane e di valorizzarne il ruolo centrale nella vita della comunità. \nL’invito è aperto a tutti coloro che desiderano donarsi un momento privilegiato di crescita personale e relazionale\, riscoprendo il valore dell’amore come scelta consapevole e come cammino da percorrere insieme.
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SUMMARY:Esercizi spirituali della comunità del Seminario minore
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SUMMARY:Anniversario mons. Nardella: Messa dell'Arcivescovo a San Marco in Lamis
DESCRIPTION:La comunità di San Marco in Lamis si appresta a vivere un momento di profonda spiritualità e memoria collettiva. Il prossimo 15 febbraio 2026 ricorrerà infatti il 50° anniversario della scomparsa del Servo di Dio mons. Matteo Nardella\, figura centrale per la fede e la storia religiosa del territorio. \nPer commemorare questo anniversario\, la Comunità Pastorale “San Bernardino – Maria SS. Addolorata” ha organizzato una solenne Celebrazione Eucaristica che si terrà domenica 15 febbraio alle ore 18:30 presso la chiesa di San Bernardino. A presiedere il rito sarà mons. Giorgio Ferretti\, Arcivescovo Metropolita di Foggia-Bovino\, a testimonianza dell’importanza che la figura di mons. Nardella continua a rivestire non solo per la città di San Marco in Lamis\, ma per l’intera Diocesi. \nMons. Matteo Nardella\, oggi Servo di Dio\, è ricordato per la sua instancabile opera pastorale e per la sua dedizione alla comunità. Questo 50° anniversario della sua nascita al cielo rappresenta un’occasione per i fedeli e per l’intera cittadinanza di riunirsi e riflettere sulla sua eredità spirituale. L’invito alla celebrazione è esteso a tutta la cittadinanza.
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SUMMARY:Mercoledì delle Ceneri: Messa dell'Arcivescovo in Cattedrale
DESCRIPTION:Il Mercoledì delle Ceneri (o Giorno delle Ceneri o\, più semplicemente\, Le Ceneri)\, è il primo giorno della Quaresima. Esso è orientato alla celebrazione della Pasqua\, come attesta la prima preghiera di benedizione delle ceneri: «…perché giungano completamente rinnovati a celebrare la Pasqua». La Chiesa chiede ai suoi fedeli di osservare in tale giorno il digiuno e l’astinenza dalle carni. \nL’Arcivescovo Ferretti presiederà in questo giorno la Santa Messa col rito di imposizione delle ceneri alle ore 19:00 presso la basilica Cattedrale di Foggia. \n \nIl Mercoledì delle Ceneri ricorre circa quaranta giorni prima della Pasqua: dopo di esso si snodano le cinque domeniche di Quaresima e la domenica delle Palme. La data del Mercoledì delle Ceneri dipende quindi dalla data della Pasqua e cade nel periodo che va all’incirca dall’inizio di febbraio alla metà di marzo. \nLa specificazione “delle ceneri” è legata al rito liturgico che caratterizza la Messa di tale giorno: il celebrante pone una piccola quantità di cenere benedetta sulla fronte o sulla testa dei fedeli. Secondo la consuetudine\, le ceneri da usare per il rito vengono ricavate dalla bruciatura dei rami d’ulivo che erano stati benedetti nella Domenica delle Palme dell’anno precedente. \nIl significato del gesto è quello di ricordare la caducità della vita terrena e di introdurre all’impegno di conversione della Quaresima. La formula che accompagna l’imposizione delle ceneri ha due modalità: “Ricordati che sei polvere e in polvere ritornerai” (cfr. Gen 3\,19 ) e “Convertitevi e credete nel Vangelo” (cfr. Mc 1\,15 ). Adrien Nocent suggerisce che «si potrebbero unire insieme l’antica e la nuova formula che\, congiuntamente\, esprimerebbero certo al meglio il significato della celebrazione: “Ricordati che sei polvere in polvere tornerai: dunque convertiti e credi al vangelo”». \nIl Rito Ambrosiano\, per il fatto che inizia la Quaresima la domenica immediatamente successiva\, non ha il Mercoledì delle Ceneri: la benedizione e imposizione delle ceneri si compie dopo la Messa del primo lunedì di Quaresima; è questo quindi il giorno proprio delle ceneri. Per ragioni pastorali il rito delle ceneri si può compiere anche al termine della messa vespertina del sabato prima di Quaresima o nelle singole Messe della prima Domenica di Quaresima. Il giorno di digiuno e astinenza viene invece posticipato al primo venerdì di Quaresima. \nL’uso di imporsi le ceneri sulla testa in segno di penitenza era praticato già nell’Antico Testamento (Gb 42\,6 ; Gdt 4\,16 ; Gio 3\,6 ; ecc.)