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SUMMARY:Ss Trinità
DESCRIPTION:La Solennità della Santissima Trinità è una Solennità dell’Anno Liturgico della Chiesa cattolica. Il colore liturgico usato per essa è il bianco\, alla stessa maniera delle feste e solennità del Signore. \nNel Rito Romano si celebra la domenica successiva alla Pentecoste: è quindi una delle Solennità del Signore del Tempo ordinario. Con essa riprende il Tempo Ordinario\, dopo l’interruzione per la Quaresima e il Tempo Pasquale. Nel Rito Ambrosiano si celebra la I Domenica successiva alla Pentecoste. \nFino all’VIII secolo la Chiesa non celebrò nessuna solennità in onore della Trinità. Il motivo di ciò risiede nel fatto che la liturgia cattolica ha come suo scopo la lode e l’adorazione a Dio uno e trino: tutto in essa è ordinato a questo supremo scopo\, dal sacrificio eucaristico\, ai Sacramenti\, alla Liturgia delle Ore\, al culto di Maria e dei Santi e alla stessa catechesi. Del resto la Chiesa Orientale non ha tuttora una festa per la Trinità\, il cui mistero\, nel Rito Bizantino\, è ricordato il particolar modo nella festa della Pentecoste. \nLa festa della Trinità nacque dalla devozione privata verso il mistero trinitario che fiorì nei paesi franchi durante il periodo carolino\, e che dovette ricevere un notevole impulso dall’Admonitio generalis del 789 e dal Capitulare XXVIII del 794[4]\, i quali prescrivevano l’esposizione della dottrina cattolica circa la Trinità. \nI primi centri di questa devozione furono i monasteri di Aniane e di Tours: nel primo il suo fondatore San Benedetto dedicò nel 782 la chiesa abbaziale alla Santissima Trinità; nel secondo visse Alcuino\, che fu ardente fautore di questa devozione e autore dei trattati De fide s. et individuae Trinitatis\, De Trinitate ad Fredegesium quaestiones XXVIII. \nTale devozione ebbe fin dall’inizio il carattere di una professione di fede nel mistero della Trinità\, come testimoniano le preghiere alla Santissima Trinità contenute nei Libelli precum (“libretti di preghiere”) dell’epoca\, dei quali almeno tre provengono da Tours. \nAlcuino redasse i testi della Messa della Trinità. In una lettera indirizzata tra il 796 e l’804 ai monaci di Saint-Waast egli afferma di aver estratto da un Sacramentario\, senza dubbio di Tours\, una serie di Messe votive\, di cui la prima è quella della Trinità; ai monaci di Fulda\, poi\, manda tra l’801 e l’803 la Cartula missalis\, ossia il suo Liber Sacramentorum\, contenente la nota serie di messe votiva private per tutta la settimana\, di cui la prima\, per la domenica\, è quella della Trinità. \nTale Messa figura al primo posto tra quelle votive in vari sacramentari franchi dalla prima metà del IX secolo in poi in quelli ambrosiani dei secoli IX-XI] e dall’XI secolo in poi nei Messali. \nSin dalla seconda metà del IX secolo\, poi\, in due Sacramentari provenienti da Saint Thierry e da Saint Amand questa Messa compare già alla dominica octavae Pentecostes (“domenica dell’ottava di Pentecoste”)\, ossia alla prima domenica dopo Pentecoste. Tale giorno divenne poi tradizionale nella Chiesa latina\, nonostante qualche eccezione. Il can. 10 del Sinodo di Seligenstadt (1023) attesta che la recita di questa Messa votiva rivestiva presso taluni un carattere superstizioso. \nCon il X secolo la festa della Trinità\, la cui istituzione era già stata sollecitata invano verso il 775 da Catulfo a Carlo magno\, andò lentamente affermandosi: venne introdotta a Liegi\, alla data tradizionale\, dal Vescovo Stefano\, che la dotò di uno splendido ufficio (testo e melodia) che è stato mantenuto nel Breviario Romano; a Reichenau venne introdotta verso il 1030; a Cluny prima del 1091; a Canterbury da San Thomas Becket nel 1162; a Cîteaux nel 1175. \nLa festa entrò anche nella liturgia degli ordini religiosi: tra i Certosini verso il 1222; tra i Domenicani verso la metà del XIII secolo; tra i Francescani fu introdotta dal Capitolo di Narbona del 1260\, ma nel Capitolo di Assisi del 1279 venne soppressa perché non celebrata dalla Chiesa di Roma. Il Sinodo di Arles del 1263 nel prescrisse la celebrazione alla I domenica dopo Pentecoste\, con ottava; l’ottava era già in uso presso altre Chiese\, come in Belgio prima del 1109. \nNon è raro trovare nei breviari manoscritti\, accanto all’Ufficio della Trinità\, la postilla a Sede Apostolica repellitur\, “rigettata dalla Sede Apostolica”. E infatti papa Alessandro II (1061-1073) non si dimostrò favorevole alla festa perché superflua cum in omni dominica\, imo quotidie\, utriusque [trinitatis et unitatis] memoria celebretur “poiché in ogni domenica\, anzi\, ogni giorno\, si celebra la memoria di entrambe la Trinità e l’Unità”. \nLo stesso contrasto sull’opportunità della festa si registra anche nei liturgisti dei secoli XI-XIII. Nonostante l’opposizione di Roma la festa continuò a diffondersi\, e papa Giovanni XXII credette opportuno estenderla a tutta la Chiesa nel 1331: Scito autem quod anno Domini 1131\, dominus Johannes XXII\, de consilio fratrum suorum\, ordinavit et statuit quod deinceps Romana et universalis Ecclesia faceret festum solempnissimum de semper benedicta Trinitate divinarum personarum et divine essentie unitate in tribus divinis personis. Statuit autem quod Romana Ecclesia et omnes qui faciunt officium ecclesiasticum secundum eam faciant predictum festum dominica prima post Penthecosten et sine octavis\, non improbans tamen eos qui cum octavis et aliqua alia dominica anni festum celebrant antedictum. “Ma sappi che nell’anno del Signore 1131 Giovanni XXII\, su consiglio dei suoi fratelli\, ordinò e stabilì che d’ora in avanti la Chiesa Romana e universale faccia la solennissima festa della sempre benedetta Trinità delle divine persone e per l’unità della divina essenza nelle tre divine persone. Stabilì inoltre che la Chiesa di Roma e tutti quelli che celebrano l’Ufficio della Chiesa secondo i suoi statuti facciano la predetta festa la prima domenica dopo la Pentecoste e senza ottava\, non disapprovando tuttavia coloro che la celebrano con l’ottava o in qualche altre domenica dell’anno”. \nUna nota inserita poi in un Breviario Romano della I metà del XIV secolo attribuisce l’Ufficio che si cominciò a cantare nella Curia Romana al tempo di Giovanni XXII al posto del precedente a Giovanni Pecham. Tale ufficio ritmico fu accolto in molti breviari sino a San Pio V\, che introdusse nuovamente nel suo Breviario riformato del 1568 il più antico Ufficio composto da Stefano di Liegi\, ritoccandolo qua e là.
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SUMMARY:Rosario Missionario animato dal gruppo “Maria che scioglie i nodi”
DESCRIPTION:Maggio 2026: ogni martedì la preghiera del Rosario Missionario
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SUMMARY:"Sotto lo stesso cielo"\, spettacolo teatrale del Centro Missionario Diocesano
DESCRIPTION:Solidarietà e impegno sociale si incontrano a teatro. Il prossimo 26 maggio\, presso il Teatro Umberto Giordano\, andrà in scena “Sotto lo stesso cielo”\, uno spettacolo di beneficenza promosso dal Centro Missionario Diocesano dell’Arcidiocesi di Foggia\, in collaborazione con il Comune. \nL’iniziativa\, realizzata dai giovani e dai bambini della comunità diocesana\, intende rafforzare il legame tra Foggia e la Costa d’Avorio\, nel segno della solidarietà e della speranza. L’obiettivo è sostenere il progetto “Missio Costa d’Avorio”\, che punta ad accompagnare i più piccoli attraverso programmi di sostegno a distanza e iniziative educative\, tra cui la realizzazione di una “Cittadella dello Sport”. \nLo spettacolo\, con ingresso previsto alle ore 19 e inizio alle 19.30\, rappresenta un momento di condivisione e sensibilizzazione aperto alla cittadinanza. Numerose le realtà coinvolte\, tra parrocchie e enti del terzo settore\, a testimonianza di una rete territoriale attiva e partecipe. \n“Un piccolo gesto\, un grande futuro” è il messaggio che accompagna l’evento\, invitando la comunità a contribuire concretamente a un progetto che guarda oltre i confini locali\, promuovendo inclusione e sviluppo.
