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SUMMARY:Anniversario mons. Nardella: Messa dell'Arcivescovo a San Marco in Lamis
DESCRIPTION:La comunità di San Marco in Lamis si appresta a vivere un momento di profonda spiritualità e memoria collettiva. Il prossimo 15 febbraio 2026 ricorrerà infatti il 50° anniversario della scomparsa del Servo di Dio mons. Matteo Nardella\, figura centrale per la fede e la storia religiosa del territorio. \nPer commemorare questo anniversario\, la Comunità Pastorale “San Bernardino – Maria SS. Addolorata” ha organizzato una solenne Celebrazione Eucaristica che si terrà domenica 15 febbraio alle ore 18:30 presso la chiesa di San Bernardino. A presiedere il rito sarà mons. Giorgio Ferretti\, Arcivescovo Metropolita di Foggia-Bovino\, a testimonianza dell’importanza che la figura di mons. Nardella continua a rivestire non solo per la città di San Marco in Lamis\, ma per l’intera Diocesi. \nMons. Matteo Nardella\, oggi Servo di Dio\, è ricordato per la sua instancabile opera pastorale e per la sua dedizione alla comunità. Questo 50° anniversario della sua nascita al cielo rappresenta un’occasione per i fedeli e per l’intera cittadinanza di riunirsi e riflettere sulla sua eredità spirituale. L’invito alla celebrazione è esteso a tutta la cittadinanza.
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SUMMARY:Esercizi spirituali della comunità del Seminario minore
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SUMMARY:“La sfida dell’amore”: l’Arcivescovo incontra le famiglie della diocesi
DESCRIPTION:Disinnescare l’incendio del conflitto e riscoprire la forza dell’amore come via di dialogo e di pace: questo il tema dell’incontro intitolato “La sfida dell’amore”. \nPromosso dall’Ufficio di Pastorale Familiare dell’Arcidiocesi di Foggia-Bovino\, l’appuntamento è fissato per venerdì 13 febbraio 2026 alle ore 20:00 presso la parrocchia Sant’Alfonso Maria de’ Liguori\, via Capitanata 17\, a Foggia\, dove l’Arcivescovo Ferretti incontrerà le famiglie del territorio per un momento di ascolto\, riflessione e condivisione. \nL’iniziativa si rivolge a coppie\, famiglie e nubendi\, invitati a confrontarsi sul tema del conflitto nelle relazioni affettive e familiari\, vissuto non come una minaccia ma come una sfida da affrontare con responsabilità\, dialogo e fiducia reciproca. Un’occasione preziosa per riflettere su come costruire relazioni autentiche e su come vivere la pace all’interno della famiglia\, riconosciuta come prima e fondamentale “casa di pace”. \nAttraverso la parola e la testimonianza dell’arcivescovo\, l’incontro intende offrire spunti concreti e uno sguardo di speranza\, capace di accompagnare le famiglie nelle difficoltà quotidiane e di valorizzarne il ruolo centrale nella vita della comunità. \nL’invito è aperto a tutti coloro che desiderano donarsi un momento privilegiato di crescita personale e relazionale\, riscoprendo il valore dell’amore come scelta consapevole e come cammino da percorrere insieme.