\, ed era conosciuto anche dai pagani. \nLa pratica della penitenza al principio della Quaresima era nell’antichità inculcata ai fedeli con l’espulsione dei pubblici penitenti da parte del vescovo. \nFu negli ultimi anni di San Gregorio Magno (†604) che si cominciò il digiuno quaresimale con il mercoledì precedente la I domenica di Quaresima; tale giorno fu perciò chiamato caput ieiunii\, “inizio del digiuno”\, o anche caput Quadragesimae\, “inizio della Quaresima”. \nSecondo i rituali romani del VII secolo\, la mattina di questo giorno i penitenti si presentavano ai sacerdoti a ciò deputati nei vari titoli; a quei sacerdoti confessavano i propri peccati\, se gravi e pubblici e ricevevano dal penitenziere una veste di ruvido cilicio cosparso di cenere\, con l’ordine di ritirarsi in qualche monastero al fine di compiere la penitenza loro imposta. Durante tutta la Quaresima\, fino al Giovedì Santo\, giorno della riconciliazione\, rimanevano sottoposti a diversi esercizi di penitenza. \nCon la scomparsa della penitenza pubblica\, invalse l’usanza che il clero e i fedeli si facessero imporre nel mercoledì delle ceneri le ceneri sulla testa in segno di penitenza. Tale uso fu prescritto poi dal Concilio di Benevento del 1091\, al can. 4. \nLa benedizione delle ceneri era già in uso nel X secolo\, e\, come tutte le benedizioni\, è un sacramentale: i fedeli\, ricevendole piamente\, chiedono con esse lo spirito delle vera penitenza. \nLe orazioni per la benedizione delle ceneri risalgono al X secolo e sono documentate nell’Ordo Romanus V; ivi compaiono canti che sono quelli delle processioni di penitenza\, di questo e di altri giorni di Quaresima. \nFu verso l’XI secolo che a Roma il papa\, i membri del clero e il popolo\, si raccoglievano il mercoledì delle ceneri dapprima nel titolo di Sant’Anastasia\, e\, fatta ivi l’imposizione della cenere\, al canto delle litanie\, in abiti di penitenza e a piedi nudi\, si recavano processionalmente alla basilica di Santa Sabina sull’Aventino\, dove\, nel piccolo cimitero dell’atrio\, il papa recitava un’orazione d’assoluzione\, mentre il coro cantava il responsorio Immutemur\, che rimase in uso fino al Concilio Vaticano II; poi incominciava la Messa. Di questo rito è rimasta fino alla riforma liturgica la statio in quella basilica. \nPrima della riforma liturgica l’imposizione delle ceneri poteva essere praticata anche nella domenica seguente\, purché le ceneri fossero state benedette nel loro giorno\, cioè il mercoledì precedente. Inoltre la benedizione e l’imposizione delle ceneri aveva luogo all’inizio della Messa. \nIl rituale comportava quattro orazioni da recitarsi tutte per la benedizione. L’imposizione delle ceneri era accompagnata dalla frase Memento homo\, quia pulvis es et in pulverem reverteris\, “Uomo\, ricordati che sei polvere e in polvere ritornerai”\, ispirata a Gen 3\,19 . \nCon la riforma liturgica seguita al Vaticano II il Mercoledì delle Ceneri è stato reso l’inizio della Quaresima. Antecedentemente era preceduto dalle domeniche Settuagesima\, Sessagesima e Quinquagesima\, che furono soppresse. Il rito della benedizione e imposizione delle ceneri fu spostato dopo l’omelia. \nLe quattro orazioni di benedizione vennero ridotte a una (con due formulari a scelta)\, preceduta da un invitatorio che sottolinea il significato di quanto si sta per compiere e che concentra l’attenzione non tanto sulle ceneri in sé stesse ma sul significato profondo della loro imposizione. Le orazioni stesse concentrano la loro attenzione in primo luogo sulla Quaresima come tempo di conversione. \nPer l’imposizione delle ceneri\, alla formula tradizionale se ne affiancò un’altra: “Convertitevi e credete al Vangelo”\, tratta da Mc 1\,15 . Le orazioni hanno subito delle variazioni\, per esprimere meglio l’inizio del tempo liturgico e l’atteggiamento di penitenza e di carità da esso richiesto.