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SUMMARY:Pentecoste
DESCRIPTION:La Pentecoste è l’evento del dono dello Spirito Santo alla Chiesa nascente riunita a Gerusalemme nel Cenacolo\, cinquanta giorni dopo la Risurrezione di Gesù. Ebbe l’effetto di far partire il dinamismo missionario della Chiesa: a partire dalla Pentecoste\, gli Apostoli\, sotto la guida di Pietro\, iniziarono ad annunciare il kerigma\, ovvero la morte e Risurrezione del Signore (At 2). \nIn questo giorno solenne\, l’Arcivescovo Ferretti presidierà una Santa Messa nella basilica Cattedrale di Foggia alle ore 11. Durante la celebrazione conferirà il Sacramento della Confermazione ad alcuni giovani e adulti. \n \nLa parola Pentecoste proviene dal termine greco antico πεντηκοστή\, pentekosté (sottinteso: ἡμὲρα\, hemèra)\, cioè “cinquantesimo (giorno)”: la festa celebrata in quel giorno ha luogo cinquanta giorni dopo la Pasqua. \nI Padri della Chiesa hanno paragonato il “battesimo nello Spirito Santo” della Pentecoste\, che per la Chiesa è una vera e propria investitura apostolica\, al battesimo di Gesù\, teofania solenne all’inizio del suo ministero pubblico. Essi fanno vedere nella Pentecoste il dono della nuova legge alla Chiesa (cfr. Ger 31\,33; Ez 36\,27) e la nuova creazione (cfr. Gen 1\,2): questi temi non sono espressi in At 2 \, ma si fondano sull’azione interna dello Spirito e sulla ricreazione che egli effettua. \nLa Pentecoste ebraica è\, con la Pasqua e i Tabernacoli\, una delle tre feste in cui Israele deve presentarsi dinanzi a YHWH nel luogo da lui scelto per farvi abitare il suo nome (Dt 16\,16). \nL’oggetto della festa ha subito un’evoluzione. All’origine si trattava di una festa agricola\, la festa della messe\, giorno di gioia e di ringraziamento (Es 23\,16; 34\,22 ; Nm 28\,26 ; Lev 23\,16-21; Dt 16\,10-1 ); in essa si offrivano le primizie di quanto la terra aveva prodotto (Es 34\,22); era chiamata festa delle settimane\, in ebraico Hag shavu’ot\, a ragione della sua collocazione sette settimane dopo la Pasqua e dopo l’offerta del primo covone (cfr. Lev 23\,15). \nPochi secoli prima di Cristo vi si aggiunse la commemorazione del fatto storico dell’alleanza del Sinai. L’alleanza era stata conclusa una cinquantina di giorni (Es 19\,1) dopo l’uscita dall’Egitto e la celebrazione della Pasqua; la Pentecoste divenne naturalmente l’anniversario della stipulazione dell’alleanza\, senza dubbio sin dal II secolo a.C.; tale visione appare generalizzata all’inizio della nostra era\, in base agli scritti rabbinici e ai manoscritti di Qumran. Nell’Antico Testamento il termine greco “Pentecoste” è attestato in Tb 2\,1 e in 2Mac 12\,32 . \nAncora oggi gli Ebrei leggono in questo giorno il passo di Es 19 e il Libro di Rut. La consuetudine di leggere il libro di Rut è motivata dall’ambientazione del libro stesso\, nel tempo della mietitura\, e dal fatto che Davide\, di cui Rut era antenata\, era nato e morto il giorno di Shavuot. \nA differenza del Vangelo di Giovanni\, che presenta il dono dello Spirito Santo nello stesso giorno di Pasqua (20\,19-23)\, Luca situa il dono dello Spirito nel giorno della Pentecoste ebraica (cfr. Lc 24\,49; At 1\,4-5)\, accostando il dono dello Spirito all’antico dono della legge del Sinai: lo Spirito è la nuova legge della comunità cristiana. \nL’evento è descritto come una teofania\, ovvero una manifestazione divina. Vi troviamo infatti voce\, cielo\, vento\, fuoco\, tuono\, tutti elementi caratteristici delle teofanie presenti nell’Antico Testamento (cfr. Es 3\,2 ; Dt 4\,11-12;33-36; 1Re 19\,11-13): in tali passi l’apparizione di Dio è accompagnata dalla presenza di questi elementi naturali. \nUn duplice miracolo sottolinea il senso dell’avvenimento: gli Apostoli\, per cantare le meraviglie di Dio\, si esprimono in lingue (At 2\,3); il parlare in lingue è una forma carismatica di preghiera che si ritrova nelle comunità cristiane primitive; il parlare in lingue\, quantunque per sé inintelligibile (cfr. 1Cor 14\,1-25 )\, è in quel giorno compreso dalle persone presenti; questo miracolo di audizione è un segno della vocazione universale della Chiesa\, perché questi uditori provengono dalle più diverse regioni (At 2\,5-11). \nA partire da At 2\,1-41 e dai testi dell’Antico Testamento si può delineare la ricchezza di significato teologico della Pentecoste cristiana secondo le seguenti direttrici. Pietro\, citando il profeta Gioele (c. 3)\, fa vedere che la Pentecoste realizza le promesse di Dio: negli ultimi tempi lo Spirito sarebbe stato dato a tutti (cfr. Ez 36\,24-27; Is 44\,3). \nIl precursore aveva annunziato che era presente colui che doveva battezzare nello Spirito Santo (Mc 1\,8). E Gesù\, dopo la sua risurrezione\, aveva confermato queste promesse: “Tra pochi giorni sarete battezzati nello Spirito Santo” (At 1\,5). \nLa discesa dello Spirito diventa il segno escatologico\, l’annuncio che sono iniziati gli ultimi tempi. Secondo la catechesi primitiva\, Cristo morto\, risorto e esaltato alla destra del Padre\, porta a termine la sua opera effondendo lo Spirito sulla comunità apostolica (At 2\,23-33). La Pentecoste è perciò la pienezza della Pasqua. \nI profeti avevano annunziato che i dispersi sarebbero stati radunati sul monte Sion\, e che in tal modo l’assemblea di Israele sarebbe stata unita attorno a YHWH. La Pentecoste realizza a Gerusalemme l’unità spirituale dei Giudei e dei proseliti di tutte le nazioni: docili al1’insegnamento degli apostoli\, essi partecipano nell’amore fraterno alla mensa eucaristica (At 2\,42.46). \nLa Pentecoste è pure il punto di partenza della sua missione: il discorso di Pietro\, “in piedi con gli Undici”\, è il primo atto della missione data da Gesù: “Riceverete la forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi\, e di me sarete testimoni a Gerusalemme\, in tutta la Giudea e la Samaria e fino ai confini della terra” (At 1\,8). \nLo Spirito è quindi dato in vista di una testimonianza che dev’essere portata fino alle estremità della terra (At 1\,8 ); il miracolo dell’ascolto in lingue sottolinea che la prima comunità messianica si estenderà a tutti i popoli (At 2\,5-11). La “Pentecoste dei pagani” (At 10\,44-47) lo dimostrerà. \nLa Pentecoste rimanda infine all’episodio della Torre di Babele (Gen 11\,1-9): ivi il tentativo di unità\, voluto dagli uomini in opposizione a YHWH aveva portato alla dispersione e alla confusione delle lingue; nella Pentecoste lo Spirito\, manifestandosi sotto forma di lingue di fuoco che si distribuiscono su ciascuno dei discepoli di Gesù\, fa sì che coloro che ascoltano comprendano ognuno nella propria lingua nativa (At 2\,8): lo Spirito rende possibile la comunione tra popoli diversi e lingue diverse. \nLa Chiesa celebra ogni anno la solennità di Pentecoste\, cinquanta giorni dopo la Pasqua. Con questa solennità si chiude il Tempo di Pasqua e inizia la seconda parte del Tempo Ordinario.
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SUMMARY:Veglia Diocesana di Pentecoste presieduta dall'Arcivescovo all'Incoronata
DESCRIPTION:Anche quest’anno\, sarà il Santuario dell’Incoronata a ospitare\, sabato 23 maggio\, la Veglia di Pentecoste. L’appuntamento\, intitolato “Resi uno nello Spirito”\, si propone come momento di incontro e di partecipazione per l’intera comunità ecclesiale\, con particolare attenzione ai cresimandi e ai giovani. \nIl programma prenderà avvio alle ore 18 con l’accoglienza dei cresimati e dei cresimandi del 2026. Nel corso del pomeriggio sono previsti momenti di animazione e condivisione\, tra cui lo spettacolo “Slinky Man”\, con esibizioni di acrobazie e giocoleria offerte dalla cooperativa “Oltre”\, e la presentazione dei gruppi parrocchiali. Spazio anche a canti\, danze e testimonianze\, con momenti di dialogo curati dalla compagnia teatrale RDL Academy. \nI partecipanti potranno inoltre visitare gli stand allestiti da gruppi\, associazioni\, movimenti e Caritas\, pensati per far conoscere le molteplici realtà presenti nella Chiesa locale. \nAlle ore 20 la Veglia di preghiera presieduta dall’Arcivescovo Ferretti. La serata proseguirà alle 21 con un momento di festa e un’agape fraterna. \nL’invito è rivolto a tutta la comunità diocesana\, chiamata a vivere insieme un’occasione di preghiera\, comunione e condivisione in preparazione alla solennità di Pentecoste. \n 
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SUMMARY:Avvio del processo di beatificazione e canonizzazione del Servo di Dio Nicola Bellantuono
DESCRIPTION:La Chiesa di Foggia-Bovino avvia ufficialmente la causa di beatificazione e canonizzazione del Servo di Dio Prof. Nicola Bellantuono\, medico chirurgo\, docente universitario\, primario chirurgo\, direttore sanitario della ASL FG1. \nVenerdì 22 maggio p.v.\, alle ore 16\,30\, presso la Chiesa San Giovanni di Dio del Policlinico di Foggia\, alla presenza di mons. Giorgio Ferretti\, Arcivescovo Metropolita di Foggia-Bovino si terrà un momento di preghiera durante il quale presteranno giuramento i membri del Tribunale ecclesiastico diocesano e del postulatore della causa. Si invita la cittadinanza a partecipare. \nChi fosse in possesso di scritti e testimonianze del Servo di Dio prof. Nicola Bellantuono può rivolgersi presso gli uffici del Tribunale ecclesiastico diocesano della Curia Arcivescovile di Foggia-Bovino.