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SUMMARY:XXXIV Giornata Mondiale del Malato
DESCRIPTION:“La compassione del Samaritano: amare portando il dolore dell’altro”. Questo il tema scelto da Papa Leone XIV per la XXXIV Giornata Mondiale del Malato\, che la Chiesa celebra ogni anno l’11 febbraio\, giorno della memoria liturgica della Beata Vergine Maria di Lourdes e che quest’anno\, a carattere solenne\, sarà celebrata a Chiclayo\, in Perù\, diocesi in cui ha svolto il suo ministero come missionario e vescovo proprio Leone XIV. \nA livello diocesano\, questa Giornata si celebrerà l’11 febbraio alle ore 11:30 con una celebrazione eucaristica presso la chiesa San Giovanni di Dio del Policlinico “Riuniti” di Foggia. Un momento di preghiera e riflessione che sarà anche di incontro in un luogo altamente simbolico come il Policlinico\, dove quotidianamente si intrecciano storie di sofferenza\, speranza e dedizione. \nL’iniziativa si inserisce nel solco di una tradizione avviata nel 1992 da San Giovanni Paolo II\, che volle istituire questa giornata per sensibilizzare le comunità cristiane e la società civile sull’importanza di garantire assistenza umana\, spirituale e sanitaria ai malati\, valorizzando al tempo stesso il servizio svolto da medici\, infermieri\, operatori sanitari\, volontari e familiari. \nIl tema scelto per il 2026 richiama la parabola evangelica del Buon Samaritano\, simbolo di una prossimità concreta e partecipe. La compassione\, in questo contesto\, non è semplice sentimento\, ma impegno attivo: significa farsi carico della sofferenza altrui\, condividere il peso della malattia\, accompagnare con rispetto e tenerezza chi vive momenti di fragilità. \nLa Giornata Mondiale del Malato non è soltanto un appuntamento liturgico\, ma un invito a promuovere una cultura della cura che metta al centro la persona nella sua interezza. In un tempo segnato da nuove sfide sanitarie e sociali\, il richiamo alla compassione si traduce in attenzione concreta ai più fragili\, nel sostegno alle famiglie e nella valorizzazione di una sanità capace di coniugare competenza professionale e umanità. \nCon la celebrazione solenne di Chiclayo\, la Chiesa universale guarda all’America Latina e alla sua ricca tradizione di solidarietà. E come il buon Samaritano che si china sul ferito lungo la strada\, anche la comunità cristiana è chiamata a fermarsi davanti a chi soffre\, a farsi testimone evangelica di prossimità e di servizio verso i malati e i più fragili.
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SUMMARY:Formazione IRC: Corso su dialogo ed empatia
DESCRIPTION:Corso di formazione per gli Insegnanti di Religione Cattolica (IRC) promosso dall’Ufficio per l’Educazione\, la Scuola e l’Università dell’Arcidiocesi Metropolitana di Foggia-Bovino. Martedì 10 febbraio 2026\, alle ore 17:30\, presso il teatro della parrocchia “Ss. Guglielmo e Pellegrino” di Foggia\, si è tenuto l’incontro dal titolo “Gesù e l’altro: l’arte del dialogo e dell’empatia”. \n \nL’appuntamento si inserisce nel solco di una riflessione educativa e culturale che pone al centro il valore del dialogo come elemento essenziale del percorso formativo e relazionale. Ispirandosi al magistero della Chiesa e al pensiero espresso dalla Conferenza Episcopale Italiana\, l’iniziativa ha inteso offrire strumenti e spunti per una pratica educativa fondata sull’ascolto\, sulla fiducia e sulla costruzione di relazioni autentiche. \n“Gesù e l’altro” per scaricare le slide clicca qui \nRelatore dell’incontro è stato il prof. Francesco Piazzolla\, docente di Sacra Scrittura presso l’ISSRM “San Michele Arcangelo” di Foggia\, che ha guidato i presenti in una lettura biblica e pedagogica del tema\, mettendo in luce la figura di Gesù come modello di dialogo\, prossimità ed empatia verso l’altro. \nL’incontro è stato introdotto da don Giovanni Frisenna\, Direttore dell’Ufficio per l’Educazione\, la Scuola e l’Università dell’Arcidiocesi di Foggia-Bovino. Pur essendo destinato in modo particolare alla formazione dei docenti IRC\, l’evento è stato aperto a tutti\, configurandosi come un’occasione significativa di crescita personale e comunitaria per educatori\, operatori pastorali e per quanti sono interessati ai temi del dialogo e della relazione educativa. \n 
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SUMMARY:Marcia della Pace 2026
DESCRIPTION:L’Azione Cattolica Italiana è impegnata a riflettere sul messaggio per la Giornata Mondiale per la Pace di Papa Leone XIV: “La pace sia con tutti voi: verso una pace disarmata e disarmante” (leggi qui). Un richiamo al suo primo discorso da Pontefice che si sofferma sulla necessità di una pace non fondata sulla paura\, sulla minaccia o sugli armamenti ma proprio per questo capace di sciogliere i conflitti\, aprire i cuori e generare fiducia\, empatia e speranza. \nAnche l’Azione Cattolica diocesana ha predisposto un ricco evento di incontri e iniziative per sollecitare tutti i cristiani che la pace è un dono inestimabile. Gli incontri si stanno già svolgendo in ogni parrocchia la dov’è presente l’associazione. \n \nPer la vicaria di San Marco in Lamis l’appuntamento è per il 4 febbraio nella chiesa di Sant’Antonio abate\, alle ore 19:30 per una veglia di preghiera. Nella città di Foggia sabato 7 febbraio\, alle ore 16:00\, nella parrocchia di San Paolo apostolo si svolgerà un incontro pubblico con mons. Giovanni Ricchiuti\, Presidente nazionale di Pax Cristi. \nDomenica 8 febbraio\, sempre a Foggia\, nella parrocchia di San Giuseppe artigiano\, l’Arcivescovo Ferretti presiederà la Santa Messa alle ore 9:30. La celebrazione darà il via alla tradizionale “Marcia della Pace” per le vie della città che si concluderà in piazza Giordano.