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SUMMARY:"Hai mutato il mio dolore in danza”: incontro per vivere la Quaresima
DESCRIPTION:Un’occasione di riflessione e crescita spirituale per entrare nel tempo forte della Quaresima con uno sguardo rinnovato sulla propria vita. È questo lo spirito dell’incontro promosso dall’Arcidiocesi di Foggia-Bovino dal titolo “Tu hai mutato il mio dolore in danza”\, in programma giovedì 19 febbraio 2026 alle ore 20:00 presso la parrocchia Santi Guglielmo e Pellegrino. L’evento vedrà la partecipazione di Giuliva Di Berardino\, teologa e consacrata dell’Ordo Virginum della Diocesi di Verona\, chiamata a guidare la serata di approfondimento sul tema: “Come trasformare le prove della vita in lode al Signore”. \nIl titolo dell’incontro richiama il celebre versetto del Salmo 30\, un’espressione che racchiude un messaggio di speranza e redenzione: il dolore\, le difficoltà e le prove personali possono diventare occasione di rinascita e di affidamento fiducioso a Dio. In vista della Quaresima\, tempo liturgico tradizionalmente dedicato alla conversione e alla preparazione alla Pasqua\, la proposta si presenta come un momento di meditazione e incoraggiamento rivolto a fedeli\, famiglie\, giovani e operatori pastorali. \nAttraverso la riflessione teologica e la testimonianza personale\, Giuliva Di Berardino offrirà spunti concreti per leggere le esperienze di sofferenza alla luce della fede\, trasformandole in cammino di lode e di fiducia. L’incontro si inserisce nel percorso di accompagnamento spirituale promosso dall’Arcidiocesi per aiutare la comunità a vivere con maggiore consapevolezza il tempo quaresimale. \nLa partecipazione è libera e aperta a tutti coloro che desiderano prepararsi alla Pasqua con un momento di ascolto\, condivisione e preghiera.
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SUMMARY:Ritiro del Clero su “I Padri Niceni”
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SUMMARY:Corso di formazione per i ministri istituiti e straordinari
DESCRIPTION:Dopo la celebrazione Giubileo degli operatori della liturgia\, dei cori e delle corali e l’incontro sul tema “Ministeri sulla soglia: uscire\, accogliere e prendersi cura”\, il percorso di formazione per i ministri istituiti e straordinari prosegue nel con altri due incontri presso la parrocchia Madonna del Rosario di Foggia (via Alfredo Guglielmi\, 8/A). \nIl 21 febbraio sarà la volta di don Francesco Gioia\, rettore del Seminario Diocesano “Sacro Cuore”\, che interverrà su “La ministerialità di Cristo\, vocazione di tutta la Chiesa”. \nIl 14 marzo\, infine\, don Pasquale Infante\, docente di Teologia Pastorale\, approfondirà il tema dei ministeri battesimali ed evangelizzazione. Tutti gli incontri avranno inizio alle ore 16:30.
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SUMMARY:Meditazione di Quaresima guidata dall’Arcivescovo
DESCRIPTION:Con la Quaresima torna anche l’appuntamento con un forte momento spirituale per vivere il cammino quaresimale. Mercoledì 25 febbraio 2026\, alle ore 20:00\, presso la parrocchia San Ciro di Foggia\, si terrà infatti la tradizionale Meditazione di Quaresima guidata da mons. Giorgio Ferretti\, Arcivescovo Metropolita di Foggia-Bovino. Il tema scelto per la serata – “Dalla debolezza della Croce proviene la nostra forza” – richiama il cuore del messaggio cristiano: nella fragilità e nella sofferenza della Croce si manifesta la potenza dell’amore di Dio. \nL’appuntamento si inserisce nel percorso spirituale che prepara i fedeli alla Pasqua\, offrendo un’occasione di ascolto\, silenzio e approfondimento del mistero della Passione di Cristo. La meditazione vuole aiutare la comunità diocesana a riscoprire il significato autentico della Quaresima come tempo di conversione\, rinnovamento interiore e affidamento al Signore. \nL’invito è rivolto all’intera comunità diocesana\, ma l’incontro è aperto a tutti coloro che desiderano vivere un momento di preghiera e riflessione personale. Un appuntamento che si preannuncia significativo per la comunità\, nel segno della fede e della condivisione\, per entrare nel tempo quaresimale con uno sguardo rinnovato sulla Croce\, segno di speranza e di forza per ogni credente.
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