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SUMMARY:Rosario Missionario animato dalla Fraternità dell’Ordine Secolare dei Servi di Maria
DESCRIPTION:Maggio 2026: ogni martedì la preghiera del Rosario Missionario
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SUMMARY:LX Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali
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SUMMARY:Ascensione del Signore
DESCRIPTION:La festività dell’Ascensione commemora l’omonimo episodio della vita di Gesù: quaranta giorni dopo la sua Risurrezione ascese al cielo e sedette alla destra del Padre. Questo avvenimento è narrato principalmente in Luca 24\,50-53 e in Atti 1\,3-11 . \nLa festività è molto antica\, e viene attestata a partire dal IV secolo: Agostino la descrive come solennità diffusa già al suo tempo. Negli scritti di San Giovanni Crisostomo e San Gregorio di Nissa\, l’Ascensione è talora citata. Anche il Simbolo niceno-costantinopolitano ricorda tale episodio della vita di Gesù. \nNel testo Peregrinatio Aetheriae si parla della vigilia e della festa dell’Ascensione celebrata nella grotta di Betlemme\, dove nacque Gesù. \nDurante il Concilio di Elvira (ca. 300-313) fu discussa la data in cui celebrare l’Ascensione\, e fu deciso che non andasse commemorata né nel giorno di Pasqua\, né in quello di Pentecoste. Poiché infatti secondo il racconto degli Atti degli Apostoli\, l’Ascensione di Gesù è avvenuta quaranta giorni dopo la Pasqua\, ogni anno si celebra la festività dell’Ascensione in tale data. Poiché la Pasqua è una festa mobile\, di conseguenza anche la data della festività dell’Ascensione varia. \nLa festa dell’Ascensione è di precetto. L’Ascensione ha una festa di vigilia\, e dal XV secolo un’ottava\, che fu poi soppressa da Papa Leone XIII in favore della novena di Pentecoste. \nLa Chiesa cattolica colloca la solennità dell’Ascensione quaranta giorni dopo la Pasqua\, cioè il giovedì della sesta settimana del Tempo pasquale\, ovvero quello successivo alla VI domenica di Pasqua. A seconda della data della Pasqua\, la solennità dell’Ascensione può cadere tra il 30 aprile e il 3 giugno.
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SUMMARY:Restauro dell'Iconavetere\, il punto sui lavori: convegno in Cattedrale
DESCRIPTION:Un’occasione per approfondire la storia e conoscere le tecniche di conservazione messe in atto per preservare uno dei simboli più significativi della tradizione religiosa di Foggia: venerdì 15 maggio\, alle ore 20\, la basilica Cattedrale ospiterà un convegno dedicato al restauro\, attualmente in corso\, del Sacro Tavolo dell’Iconavetere. \nL’iniziativa\, promossa dall’Arcidiocesi Metropolitana di Foggia-Bovino e dal Capitolo Metropolitano\, intende offrire alla cittadinanza un momento di riflessione e approfondimento sull’immagine che i foggiani venerano. \nIl Sacro Tavolo dell’Iconavetere è in restauro \n \nAd aprire il convegno i saluti di mons. Giorgio Ferretti\, Arcivescovo di Foggia-Bovino\, e di Anita Guarnieri\, Soprintendente di BAT e Foggia\, seguiti da una relazione affidata alla storica dell’arte Concetta Fuiano\, che illustrerà il ruolo che il Sacro Tavolo ha svolto\, e svolge tuttora\, per la vita del capoluogo dauno. \nAl centro dell’incontro gli aspetti tecnici del restauro\, con interventi a cura dei restauratori dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze\, dove attualmente si trova l’Iconavetere. I relatori\, la soprintendente Emanuela Daffra\, la docente e restauratrice Oriana Sartiani e il professore Andrea Santacesaria\, guideranno cittadini e fedeli in un percorso alla scoperta delle fasi e delle metodologie che si stanno adottando per il recupero dell’antica immagine. A moderare l’incontro sarà don Francesco Gioia\, canonico archivista del Capitolo Metropolitano di Foggia. \nTutta la comunità diocesana\, i fedeli\, e la cittadinanza sono invitati a partecipare all’evento\, a ingresso gratuito\, per conoscere e riscoprire il legame\, spirituale e artistico\, che da secoli intercorre tra Foggia e la sua Patrona. \n 
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SUMMARY:Rosario Missionario animato dal Gruppo RNS
DESCRIPTION:Maggio 2026: ogni martedì la preghiera del Rosario Missionario
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SUMMARY:Marcia Eucaristica con i ragazzi della Prima Comunione
DESCRIPTION:Anche quest’anno\, l’Ufficio Catechistico Diocesano organizza la Marcia Eucaristica con i ragazzi che quest’anno riceveranno (o hanno già ricevuto) la Prima Comunione. L’appuntamento è per domenica 10 maggio. Il raduno è previsto a partire dalle ore 16 presso il Parco degli Atleti. Alle ore 16.30 avrà inizio la marcia che raggiungerà la chiesa parrocchiale di San Paolo Apostolo. Qui\, ad attendere i ragazzi\, ci sarà l’Arcivescovo che presiederà un breve momento di preghiera. A conclusione di tutto\, la solenne benedizione impartita da mons. Ferretti. \n 
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SUMMARY:San Michele Arcangelo al monte Gargano\, Patrono della Provincia Civile ed Ecclesiastica di Capitanata
DESCRIPTION:La Chiesa di Capitanata festeggia oggi il suo Patrono\, l’Arcangelo Michele\, che sul monte Gargano apparve per quattro volte in anni diversi. La data odierna\, tuttavia\, è legata in particolar modo alla seconda apparizione. \nCosì narra un’operetta agiografica\, datata tra il V e l’VIII secolo\, il Liber de apparitione Sancti Michaelis in Monte Gargano (Apparitio): «Vi era in questa città un uomo molto ricco di nome Gargano che\, a seguito delle sue vicende\, diede il nome al monte. Mentre i suoi armenti pascolavano qua e là per i fianchi di scosceso monte\, avvenne che un toro\, che disprezzava la vicinanza degli altri animali ed era solito andarsene da solo\, al ritorno dal gregge\, non era tornato nella stalla. Il padrone\, riunito un gran numero di servi\, cercandolo in tutti i luoghi meno accessibili\, lo trova\, infine\, sulla sommità del monte\, dinanzi ad una grotta. Mosso dall’ira perché il toro pascolava da solo\, prese l’arco\, cercò di colpirlo con una freccia avvelenata. Questa ritorta dal soffio del vento\, colpì lo stesso che l’aveva lanciata». \n\n\n\n\n\nTurbato dall’evento\, egli si recò dal vescovo che\, dopo aver ascoltato il racconto della straordinaria avventura\, ordinò tre giorni di preghiere e digiuno. Allo scadere del terzo giorno\, al vescovo Maiorano apparve l’Arcangelo Michele che così gli parlò: «Hai fatto bene a chiedere a Dio ciò che era nascosto agli uomini. Un miracolo ha colpito l’uomo con la sua stessa freccia\, affinché fosse chiaro che tutto ciò avviene per mia volontà Io sono l’Arcangelo Michele e sto sempre alla presenza di Dio. La caverna è a me sacra. E poiché ho deciso di proteggere sulla terra questo luogo ed i suoi abitanti\, ho voluto attestare in tal modo di essere di questo luogo e di tutto ciò che avviene patrono e custode. Là dove si spalanca la roccia possono essere perdonati i peccati degli uomini. Quel che sarà qui chiesto nella preghiera sarà esaudito. Va’\, perciò\, sulla montagna e dedica la grotta al culto cristiano». \n\n\n\nMa\, poiché quella montagna misteriosa e quasi inaccessibile era stata luogo di culti pagani\, il vescovo esitò prima di decidersi ad obbedire alle parole dell’Arcangelo. \n\n\n\nLa seconda apparizione di San Michele\, detta “della Vittoria”\, viene tradizionalmente datata nell’anno 492. Gli studiosi\, tuttavia\, riferiscono l’episodio alla battaglia tra Bizantini e Longobardi del 662 – 663: i greci attaccarono il Santuario garganico\, in difesa del quale accorse Grimoaldo I\, duca di Benevento. \n\n\n\n«[…] Ed ecco che la stessa notte\, che precedeva il giorno della battaglia\, apparve in visione al vescovo (Lorenzo Maiorano) san Michele\, dice che le preghiere sono state esaudite\, promette di essere presente e ammonisce di dare battaglia ai nemici all’ora quarta del giorno». (Apparitio) \n\n\n\nLa battaglia\, accompagnata da terremoti\, folgori e saette\, si concluse con il successo di Grimoaldo. La vittoria riportata fu descritta come voluta proprio da San Michele: essa sarebbe avvenuta l’8 maggio\, divenuto in seguito il dies festus dell’Angelo sul Gargano. Inoltre\, sancì ufficialmente il legame tra il culto dell’Angelo e il popolo longobardo. \n\n\n\nLa terza apparizione viene denominata anche “episodio della Dedicazione”. «Intanto i Sipontini rimanevano in dubbio su cosa fare del luogo e se si dovesse entrare nella chiesa e consacrarla». (Apparitio) \n\n\n\nTuttavia\, nell’anno 493\, dopo la vittoria\, il vescovo Maiorano decise di obbedire al Celeste Protettore e di consacrare al culto la Spelonca in segno di riconoscenza\, confortato anche dal parere positivo espresso da papa Gelasio I. \n\n\n\n«Ma la notte\, l’angelo del Signore\, Michele\, apparve al vescovo di Siponto in visione e disse: “Non è compito vostro consacrare la Basilica da me costruita. Io che l’ho fondata\, io stesso l’ho consacrata. Ma voi entrate e frequentate pure questo luogo\, posto sotto la mia protezione”». (Apparitio) \n\n\n\nAllora il vescovo Lorenzo\, insieme ad altri sette vescovi pugliesi\, in processione con il popolo ed il clero Sipontino\, si avviò verso il luogo sacro. Durante il cammino si verificò un prodigio: alcune aquile\, con le loro ali spiegate\, ripararono i vescovi dai raggi del sole. Giunti alla Grotta\, vi trovarono eretto un rozzo altare\, coperto di un pallio vermiglio e sormontato da una Croce. Inoltre\, come racconta la leggenda\, nella roccia trovarono impressa l’orma del piede di San Michele. \n\n\n\nIl santo Vescovo Maiorano vi offrì con immensa gioia il primo Divin Sacramento. Era il 29 settembre. La Grotta stessa\, come unico luogo non consacrato da mani d’uomo\, ha ricevuto nei secoli il titolo di “Celeste Basilica”. \n\n\n\nEra l’anno 1656 ed in tutta l’Italia meridionale infi eriva una terribile pestilenza. L’Arcivescovo Alfonso Puccinelli\, non trovando alcun ostacolo umano da contrapporre all’avanzata dell’epidemia\, si rivolse all’Arcangelo Michele con preghiere e digiuni. Il Pastore pensò addirittura di forzare la volontà divina lasciando nelle mani della statua di San Michele una supplica scritta a nome di tutta la Città. \n\n\n\nEd ecco\, sul far dell’alba del 22 Settembre\, mentre pregava in una stanza del palazzo vescovile di Monte Sant’Angelo\, sentì come un terremoto e poi San Michele gli apparve in uno splendore abbagliante e gli ordinò di benedire i sassi della sua grotta scolpendo su di essi il segno della croce e le lettere M.A. (Michele Arcangelo). Chiunque avesse devotamente tenuto con sé quelle pietre sarebbe stato immune dalla peste. Il vescovo fece come gli era stato detto. Ben presto non solo la Città fu liberata dalla peste\, secondo la promessa dell’Arcangelo\, ma tutti coloro che tali pietre richiedevano\, dovunque si trovassero. \n\n\n\nA perpetuo ricordo del prodigio e per eterna gratitudine\, l’Arcivescovo fece innalzare un monumento a S. Michele nella piazza della Città\, dove ancora oggi si trova\, di fronte al balcone di quella stanza nella quale si vuole che avvenne l’apparizione\, con la seguente iscrizione in latino: Al Principe degli Angeli Vincitore della Peste Patrono e Custode monumento di eterna gratitudine Alfonso Puccinelli 1656.