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SUMMARY:Camminata contro la tratta di esseri umani
DESCRIPTION:Da dodici anni\, l’8 febbraio\, memoria liturgica di Santa Giuseppina Bakhita\, si celebra la Giornata Mondiale di Preghiera e Riflessione contro la Tratta di Esseri Umani. La data di tale Giornata\, voluta da Papa Francesco\, non è casuale: Bakhita è stata una delle vittime del commercio di esseri umani ma la sua figura rappresenta un faro di speranza per tutte quelle persone che ancora oggi sono vittime di questo vergognoso traffico che alimenta prostituzione\, commercio d’organi e caporalato. \nFoggia e Cerignola in cammino e preghiera contro la tratta di persone \n \nPer dire basta a tutto questo\, venerdì 6 febbraio\, alle ore 19:00\, la comunità diocesana è invitata a partecipare alla “Camminata contro la Tratta” che si svolgerà per le strade di Foggia. L’appuntamento è davanti all’Istituto Figliolia\, in via XXV aprile 74\, dove la lettura di uno stralcio della storia di Santa Bakhita darà avvio al cammino. Ci si dirigerà poi allo Slow park\, dove saranno presentate storie di persone vittime di tratta nel territorio di Capitanata. Dopo una sosta davanti la chiesa parrocchia di Santa Maria della Croce\, la marcia terminerà nel piazzale della Stazione con un gesto simbolico di cura e fraternità. A tutti i partecipanti\, infatti\, è chiesto di portare una sciarpa da regalare!
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SUMMARY:XXX Giornata della Vita Consacrata
DESCRIPTION:Il 2 febbraio 2026 la Chiesa cattolica celebra la XXX Giornata Mondiale della Vita Consacrata\, ricorrenza che coincide con la festa liturgica della Presentazione al Tempio del Signore e che invita il popolo di Dio a rendere grazie per il dono di religiose\, religiosi e consacrati presenti in ogni parte del mondo. Istituita da San Giovanni Paolo II nel 1997\, la Giornata rappresenta un momento privilegiato per riconoscere il valore spirituale\, ecclesiale e sociale di una vocazione fondata sul seguire Cristo più da vicino. \nNella nostra Arcidiocesi\, questa giornata vedrà il suo culmine con la celebrazione della Santa Messa presieduta dall’Arcivescovo Ferretti assieme ai religiosi e alle religiose che svolgono il loro ministero in terra di Capitanata. La celebrazione\, con la tradizionale benedizione delle candele\, avrà inizio alle ore 18:30 nella chiesa di San Domenico. Poi\, in processione\, religiosi\, religiose e Arcivescovo raggiungeranno la basilica Cattedrale per la celebrazione eucaristica. \nIn occasione di questo importante anniversario\, risuona con particolare forza il messaggio rivolto da Papa Leone XIV a religiose e religiosi durante l’Anno Santo appena concluso. In occasione del Giubileo della Vita Consacrata\, il Pontefice ha ribadito che “la Chiesa ha bisogno di voi”\, sottolineando la ricchezza e la diversità delle forme di consacrazione come dono essenziale per la vita ecclesiale. Una vita\, ha ricordato\, chiamata a “svegliare il mondo” attraverso una testimonianza gioiosa e radicata in Cristo. \nPapa Leone XIV ha insistito sull’importanza di una consacrazione che nasca dall’interiorità\, invitando religiosi e religiose a “ritornare al cuore”\, luogo in cui riscoprire l’intuizione originaria dei fondatori e rinnovare la fedeltà al proprio carisma. Solo una vita profondamente unita a Cristo\, ha affermato\, può diventare segno luminoso nel grande progetto di pace e di salvezza che Dio ha per l’umanità. \nAmpio spazio è stato dedicato anche ai temi della speranza\, della pace e della fraternità\, al centro del cammino giubilare vissuto dai consacrati come “pellegrini di speranza sulla via della pace”. In un mondo segnato da conflitti\, povertà e crisi ambientali\, la vita consacrata continua a essere presenza silenziosa ma incisiva accanto agli ultimi\, nella cura del creato e nella