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SUMMARY:Rosario Missionario animato dai Gruppi di Preghiera di Padre Pio
DESCRIPTION:Maggio 2026: ogni martedì la preghiera del Rosario Missionario
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SUMMARY:Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni: veglia diocesana presieduta dall'Arcivescovo
DESCRIPTION:Un momento di intensa comunione ecclesiale: si potrebbe definire così quello in programma lunedì 27 aprile\, quando la Chiesa di Foggia-Bovino si ritroverà per celebrare la 63ª Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni. L’appuntamento è fissato alle ore 20.30 presso la chiesa di San Domenico. \nPromossa dall’Ufficio diocesano di Pastorale Vocazionale insieme al Seminario Diocesano “Sacro Cuore”\, l’iniziativa intende richiamare l’attenzione sul valore della chiamata e della risposta personale al progetto di Dio\, in un tempo che chiede rinnovato slancio e testimonianza. \nA presiedere la celebrazione sarà l’arcivescovo\, mons. Giorgio Ferretti\, che guiderà la preghiera comunitaria sottolineando l’importanza di accompagnare e sostenere i percorsi vocazionali\, in particolare quelli dei giovani. \nIl tema scelto\, “Aspirate alla santità\, ovunque siate”\, richiama un invito universale\, rivolto a tutti i fedeli\, a vivere con autenticità la propria vocazione nella quotidianità. Un messaggio che si inserisce nel solco della tradizione ecclesiale\, ma che si rivela particolarmente attuale in un contesto segnato da sfide educative e spirituali. \nLa veglia rappresenta così non solo un momento liturgico\, ma anche un segno concreto di unità della Chiesa locale\, chiamata a interrogarsi sul proprio futuro e sulla capacità di generare nuove vocazioni al sacerdozio e alla vita consacrata. \nL’invito è rivolto tutti: un’occasione per affidare al Signore il cammino della diocesi e riscoprire\, insieme\, la bellezza della chiamata alla santità.
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SUMMARY:Giornata Pro Seminario
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SUMMARY:1025° anniversario dell'apparizione della Madre di Dio Incoronata
DESCRIPTION:La Capitanata si prepara a vivere uno degli eventi religiosi più significativi della sua storia: il 1025mo anniversario dell’Apparizione della Madre di Dio Incoronata\, un appuntamento che richiama ogni anno migliaia di fedeli presso il Santuario dell’omonima basilica sita a pochi chilometri dal centro di Foggia. \nL’edizione 2026 assume un valore ancora più speciale: con l’anniversario del 1025 anni\, la Santa Sede ha decretato uno speciale Anno Giubilare: chi visiterà il Santuario 25 aprile 2026 al 24 aprile 2027 potrà quindi ricevere l’indulgenza plenaria alle condizioni stabilite dalla Chiesa cattolica. \n“Maria\, Madre di Cristo\, nostra gioia” è il tema scelto per accompagnare le celebrazioni di quest’anno. Un titolo che richiama la centralità della figura di Maria nella vita della Chiesa e nella tradizione spirituale del territorio\, sottolineando il suo ruolo di guida e conforto per il popolo cristiano. \nLe celebrazioni si svilupperanno\, come di consueto\, nell’arco di più giornate\, intrecciando momenti liturgici solenni\, manifestazioni popolari e antiche tradizioni. \nAnnullo filatelico speciale per i 1025 anni dell’apparizione della Madre di Dio Incoronata \n \nAd aprire ufficialmente gli eventi sarà la giornata del 22 aprile\, dedicata alla vestizione e incoronazione della Sacra Effigie. Dopo la traslazione della statua\, si terrà la celebrazione eucaristica con il rito dell’incoronazione\, presieduta dal Vescovo di San Severo\, mons. Giuseppe Mengoli. \nTra gli appuntamenti più attesi spicca la tradizionale Cavalcata degli Angeli\, in programma il 24 aprile. Una suggestiva sfilata di carri religiosi e devozionali\, ispirati al tema mariano dell’anno\, animerà le strade con colori\, musiche e simboli della fede popolare. \nNel pomeriggio\, la celebrazione eucaristica presieduta dall’Arcivescovo di Foggia-Bovino\, mons. Giorgio Ferretti. In serata i pellegrini si raduneranno presso la parrocchia di San Paolo Apostolo per poi mettersi in cammino verso il Santuario\, rinnovando un gesto di devozione profondamente radicato nella tradizione locale: il pellegrinaggio notturno. \nIl culmine delle celebrazioni sarà raggiunto il 25 aprile\, giorno della solennità. La notte sarà scandita dalla rievocazione dell’apparizione della Madonna\, accompagnata da suggestivi “bagliori di luce”\, seguita dalla Messa solenne delle ore 4.00 presieduta da don Giovanni Carollo\, padre provinciale dell’Opera Don Orione. \nNel corso della giornata si alterneranno numerose celebrazioni eucaristiche con la partecipazione di pellegrini provenienti da tutta la Capitanata e dalle Diocesi vicine. Le celebrazioni si concluderanno il 26 aprile con la tradizionale offerta dell’olio per la lampada votiva\, segno di devozione e affidamento alla Madonna. \nLa giornata culminerà con la Messa serale e l’accensione della lampada\, presieduta da mons. Domenico Cornacchia\, Vescovo emerito di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi\, seguita dalla suggestiva Festa di Luce\, momento simbolico che richiama la presenza materna di Maria nella vita dei fedeli. \nL’Anniversario dell’Incoronata rappresenta non solo un appuntamento religioso\, ma anche un forte elemento identitario per il territorio foggiano. La partecipazione di pellegrini\, confraternite e comunità parrocchiali testimonia una devozione che attraversa i secoli e continua a rinnovarsi. \nIn un tempo segnato da cambiamenti e sfide\, la celebrazione della Madre di Dio Incoronata si conferma come un momento di unità\, speranza e riscoperta delle radici spirituali\, capace di coinvolgere generazioni diverse in un’unica\, grande esperienza di fede.
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SUMMARY:Festa patronale di San Marco evangelista a San Marco in Lamis
DESCRIPTION:La cittadina di San Marco in Lamis si prepara a vivere uno degli appuntamenti più sentiti dell’anno: la festa patronale in onore di San Marco evangelista\, in programma il 25 aprile 2026. Un evento che unisce spiritualità\, tradizione e partecipazione popolare\, coinvolgendo l’intera comunità cittadina in un ricco calendario di celebrazioni religiose e iniziative civili. \nIl tema scelto per l’edizione 2026\, “Inizio del Vangelo di Gesù Cristo\, Figlio di Dio”\, richiama le parole con cui si apre il Vangelo di San Marco\, ponendo al centro la figura di Cristo e l’importanza della testimonianza cristiana. In occasione dei 1700 anni dal Concilio di Nicea\, la comunità è invitata a riscoprire il valore del Credo come fondamento della fede\, in un percorso condiviso che vede proprio San Marco come guida spirituale. \nNove giorni di riflessione e preghiera\nDal 16 al 24 aprile\, presso la Collegiata\, si terrà il tradizionale cammino di preparazione alla festa\, scandito ogni giorno dal Rosario e dalla celebrazione eucaristica. Ogni giornata sarà accompagnata da una riflessione tematica sul Credo\, guidata da sacerdoti e realtà parrocchiali del territorio. \nUn itinerario spirituale che attraversa i principali misteri della fede cristiana: dalla creazione alla resurrezione\, fino alla professione di fede nella Chiesa e nel perdono dei peccati. \nIl giorno della solennità\, sabato 25 aprile\, si aprirà con le Messe mattutine\, mentre alle ore 18.00 si terrà la solenne concelebrazione presieduta dall’Arcivescovo di Foggia-Bovino\, mons. Giorgio Ferretti\, insieme al clero locale e alle autorità civili e militari. \nSeguirà la tradizionale processione delle reliquie di San Marco per le vie della città\, accompagnata dal complesso bandistico “Santa Cecilia” e dalla partecipazione di numerosi fedeli. Il corteo attraverserà le principali strade cittadine\, in un clima di devozione e partecipazione collettiva.
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SUMMARY:II Domenica di Pasqua\, festa della Divina Misericordia
DESCRIPTION:La Festa della Divina Misericordia\, chiesta da Cristo in una rivelazione privata a santa Faustina Kowalska\, si celebra dall’anno 2000 nella Seconda Domenica di Pasqua\, come stabilito da san Giovanni Paolo II. \nIn una rivelazione privata\, Gesù aveva comunicato a Santa Faustina per la prima volta il desiderio di istituire questa festa il 22 febbraio 1931\, a Płock\, quando le trasmise la Sua volontà riguardo all’immagine della Divina Misericordia: “Io desidero che vi sia una festa della Misericordia\, voglio che l’immagine che dipingerai con il pennello\, venga solennemente benedetta nella prima Domenica dopo Pasqua\, questa Domenica deve essere la festa della Misericordia”. \nNegli anni successivi Gesù ritornò a fare questa richiesta addirittura in altre quattordici apparizioni\, definendo con precisione il giorno della festa nel calendario liturgico della Chiesa\, la causa e lo scopo della sua istituzione\, il modo di prepararla e di celebrarla come pure le grazie ad essa legate. Il 24 settembre 1936 Gesù disse a santa Faustina: “Figlia Mia\, parla a tutto il mondo della Mia inconcepibile Misericordia. Desidero che la festa della Misericordia sia di riparo e rifugio per tutte le anime e specialmente per i poveri peccatori. In quel giorno sono aperte le viscere della Mia Misericordia\, riverserò tutto un mare di grazie sulle anime che si avvicinano alla sorgente della Mia Misericordia. L’anima che si accosta alla Confessione e all’Eucaristia\, riceve il perdono totale delle colpe e delle pene. Che nessuna anima tema ad avvicinarsi a Me\, anche se i suoi peccati fossero come porpora. Questa causa è Mia ed è scaturita dal seno della Santissima Trinità\, che attraverso il Verbo vi fa conoscere l’abisso della Divina Misericordia. Desidero che questa Festa venga celebrata solennemente la prima Domenica dopo la Pasqua”. (Diario di Santa Faustina\, Quaderno 2\, online) \nGesù spiegò la ragione per cui chiese l’istituzione della festa: “Le anime periscono\, nonostante la Mia dolorosa Passione [..]. Se non adoreranno la Mia misericordia\, periranno per sempre”. \nPer quanto riguarda il modo di celebrare la festa Gesù espresse due desideri: che l’immagine della Divina Misericordia sia quel giorno solennemente benedetto e pubblicamente\, cioè liturgicamente\, venerato; che i sacerdoti parlino alle anime di questa grande e insondabile misericordia Divina\, e in tal modo risveglino nei fedeli la fiducia. \nGesù chiese anche che in preparazione alla Festa fosse fatta un’apposita novena\, cominciando dal Venerdì Santo; la novena consiste nella recita della Coroncina alla Divina Misericordia e di altre preghiere ogni giorno alla tre del pomeriggio. \nLa scelta della prima domenica dopo Pasqua ha un suo profondo senso teologico: indica lo stretto legame tra il mistero pasquale della Redenzione e la festa della Misericordia\, cosa che ha notato anche suor Faustina: “Ora vedo che l’opera della Redenzione è collegata con l’opera della Misericordia richiesta dal Signore”. Questo legame è sottolineato ulteriormente dalla novena che precede la festa. \nDalle pagine del Diario di santa Faustina sappiamo che ella fu la prima a celebrare\, seppur individualmente\, questa festa; lo fece con il permesso del confessore. \nIl culto della Divina Misericordia nella prima domenica dopo Pasqua era già presente nel santuario di Cracovia Lagiewniki nel 1944. La partecipazione alle funzioni era così numerosa che la Congregazione ottenne l’indulgenza plenaria\, concessa nel 1951 per sette anni dal card. Adam Stefan Sapieha. \nIl card. Franciszek Macharski introdusse la festa nella diocesi di Cracovia con la Lettera Pastorale per la Quaresima 1985. Seguendo il suo esempio lo fecero negli anni successivi i vescovi di altre diocesi polacche. \nSu richiesta dell’Episcopato polacco\, Giovanni Paolo II\, nell’anno 1995\, introdusse questa Festa in tutte le diocesi polacche. Nel giorno della canonizzazione di Suor Faustina\, il 30 aprile 2000\, il Papa annunciò questa Festa per tutta la Chiesa Cattolica.
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SUMMARY:Giornata di preghiera per la pace in comunione con Leone XIV
DESCRIPTION:“Facciamo udire il grido di pace che sgorga dal cuore! Per questo\, invito tutti a unirsi a me nella veglia di preghiera per la pace che celebreremo in San Pietro il prossimo sabato\, 11 aprile”. Raccogliendo questo appello che Papa Leone XIV ha rivolto al mondo durante la benedizione Urbi et Orbi del giorno di Pasqua\, la Chiesa di Foggia-Bovino si prepara a vivere\, per la giornata di sabato 11 aprile intensi momenti di preghiera. \nCome rende noto l’Ufficio Liturgico\, l’iniziativa è stata fatta propria anche dalla Conferenza Episcopale Italiana che\, attraverso il suo Presidente\, il Cardinale Matteo Zuppi\, che ha invitato sacerdoti\, religiosi e fedeli a riunirsi nelle comunità locali per vivere insieme questo momento di raccoglimento. \nPer tanto\, l’Arcivescovo Ferretti ha chiesto che nelle parrocchie di tutta la diocesi si dia particolare rilievo alla giornata dell’11 aprile\, promuovendo momenti di preghiera secondo le modalità ritenute più opportune. \nTra le intenzioni suggerite per la preghiera dei fedeli\, emerge con forza il richiamo alla responsabilità dei governanti\, affinché scelgano “il disarmo dei cuori e delle armi” e si impegnino per la giustizia e il dialogo. \nUn pensiero particolare è rivolto ai popoli colpiti dai conflitti\, in particolare in Ucraina e in Terra Santa\, così come a tutte le vittime della violenza e della guerra\, perché ogni sofferenza trovi consolazione e ogni lacrima sia asciugata. Nella notificazione qui di seguito il testo integrale della preghiera dei fedeli da inserire nelle celebrazioni. \nPreghiera per la pace
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SUMMARY:Lunedì dell'Angelo
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SUMMARY:Ottava di Pasqua
DESCRIPTION:L’Ottava di Pasqua è costituita dagli otto giorni (Ottava) che seguono la Pasqua\, festa compresa. L’usanza di ampliare la festa di Pasqua nei sette giorni seguenti è già ebraica\, ed è presente nella celebrazione degli Azzimi (Es 12\,15.19 ecc.). \nL’apparizione pasquale di Cristo all’ottavo giorno dalla risurrezione (Gv 20\,26) ha certamente contribuito alla formazione dell’Ottava di Pasqua. \nSeguendo l’uso ebraico\, la Chiesa ha sempre considerato la settimana pasquale come un unico giorno di festa. La celebrazione della Domenica di Pasqua (primo giorno dell’Ottava) iniziò quando la Veglia Pasquale iniziò a terminare più presto\, verso mezzanotte o poco dopo. L’antica Veglia si concludeva invece poco prima dell’alba: fino al tempo di Papa Siricio (384-399) a Roma non si celebrava altra Eucaristia pasquale che quella che chiudeva la Vigilia. Sant’Agostino definisce la celebrazione dell’Ottava di Pasqua Ecclesiae consuetudo (“consuetudine della Chiesa”). \nIn riferimento al Battesimo amministrato nella Veglia Pasquale\, il settenario pasquale era dedicato soprattutto alla catechesi mistagogica rivolta ai nuovi battezzati. Le catechesi di Sant’Ambrogio ne sono una testimonianza. \nIl Sacramentario Gelasiano (V secolo) testimonia una Celebrazione Eucaristica In dominico Paschae (“nella domenica di Pasqua”)\, della quale pone i formulari dopo quelli della Messa della notte. Tale Messa assunse forme sempre più solenni e\, fino al 1952\, costituì il vertice dell’Anno Liturgico. \nNel VII secolo\, a Roma\, si cantavano i Vespri pasquali\, caratterizzati da molteplici Alleluia. Le orazioni sono conservate nel Sacramentario Gregoriano; esse vengono descritte in maniera particolareggiata nell’Ordo XXVII dell’VIII secolo. \nIl Sacramentario Gelasiano attesta che l’Ottava di Pasqua terminava con il sabato. Fu all’epoca di San Gregorio Magno che si trasferì la sua conclusione alla domenica\, e il Sacramentario Gregoriano intitola questa domenica: Dominica post Albas. La denominazione Dominica in Albis è posteriore. \nIl Messale precedente alla riforma liturgica indicava le stazioni giornaliere delle celebrazioni. Nel Messale del Vaticano II tali indicazioni sono state eliminate. Il Messale attuale riporta una celebrazione propria per ciascun giorno dell’Ottava di Pasqua. La prima lettura è sempre tratta dagli Atti degli Apostoli; il Vangelo narra i fatti della Pasqua. \nLunedì\, detto anche Lunedì dell’Angelo: vengono presentati i testimoni della risurrezione (At 2\,14-32)\, e si descrive l’incontro del Risorto con le pie donne\, cui è affidato il compito di annunciare ai discepoli lo straordinario