promozione della dignità di ogni persona. \nNel suo discorso\, il Papa ha inoltre richiamato con forza la dimensione della sinodalità\, indicando nei consacrati testimoni privilegiati di uno stile ecclesiale fondato sull’ascolto\, sul dialogo e sulla condivisione. Comunità spesso internazionali e interculturali\, gli istituti di vita consacrata sono chiamati a essere veri laboratori di comunione e profezia per tutta la Chiesa. \nLa XXX Giornata della Vita Consacrata è dunque un’occasione per rinnovare la gratitudine\, la preghiera e il sostegno verso uomini e donne che\, con scelte coraggiose e spesso nascoste\, continuano a scrivere una pagina significativa della storia della Chiesa. Come ha ricordato Papa Leone XIV\, “la speranza della vita consacrata non si fonda sui numeri o sulle opere\, ma su Colui nel quale è stata posta la fiducia: una speranza che non delude e che guarda al futuro con serenità”.
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SUMMARY:XLVIII Giornata Nazionale per la Vita 2026
DESCRIPTION:Ogni anno\, la prima domenica di febbraio\, in Italia si celebra la Giornata Nazionale per la Vita. Istituita dalla Conferenza Episcopale Italiana\, quella del 2026\, che si celebrerà domenica 1 febbraio\, è la 48ma ediziona. Per l’occasione\, la CEI ha pubblicato un messaggio\, che riportiamo di seguito in forma integrale\, sul tema “Prima i bambini!”. \n\n\n\nGuardatevi dal disprezzare qualcuno di questi piccoli;perché io vi dico che i loro angeli in cielovedono continuamente la faccia del Padre mio. (Mt 18\,10) \n\n\n\nL’accoglienza gentile e affettuosa di Gesù verso i piccoli sorprende i suoi contemporanei\, discepoli inclusi\, abituati a considerare assai poco i bambini. Eppure\, nella Scrittura il rapporto di Dio con il suo popolo è spesso paragonato a quello di una madre amorevole e di un padre premuroso verso i propri bimbi; il loro atteggiamento\, infatti\, “riflette il primato dell’amore di Dio\, che prende sempre l’iniziativa\, perché i figli sono amati prima di aver fatto qualsiasi cosa per meritarlo” (AL 166). Lasciarsi amare e servire con semplicità\, riconoscersi dipendenti senza imbarazzo\, attribuire primaria importanza alle leggi del cuore\, desiderare il bene… sono alcune delle lezioni che i bambini danno agli adulti e che Gesù presenta come condizioni per accogliere la novità del Vangelo: “In verità vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini\, non entrerete nel regno dei cieli” (Mt 18\, 3). Essi\, dunque\, non vanno mai disprezzati\, scartati\, subordinati perché proprio di loro il Creatore ha particolare cura. \n\n\n\nA questa visione evangelica dell’infanzia\, che ha condotto l’umanità intera a una considerazione progressivamente più rispettosa degli inizi della vita\, si ispira anche la nostra migliore cultura giuridica\, che evidenzia il “superiore interesse del minore”: in qualsivoglia situazione\, i bambini sono quelli che vanno prima di tutto accolti e protetti\, insieme alla loro famiglia\, in modo che possano crescere quanto più liberi e felici. Anche perché\, non di rado\, gli esiti di un’infanzia problematica sono alla radice di molti comportamenti negativi in età adulta. \n\n\n\nCiononostante\, le vite dei bambini vengono molto spesso asservite agli interessi dei grandi. Pensiamo ai tanti\, troppi\, bambini “vittime collaterali” delle guerre degli adulti: uccisi\, mutilati\, resi orfani\, privati della casa e della scuola\, ridotti alla fame\, come effetto di bombardamenti indiscriminati. \n\n\n\nPensiamo ai bambini-soldato\, rapiti e utilizzati come “carne da cannone” nei tanti conflitti che si combattono in varie parti del globo\, soprattutto in quelli “a bassa intensità”\, di cui quasi nessuno parla. Pensiamo ai bambini “fabbricati” in laboratorio per soddisfare i desideri degli adulti: a loro viene negato di poter mai conoscere uno dei