evento della risurrezione di Gesù (Mt 28\,8-15). \nMartedì: Pietro esorta tutti alla conversione e al Battesimo nella fede in Cristo risorto (At 2\,36-41 )\, e si narra l’apparizione di Gesù alla Maddalena (Gv 20\,11-18). \nMercoledì: Pietro guarisce lo storpio alla porta del Tempio di Gerusalemme (At 3\,1-10 )\, e Gesù si fa riconoscere dai discepoli di Emmaus (Lc 24\,13-35). \nGiovedì: Pietro parla dell’uccisione dell’autore della vita per sottolineare che Dio l’ha risuscitato dai morti (At 3\,11-26)\, e il Vangelo attesta che l’annuncio dei profeti si è realizzato nella risurrezione di Cristo al terzo giorno (Lc 24\,35-48). \nVenerdì: Pietro annuncia che solo in Gesù c’è salvezza (At 4\,1-12)\, e si narra l’apparizione di Gesù risorto sulle rive del lago di Tiberiade (Gv 21\,1-14). \nSabato: di fronte alla violenza del sinedrio gli apostoli affermano il dovere dell’annuncio pasquale (At 4\,13-21)\, e Gesù invia i suoi discepoli in tutto il mondo (Mc 16\,9-15). \nL’espressione Ottava di Pasqua indica anche l’ultimo giorno dell’ottava. Questo viene chiamato in modi differenti secondo i periodi storici e secondo le varie tradizioni cristiane: Domenica II di Pasqua è la dizione più semplice\, che fa riferimento al fatto che questa domenica segue la Prima Domenica di Pasqua che è la stessa solennità pasquale. \nDomenica in Albis (letteralmente: “domenica in cui le bianche [vesti vengono deposte]”). Nei primi secoli della Chiesa il battesimo era amministrato nella solenne Veglia Pasquale\, la notte di Pasqua\, ed i battezzati indossavano una tunica bianca che portavano poi per tutta la settimana successiva\, fino alla domenica dopo Pasqua\, detta perciò domenica in cui si depongono le bianche vesti. \nFesta della Divina Misericordia: tale festa è stata istituita per essere celebrata in tale data nel 2000 da papa Giovanni Paolo II. Domenica di san Tommaso: la Chiesa ortodossa usa questo nome perché viene letto in questa domenica il brano evangelico in cui si parla dell’incredulità di san Tommaso (Gv 20\,26-29). Anche la Chiesa cattolica legge tale Vangelo in questa domenica. Quasimodogeniti: la Chiesa Luterana usa questo nome preso dall’antifona iniziale del servizio religioso.
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SUMMARY:Domenica di Pasqua\, solenne pontificale nella Concattedrale di Bovino
DESCRIPTION:“Resurrexit\, sicut dixit“. L’annuncio pasquale risuona oggi nella Chiesa: Cristo è risorto\, egli vive al di là della morte\, è il Signore dei vivi e dei morti. Nella «notte più chiara dei giorno» la parola onnipotente di Dio che ha creato i cieli e la terra e ha formato l’uomo a sua immagine e somiglianza\, chiama a una vita immortale l’uomo nuovo\, Gesù di Nazaret\, figlio di Dio e figlio di Maria. \nIn questo giorno di festa\, l’Arcivescovo presiederà un solenne pontificale nella basilica Concattedrale di Bovino\, alle ore 11:30. \nPasqua è annuncio del fatto della risurrezione\, della vittoria sulla morte\, della vita che non sarà distrutta. Fu questa la realtà testimoniata dagli apostoli; ma l’annuncio che Cristo è vivo deve risuonare continuamente. La Chiesa\, nata dalla Pasqua di Cristo\, custodisce questo annuncio e lo trasmette in vari modi ad ogni generazione: nei sacramenti lo rende attuale e contemporaneo ad ogni comunità riunita nel nome dei Signore; con la propria vita di comunione e di servizio si sforza di testimoniano davanti al mondo.
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SUMMARY:Solenne Veglia Pasquale presieduta dall'Arcivescovo in Cattedrale
DESCRIPTION:Per antichissima tradizione questa è «la notte di veglia in onore dei Signore» (Es 12\,42)\, giustamente definita «la veglia madre di tutte le veglie» (s. Agostino). In questa notte il Signore «è passato» per salvare e liberare il suo popolo oppresso dalla schiavitù; in questa notte Cristo «è passato» alla vita vincendo la grande nemica dell’uomo\, la morte; questa notte è celebrazione-memoriale del nostro «passaggio» in Dio attraverso il battesimo\, la confermazione e l’eucaristia. Vegliare è un atteggiamento permanente della Chiesa che\, pur consapevole della presenza viva dei suo Signore\, ne attende la venuta definitiva\, quando la Pasqua si compirà nelle nozze eterne con lo Sposo e nel convito della vita (cf Ap 19\,7-9). \nIn questo clima\, l’Arcivescovo di Foggia-Bovino\, mons. Giorgio Ferretti presiederà la solenne Veglia Pasquale nella basilica Cattedrale di Foggia con inizio alle ore 22:30. Durante la celebrazione\, l’Arcivescovo amministrerà i sacramenti dell’iniziazione cristiana ad alcuni giovani e adulti. \nPasqua di Risurrezione 2026 – Libretto Veglia Pasquale e i.c. adulti \nQuesta liturgia non è coreografia\, né vuoto ricordo\, ma presenza viva\, nei segni\, dell’evento cardine della salvezza: la morte-risurrezione del Signore. Si può dire che per la Chiesa che celebra è sempre Pasqua\, ma la ricorrenza annuale ha un’intensità ineguagliabile perché\, in ragione della solennità\, «ci rappresenta quasi visivamente il ricordo dell’evento» (s. Agostino). La successione dei simboli di cui è intessuta la Veglia esprime bene il senso della risurrezione di Cristo per la vita dell’uomo e del mondo. \nLiturgia della luce: il mondo della tenebra è attraversato dalla Luce\, il Cristo risorto\, in cui Dio ha realizzato in modo definitivo il suo progetto di salvezza. In lui\, primogenito di coloro che risorgono dai morti (Col 1\,18)\, si illumina il destino dell’uomo e la sua identità di «immagine e somiglianza di Dio» (Gn 1\,26-27); il cammino della storia si apre alla speranza di nuovi cieli e nuove terre dischiusa da questa irruzione del divino nell’umano. I catecumeni e battezzati\, che la tradizione cristiana ha definito «illuminati»: per la loro adesione vitale a Cristo-Luce\, sanno che la loro esistenza è radicalmente cambiata. Dio li «ha chiamati dalle tenebre alla sua luce ammirabile» (1 Pt 2\,9) e davanti a loro ha dischiuso un orizzonte di vita e di libertà. Ecco perché si innalza il «canto nuovo» (il preconio\, il gloria\, l’alleluia) come ricordo delle meraviglie operate dal Signore nella nostra storia di «salvati»\, e come rendimento di grazie per una vita di luce\, \nLiturgia della Parola: le 7 letture dell’Antico Testamento sono un compendio della storia della salvezza. Già la quaresima (cf la prima lettura di ogni domenica nei tre cicli) aveva sottolineato che il battesimo è inserimento in questa grande «storia» attuata da Dio fin dalla creazione. Nella consapevolezza che la Pasqua di Cristo tutto adempie e ricapitola\, la Chiesa medita ciò che Dio ha operato nella storia. Quella serie di eventi e di promesse vanno riletti come realtà che sempre si attuano nell’ «oggi» della celebrazione; sono dono e mèta da perseguire continuamente. \nLiturgia battesimale: il popolo chiamato da Dio a libertà\, deve passare attraverso un’acqua che distrugge e rigenera. Come Israele nel Mar Rosso\, anche Gesù è passato attraverso il mare della morte e ne è uscito vittorioso. Nelle acque del battesimo è inghiottito il mondo del peccato e riemerge la creazione nuova. L’acqua\, fecondata dallo Spirito\, genera il popolo dei figli di Dio: un popolo di santi\, un popolo profetico\, sacerdotale e regale. Con i nuovi battezzati\, tutta la Chiesa fa memoria dei suo passaggio pasquale\, e rinnova nelle «promesse battesimali» la propria fedeltà al dono ricevuto e agli impegni assunti in un continuo processo di rinnovamento\, di conversione e di rinascita (cf Rm 6\,3.11 e colletta). \nLiturgia eucaristica: è il vertice di tutto il cammino quaresimale e della celebrazione vigiliare. Il popolo rigenerato nel battesimo per la potenza dello Spirito\, è ammesso al convito pasquale che corona la nuova condizione di libertà e riconciliazione. Partecipando al corpo e al sangue del Signore\, la Chiesa offre se stessa in sacrificio spirituale per essere sempre più inserita nella pasqua di Cristo. Egli rimane per sempre con i suoi nei segni del suo donami perché essi imparino a passare ogni giorno da morte a vita nella carità (cf oraz. dopo la com.). \nDentro la struttura e i simboli della celebrazione è possibile leggere il paradigma dell’esistenza cristiana nata dalla Pasqua. Luce\, Parola\, Acqua\, Convito sono le realtà costitutive e i punti di riferimento essenziali della vita nuova: uscito dal mondo tenebroso del peccato\, il cristiano è chiamato ad essere portatore di luce (cf Ef 5\,8; Col 1\,12.13); a perseverare nell’ascolto di Cristo morto e risorto\, Parola definitiva della storia; a vivere sotto la guida dello Spirito la vocazione battesimale; ad annunciare e a testimoniare nel dono di sé quel mistero di cui l’eucaristia celebra il memoriale.
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SUMMARY:Venerdì Santo: ostensione straordinaria della Sacra Spina in Concattedrale
DESCRIPTION:Un Venerdì Santo di intensa spiritualità e preghiera attende la comunità di Bovino\, che il prossimo 3 aprile 2026 vivrà uno dei momenti più significativi dell’anno liturgico con un programma ricco di celebrazioni e segni profondi di fede. \nNel cuore del Venerdì Santo\, giornata in cui la Chiesa fa memoria della Passione e morte di Cristo\, le comunità parrocchiali cittadine si ritroveranno nella basilica Concattedrale per la solenne celebrazione della Passione del Signore\, prevista alle ore 16\, seguita dall’adorazione della Croce\, gesto centrale che richiama i fedeli al mistero del sacrificio del Redentore. \n \nAlle ore 17 prenderà avvio la Novena alla Divina Misericordia\, un cammino di preghiera che accompagnerà i fedeli nei giorni successivi alla Pasqua\, invitando alla riflessione sulla misericordia di Dio e sulla speranza che nasce dalla Risurrezione. \nMomento particolarmente atteso sarà\, alle ore 19\, la tradizionale processione del Gesù Morto e della Madonna Addolorata\, che attraverserà le vie della città. Quest’anno\, a rendere ancora più significativo l’evento\, sarà l’ostensione straordinaria della Sacra Spina\, preziosa reliquia legata alla Passione di Cristo\, proposta come segno di preghiera per la pace nel mondo. \nLa processione partirà dalla chiesa dell’Annunziata\, coinvolgendo fedeli\, confraternite e cittadini in un percorso che unisce devozione\, tradizione e identità comunitaria. Un appuntamento che\, ancora una volta\, si conferma non solo espressione di fede\, ma anche momento di forte coesione per l’intera comunità bovinese\, chiamata a vivere insieme il mistero del dolore e della speranza.
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SUMMARY:Azione liturgica della Passione del Signore e Via Crucis cittadina
DESCRIPTION:Il Venerdì Santo è il giorno in cui si celebra la crocifissione e morte di Gesù. È il secondo giorno del Triduo Pasquale. In questo giorno non si celebra l’Eucaristia. La Chiesa celebra solamente l’Azione liturgica della Passione del Signore\, composta dalla Liturgia della Parola\, dall’adorazione della croce e dai Riti di Comunione. \nÈ giorno di digiuno e astinenza dalle carni. In mattinata viene continuata\, pur se senza solennità\, l’adorazione eucaristica all’Altare della Reposizione. Nella basilica Cattedrale di Foggia\, l’Arcivescovo presiederà la solenne Azione Liturgica alle ore 16:30. \nNotificazione Via Crucis cittadina 2026 \nVia Crucis e processione dei “misteri”: info e logistica\nL’edizione della Via Crucis di quest’anno avrà un significato particolare: il pio esercizio sarà animato in collaborazione con l’Ufficio Missionario Diocesano e sarà dedicato alla memoria dei missionari martiri che hanno sacrificato la vita per il Vangelo nel mondo. \nLa celebrazione inizierà alle ore 18:30 con l’uscita delle statue dei “misteri” dalla cripta della basilica Cattedrale. La processione si snoderà per le vie del centro storico col seguente itinerario: piazza De Santis\, via Arpi\, via Fuiani\, corso Garibaldi\, corso Vittorio Emanuele II\, corso Cairoli\, via Dante Alighieri\, corso Garibaldi. \nAl termine del percorso\, in piazza XX Settembre\, mons. Ferretti rivolgerà il suo tradizionale messaggio alla Città e benedirà i fedeli con le reliquie della Passione. Dopo la benedizione\, l’incontro tra il simulacro dell’Addolorata e del Cristo morto. \nPer garantire il corretto svolgimento della Via Crucis e la sicurezza dei fedeli\, l’accesso ai piazza XX Settembre sarà regolamentato in varchi. I fedeli potranno entrare a partire dalle ore 18.00 attraverso varchi specifici suddivisi per settori: \n– accesso da via Angiolillo e Vicolo Palazzo\n– accesso da Corso Garibaldi (lato Palazzo Dogana)\n– accesso da Corso Garibaldi (lato via Dante)\n– accesso Disabili e Stampa: esclusivamente da Corso Cairoli (per i disabili in carrozzino è consentito un solo accompagnatore). \nPer favorire uno svolgimento sereno di tale momento\, si prega di attenersi alle indicazioni del personale preposto\, del servizio di sicurezza e della protezione civile. \nLibretto Via Crucis e processione Venerdì Santo 2026 \nLa Via Crucis cittadina si concluderà in piazza XX Settembre dove l’Arcivescovo pronuncerà il suo discorso alla Città e benedirà i fedeli presenti con la reliquia della Santa Croce. Quindi avrà luogo l’incontro fra l’Addolorata e il Cristo morto. \nLa liturgia del Venerdì Santo\nNel pomeriggio del Venerdì Santo si svolge l’Azione liturgica della Passione del Signore\, detta in Passione Domini\, o anche “Liturgia dei Presantificati”\, che ha origini molto antiche (VII secolo)\, ed è presente anche nel Rito bizantino\, come una delle tre tipologie di Divina Liturgia. Tale liturgia si articola in tre parti: la Liturgia della parola\, l’Adorazione della Santa Croce e la Santa Comunione con i Presantificati. \nLa Colletta “pro Terra Santa” del Venerdì Santo 2026
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SUMMARY:Messa "in Coena Domini"
DESCRIPTION:La Messa in Coena Domini è la Celebrazione Eucaristica della sera del Giovedì Santo. Con essa inizia il solenne Triduo Pasquale. In essa si fa memoria dell’Ultima Cena consumata da Gesù prima della sua Passione\, e si commemorano l’istituzione dell’Eucarestia e del Sacerdozio Ministeriale. La celebrazione termina con la processione con cui si porta l’Eucaristia all’Altare della reposizione appositamente preparato per l’Adorazione dei fedeli. \nL’Arcivescovo presiederà questa solenne celebrazione\, col tradizionale e suggestivo rito della lavanda dei piedi\, alle ore 19:00 nella chiesa parrocchiale di Sant’Alfonso Maria de’ Liguori\, nel quartiere Candelaro di Foggia. Al termine\, avrà inizio l’Adorazione Eucaristica. \nLibretto Messa in Coena Domini – Giovedì Santo 2026  \nIl rito della lavanda dei piedi\nIl Rito Romano fa memoria anche del comandamento dell’amore. A suggello di ciò si svolge il rito della lavanda dei piedi\, ripetendo il gesto che Gesù stesso fece dopo l’Ultima Cena. \nLa liturgia della Parola di questa messa consta dei seguenti testi: Esodo 12\,1-8.11-14; Salmi 115; 1Corinzi 11\,23-26; Giovanni 13\,1-15.  La Messa ha alcune particolarità: al Gloria si suonano i campanelli (in chiesa) e le campane a festa. Dopo di ciò le campane non vengono più suonate fino al Gloria della Veglia Pasquale\, nella notte fra il Sabato Santo e il giorno di Pasqua\, per sottolineare con il silenzio l’attesa della gioia pasquale. \nDopo l’omelia si svolge la lavanda dei piedi: il sacerdote\, tolte le vesti liturgiche (esclusa la stola) e indossato il Gremiale\, lava i piedi a dodici persone che rappresentano i dodici apostoli. \nIl pane da consacrare deve essere in quantità sufficiente perché ci sia Eucaristia anche per l’indomani\, il Venerdì Santo\, giorno in cui non si celebra la Messa\, ma solo la Celebrazione della Passione del Signore. La comunione si può amministrare sotto le due specie\, e deve essere distribuita interamente da quanto è stato consacrato in questa stessa Messa.
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SUMMARY:Solenne Messa Crismale in Cattedrale presieduta dall’Arcivescovo
DESCRIPTION:Mercoledì 1 aprile\, alle ore 18:30\, nella basilica Cattedrale\, l’Arcivescovo Ferretti presiederà la solenne Messa Crismale concelebrata da tutto il clero diocesano\, con il rito di consacrazione degli Oli Santi: il Crisma\, l’Olio dei Catecumeni e l’Olio degli Infermi. \nI contenitori degli Oli Santi vuoti\, puliti e forniti del nome della parrocchia di provenienza\, dovranno essere consegnati entro e non oltre le ore 17:45 presso la sacrestia della basilica Cattedrale. Al termine della celebrazione potranno essere ritirati presso la Cripta. \nNotificazione Messa del Crisma 2026 \nÈ opportuno che gli Oli benedetti dal Vescovo siano presentati e accolti dalla comunità parrocchiale. Alla Messa in Coena Domini\, il presbitero porta le ampolle degli Oli benedetti durante la processione d’ingresso. Deposti in presbiterio\, gli Oli vengono incensati insieme all’altare. \nQuindi il sacerdote dopo il saluto\, prima di introdurre la liturgia del giorno\, dice alcune brevi parole sull’avvenuta benedizione degli Oli e sul loro significato e poi depone le ampolle nel luogo adatto loro riservato. La Messa poi prosegue come al solito (cfr. BODCA\, 28). In allegato alla presente è possibile trovare un piccolo sussidio guida per tale momento celebrativo. \nQuesta Messa vuole significare l’unità della Chiesa locale raccolta intorno al proprio Vescovo. Nella messa del Crisma tutti i presbiteri rinnovano le promesse fatte nel giorno della loro Ordinazione. In questo giorno non viene celebrata alcun’altra Messa in nessuna parrocchia o chiesa della Diocesi. \nLibretto Messa del Crisma 2026 \nLa riforma liturgica seguita al Concilio Vaticano II ha fatto della Messa Crismale una giornata sacerdotale\, con la riunione del presbiterio della Diocesi attorno al proprio Vescovo\, la rinnovazione delle promesse sacerdotali e la concelebrazione\, a sottolineare l’unità del Sacerdozio Ministeriale. Le letture di questa Messa sono centrate sulle caratteristiche che distinguono chi è stato scelto per assolvere le funzioni sacerdotali.