genitori biologici o la madre che li ha portati in grembo. \n\n\n\nPensiamo ai bambini cui viene sottratto il fondamentale diritto di nascere\, probabilmente perché non risultano perfetti in seguito a qualche esame prenatale. Pensiamo ai bambini implicati nei casi di separazione e divorzio dei propri genitori\, a volte usati come strumenti di rivalsa sull’ex-coniuge. Pensiamo ai bambini fatti oggetto di attenzioni sessuali o alle bambine date precocemente in sposa\, spesso a uomini assai più grandi di loro. \n\n\n\nPensiamo ai bambini-lavoratori\, privati dell’infanzia perché inquadrati come manodopera a basso costo dai “caporali” di turno\, in contesti di degrado sociale e abbandono scolastico. Pensiamo ai bambini rapiti o dati indiscriminatamente in adozione nelle tristi operazioni di pulizia etnica. Pensiamo ai bambini coinvolti nelle violenze domestiche\, che li privano di uno o entrambi i genitori e li segnano profondamente. \n\n\n\nPensiamo ai bambini che i trafficanti di vite strappano per vile interesse alle proprie famiglie\, fino a espiantare i loro organi a vantaggio di chi può permettersi di pagarli. Pensiamo ai bambini costretti – non di rado da soli – a migrazioni faticose e pericolose\, con esiti a volte mortali\, per sfuggire ai conflitti\, agli impoverimenti e alle carestie spesso provocate dagli adulti. Pensiamo ai bambini indottrinati da un’educazione ideologica\, funzionale non alla loro crescita\, ma alla diffusione di idee che interessano questo o quell’altro gruppo di potere. \n\n\n\nPensiamo ai bambini maltrattati o abbandonati a loro stessi da genitori o educatori cui poco interessa il loro vero bene. In questi e altri casi l’interesse che prevale è quello dell’adulto\, cioè del più forte\, del più ricco\, del più istruito\, che può decidere anche della vita altrui e che è anche capace di mascherare il proprio egoismo dietro parole “politicamente corrette” e falsamente altruiste. \n\n\n\nA ben vedere\, la pace\, la libertà\, la democrazia\, la solidarietà non possono che iniziare dai più piccoli. Dove una società smarrisce il senso della generatività\, servendosi dei figli invece di servirli e donare loro la vita\, si imbarbariscono esponenzialmente anche le relazioni tra gli adulti – persone e comunità – dando spazio alla ricerca egoistica e violenta dei propri interessi. “Tanti bambini fin dall’inizio sono rifiutati\, abbandonati\, derubati della loro infanzia e del loro futuro. […] Che ne facciamo delle solenni dichiarazioni dei diritti dell’uomo e dei diritti del bambino\, se poi puniamo i bambini per gli errori degli adulti?” (AL 166). \n\n\n\nAvvertiamo la necessità di una maggiore attenzione ai piccoli anche nella nostra società italiana\, in cui l’imperante cultura individualista si esprime\, tra l’altro\, con una crisi di generatività che non riguarda solamente la fertilità\, ma pregiudica progressivamente la capacità degli adulti di mettersi a servizio dei piccoli. Può succedere che facciano rumore\, chiedano incessanti attenzioni\, condizionino la libertà dei grandi\, ma l’accoglienza dei loro limiti è paradigma dell’accoglienza dell’altro tout court\, mancando la quale svanisce ogni prospettiva di collettività solidale\, per dare spazio a una conflittualità incessante e distruttiva. Quando i bambini non sono amati\, con loro vengono scartati anche gli elementi più deboli della comunità\, cioè potenzialmente tutti\, nel momento in cui si manifestino anche nei soggetti “forti” fragilità o debolezze. \n\n\n\nAnche le comunità cristiane devono crescere nella cura dei bambini\, non solo proseguendo nell’impegno per estirpare e prevenire l’odiosa pratica degli abusi\, ma divenendo “casa accogliente” per loro nelle celebrazioni liturgiche\, nelle attenzioni alle varie povertà che li colpiscono\, nell’adozione di modalità adeguate alla loro età per l’annuncio della fede e nelle occasioni di vita comunitaria. “L’educazione alla fede sa adattarsi a ciascun figlio\, perché gli strumenti già imparati o le ricette a volte non funzionano. I bambini hanno bisogno di simboli\, di gesti\, di racconti. […] L’esperienza spirituale non si impone ma si propone alla loro libertà” (AL 288). Alle prime parole che un bambino si sente rivolgere dalla Chiesa nel giorno del Battesimo – “la nostra comunità ti accoglie” – deve seguire una reale dedizione di tempi\, spazi\, risorse alle esigenze dei piccoli e delle loro famiglie. \n\n\n\nCi sono tuttavia nella società e nella Chiesa moltissime persone e istituzioni che operano attivamente per custodire i bambini\, attraverso azioni di tutela e accoglienza delle maternità difficili e di protezione nelle situazioni di violenza\, nell’educazione\, nella risposta ai tanti bisogni e povertà delle famiglie numerose e dei piccoli\, nella prevenzione dello sfruttamento minorile nelle sue varie forme\, nel sostegno alla genitorialità\, nella sorveglianza degli ambiti che mettono a rischio l’integrità fisica\, morale e spirituale in età sempre più precoce. A costoro devono andare la riconoscenza e il sostegno di tutti\, perché il loro servizio – spesso gratuito – rende migliore il nostro mondo per tutti\, non solo per i più piccoli. A loro dobbiamo continuamente ispirarci\, per coltivare il senso di un autentico primato dei diritti dei bambini sugli interessi e le ideologie degli adulti. Si tratta di attuare una vera “conversione”\, nel duplice senso di “ritorno” e di “cambiamento”. \n\n\n\nRitorno a una cultura che riscopra il valore della generatività\, del “desiderio di trasmettere la vita” (SnC 9) e di servirla con gioia. Ogni persona che mette al mondo dei bambini o si occupa dei piccoli – genitori\, nonni\, insegnanti\, catechisti\, persone consacrate\, famiglie affidatarie – dovrebbe sentire la simpatia e la stima degli altri adulti\, perché il servizio al sorgere della vita è garanzia di bene e di futuro per tutti. \n\n\n\nCambiamento come abbandono delle cattive inclinazioni di una società narcisista e indifferente\, in cui gli adulti sono troppo occupati da loro stessi per fare davvero spazio ai bambini: ne nascono sempre di meno e sul loro futuro peseranno i debiti\, il degrado ambientale\, la solitudine e i conflitti che gli adulti producono\, incuranti del domani del mondo. \n\n\n\nLa Giornata per la Vita sia l’occasione per un serio esame di coscienza\, basato sul punto di vista dei piccoli nelle questioni che li riguardano (dal nascere\, al crescere\, all’essere felici…) e sostenuto dalla voce sincera dei bambini\, cui chiedere – una volta tanto – come vorrebbero che andassero le cose. \n\n\n\nGorizia\, 23 settembre 2025 \n\n\n\nIl Consiglio Episcopale Permanente della Conferenza Episcopale Italiana
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SUMMARY:Convegno assistenti diocesani AC
DESCRIPTION:Dal 26 al 29 gennaio\, a Foggia\, il Convengo degli Assistenti Diocesani di Azione Cattolica
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SUMMARY:VII Domenica della Parola di Dio
DESCRIPTION:Domenica 26 gennaio 2025 si celebra la VII Domenica della Parola di Dio. Istituita da Papa Francesco\, l’edizione di quest’anno ha come motto “La parola di Cristo abiti tra voi” (Col 3\,16). A livello diocesano\, la Domenica della Parola di Dio si celebra nelle singole parrocchie con iniziative e momenti di preghiera. \n\n\n\nPer l’occasione\, il Dicastero per l’Evangelizzazione – Sezione per le questioni fondamentali dell’evangelizzazione nel mondo ha creato un sussidio pastorale ad hoc che si presenta come un aiuto che si vuole offrire alle comunità parrocchiali e a quanti si raccolgono per la celebrazione della santa Eucarestia domenicale\, perché questa Domenica sia vissuta intensamente (clicca qui per leggere e scaricare il sussidio).