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SUMMARY:Settimana Santa 2026
DESCRIPTION:Resurréxit Dóminus a mórtuis\, sicut díxerat. La Chiesa di Foggia-Bovino si prepara a vivere il momento più intenso e significativo dell’anno liturgico: la Settimana Santa. In queste ore l’Ufficio Liturgico ha reso noto il programma delle celebrazioni che saranno presiedute dall’Arcivescovo Ferretti tra Foggia e Bovino. \nUn cammino di fede\, dalla Domenica delle Palme fino alla Pasqua di Risurrezione\, nel quale viene coinvolta l’intera comunità diocesana in un itinerario spirituale scandito da liturgie solenni\, processioni e momenti di preghiera. \n \nSi parte domenica 29 marzo con la celebrazione della Domenica delle Palme e della Passione del Signore: alle ore 10:30 la benedizione delle palme in piazza Cesare Battisti\, assieme alle parrocchie di San Francesco Saverio e San Giovanni Battista e la comunità ucraina di rito bizantino. Segue la processione verso la Cattedrale\, dove l’Arcivescovo presiederà la Santa Messa. \nMercoledì 1 aprile\, alle ore 18:30\, nella basilica Cattedrale\, la solenne Messa Crismale concelebrata da tutto il clero diocesano. \nIl Triduo Pasquale entrerà nel vivo giovedì 2 aprile\, con la Messa in Coena Domini\, che l’Arcivescovo presiederà in Cattedrale alle ore 19:00. Durante la celebrazione sarà ripetuto il gesto della lavanda dei piedi così come lo compì Gesù durante l’ultima cena. Seguirà la lunga notte di veglia e preghiera davanti al tabernacolo. \nVenerdì 3 aprile\, alle ore 16:30\, sarà celebrata la liturgia della Passione del Signore dall’Arcivescovo\, in Cattedrale. Alle 18:30 prenderà il via la tradizionale Via Crucis cittadina con la processione delle statue dei “misteri”. La processione attraverserà alcune delle principali vie del centro. La celebrazione si concluderà in piazza XX Settembre con il messaggio dell’Arcivescovo e il suggestivo incontro fra l’Addolorata e il Cristo morto. \nSabato 4 aprile\, alle ore 9:00\, si terrà l’Ufficio delle Letture e delle Lodi mattutine con la partecipazione delle parrocchie di San Francesco Saverio\, San Giovanni Battista e Santi Guglielmo e Pellegrino\, in attesa della Veglia Pasquale\, cuore dell’intero anno liturgico\, che sarà presieduta da mons. Ferretti alle ore 22:30\, in Cattedrale. Durante la Veglia l’Arcivescovo amministrerà i sacramenti dell’iniziazione cristiana. \nIl culmine sarà domenica 5 aprile\, giorno di Pasqua\, con la Santa Messa pontificale presieduta dall’Arcivescovo alle ore 11:30 nella Concattedrale di Bovino. \nUn programma che invita tutta la comunità a riscoprire il senso profondo della Pasqua: dalla sofferenza della croce alla gioia della Risurrezione\, in un percorso di fede\, speranza e rinnovamento. \nLa Settimana Santa\nLa Settimana Santa è la settimana nella quale si celebrano gli eventi di Fede correlati agli ultimi giorni di Gesù\, comprendenti in particolare la sua Passione\, Morte e Risurrezione. Inizia con la Domenica delle Palme e culmina nella celebrazione della Pasqua. I riti della Settimana Santa sono celebrati con solennità e allo stesso modo in tutte le chiese del mondo cristiano. \nLa Settimana Santa si apre con la Domenica delle Palme. In essa si celebra l’entrata trionfale di Gesù a Gerusalemme\, acclamato come Messia e figlio di Davide. Durante la Messa viene letto il racconto della Passione secondo l’Evangelista corrispondente all’Anno Liturgico che si sta vivendo. \nIl Lunedì\, Martedì e Mercoledì Santo la Chiesa contempla in particolare il tradimento di Giuda. La prima lettura della Messa presenta i primi tre canti del Servo del Signore che si trovano in Isaia 42\,1-9\, 49\,1-6 e 50\,4-11. \nDurante la mattinata del Giovedì Santo non si celebra l’Eucarestia nelle parrocchie\, perché viene celebrata un’unica Messa\, detta Messa del Crisma\, in ogni Diocesi\, in Cattedrale. Tale Messa è presieduta dal Vescovo insieme a tutti i suoi presbiteri e diaconi. In questa Messa vengono consacrati gli Oli santi e i presbiteri rinnovano le promesse effettuate al momento della loro ordinazione. \nCon la Messa in Coena Domini\, celebrata verso sera\, inizia il solenne Triduo Pasquale. Prima dell’inizio vengono spogliati gli altari: essi restano senza ornamenti\, i tabernacoli rimangono vuoti e aperti; vengono anche velate le croci e le campane rimangono silenti. \nIl solenne Triduo Pasquale della Passione\, Morte e Risurrezione di Cristo viene aperto con la Messa nella quale si ricorda l’Ultima Cena di Gesù\, l’istituzione dell’Eucarestia e del Sacerdozio ministeriale e si ripete il gesto simbolico della lavanda dei piedi effettuato da Cristo. Al termine l’Eucaristia viene riposta nell’Altare della Reposizione\, davanti al quale i fedeli permangono in adorazione. \nIl Venerdì Santo è il giorno in cui si celebra la morte di Gesù sulla Croce. La Chiesa celebra verso le tre del pomeriggio una solenne liturgia divisa in tre parti: \n– La Liturgia della Parola\, con la lettura del quarto canto del servo del Signore (Is 52\,13-53\,12 )\, dell’Inno cristologico della lettera ai Filippesi (2\,6-11) e della Passione secondo Giovanni.\n– L’Adorazione della Croce.\n– La santa Comunione con le ostie consacrate la sera del Giovedì Santo. Per antica tradizione\, infatti\, in questo giorno non si celebra la Messa. \nIl Venerdì Santo è tradizione effettuare\, in molti posti per le strade\, il pio esercizio della Via Crucis. Si pratica il digiuno e ci si astiene dalle carni come forma di partecipazione alla Passione e Morte del Signore. \nIl Sabato Santo è tradizionalmente giorno senza liturgia: non si celebra l’Eucaristia e la Comunione si porta solamente ai malati in punto di morte. Nella notte si celebra la solenne Veglia Pasquale\, che è la celebrazione più importante di tutto l’Anno Liturgico. \nIn essa si celebra la Resurrezione di Cristo attraverso la liturgia del fuoco: al fuoco nuovo si accende il cero pasquale\, che viene portato processionalmente in chiesa. La liturgia della Parola ripercorre con sette letture dell’Antico Testamento gli eventi principali della storia della salvezza\, dalla Creazione del mondo\, passando attraverso la liberazione del popolo d’Israele dalla schiavitù d’Egitto\, fino alla promessa della Nuova Alleanza. L’Epistola proclama la vita nuova in Cristo risorto e nel Vangelo si legge il racconto dell’apparizione degli Angeli alle Pie donne la mattina di Pasqua. \nSegue la liturgia battesimale\, nella quale tutti i fedeli rinnovano le promesse del proprio battesimo e vengono battezzati\, se ce ne sono\, i catecumeni che si sono preparati al Sacramento. La Liturgia Eucaristica si svolge come in tutte le Messe. \nLa Domenica di Resurrezione torna a riecheggiare la gioia della Veglia Pasquale. Tale gioia è ampliata nell’Ottava di Pasqua: la Chiesa celebra la pienezza di questo evento fondamentale per la durata di otto giorni\, concludendo la II domenica di Pasqua\, chiamata fin dall’antichità Domenica in Albis\, che Giovanni Paolo II ha voluto dedicare alla celebrazione della Divina Misericordia. \n  \n  \n 
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SUMMARY:Domenica delle Palme
DESCRIPTION:La Settimana Santa si apre con la Domenica delle Palme. In essa si celebra l’entrata trionfale di Gesù a Gerusalemme\, acclamato come Messia e figlio di Davide. Durante la Messa viene letto il racconto della Passione secondo l’Evangelista corrispondente all’Anno Liturgico che si sta vivendo. \nCome da tradizione\, alle ore 10:30\, mons. Ferretti presiederà il rito di benedizione delle palme e dei rami d’ulivo in piazza Cesare Battisti\, assieme alle parrocchie di San Francesco Saverio e San Giovanni Battista e la comunità ucraina di rito bizantino. Seguirà la processione verso la Cattedrale\, dove l’Arcivescovo presiederà la Santa Messa.
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