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SUMMARY:Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani
DESCRIPTION:Ogni anno dal 18 al 25 gennaio\, si celebra la Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani. Il tema scelto per l’edizione 2026\, tratto dalla Lettera agli Efesini – “Uno solo è il corpo\, uno solo è lo Spirito\, come una sola è la speranza alla quale Dio vi ha chiamati” (Ef 4\,4) – richiama con forza il valore dell’unità nella diversità\, fondamento del cammino ecumenico. \nLa Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani di quest’anno si arricchisce di uno straordinario evento: a Bari il 23 e 24 gennaio si terrà il primo “Simposio delle Chiese Cristiane in Italia” (clicca qui per saperne di più). Non sarà solo un incontro di preghiera\, ma anche un momento importante di confronto. \n \nIn un clima di fraternità\, i responsabili e i delegati delle Chiese Cristiane\, rifletteranno sulla “Via italiana del dialogo”\, confrontandosi sull’ecumenismo come via di pace\, come dono per lo spazio pubblico\, come cura della spiritualità\, e come sapienza delle differenze\, per tracciare dei cammini insieme a servizio del bene comune e della coesione sociale. \nLa nostra Diocesi sarà presente\, nei gruppi di laboratorio\, per donare il proprio contributo\, con il nostro Arcivescovo\, mons. Giorgio Ferretti\, e i tre rappresentanti del Consiglio delle Chiese Cristiane di Foggia: Pastore Maliq Meda\, Padre Joan Badescu ed Ennio Intiso.
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SUMMARY:Assemblea ordinaria della Conferenza Episcopale Pugliese
DESCRIPTION:L’Arcidiocesi di Foggia-Bovino\, in questi giorni\, è lieta di ospitare i lavori della Conferenza Episcopale Pugliese. Dal 12 al 14 gennaio\, infatti\, gli Arcivescovi e i Vescovi delle Diocesi di Puglia si sono dati appuntamento nel capoluogo foggiano per l’annuale sessione invernale. \nI presuli hanno visitato il Monastero del SS. Salvatore delle Monache Redentoriste in Foggia\, dove\, oltre a concelebrare l’Eucarestia\, si sono fermati in preghiera davanti le spoglie della Beata Maria Celeste Crostarosa. Non è mancata la tappa del borgo medievale di Bovino\, dove i vescovi pugliesi hanno potuto ammirare l’antica Concattedrale e le opere d’arte custodite presso il Museo diocesano situato nel Castello ducale
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SUMMARY:Epifania del Signore
DESCRIPTION:Martedì 6 gennaio 2026\, solennità dell’Epifania del Signore\, alle ore 17:30\, mons. Giorgio Ferretti presiede una solenne celebrazione eucaristica nella chiesa parrocchiale della Santissima Annunziata\, in San Marco in Lamis. Durante la funzione\, l’Arcivescovo conferirà l’ordinazione diaconale al seminarista Antonio Argentino
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SUMMARY:LIX Giornata Mondiale della Pace
DESCRIPTION:Un appello al “disarmo integrale” e la condanna della giustificazione religiosa di qualsiasi tipo di violenza sono i pilastri del messaggio che Papa Leone XIV ha redatto in occasione della Giornata Mondiale della Pace. Istituita da Paolo VI\, la Giornata Mondiale della Pace viene celebrata dalla Chiesa cattolica ogni anno il 1 gennaio. Quella odierna è la 59ma edizione. \nIl testo si intitola “La pace sia con tutti voi. Verso una pace disarmata e disarmante”. Un richiamo alle prime parole pronunciate dallo stesso Prevost in veste di Pontefice il giorno dell’elezione e che a distanza di mesi sono oramai parte del linguaggio quotidiano del Santo Padre: ogni discorso pubblico\, infatti\, Leone XIV lo inizia con le stesse parole che il Cristo risorto rivolse agli apostoli in giorno di Pasqua. \nSuddiviso in tre paragrafi\, il messaggio (il primo di Papa Leone per la Giornata Mondiale della Pace)\, è ricco di citazioni e frasi non solo di Sant’Agostino\, ma anche – e soprattutto – dall’enciclica Pacem in terris di Giovanni XXIII. Non mancano poi richiami ai testi sulla fratellanza del predecessore Francesco e alla Caritas in veritate\, enciclica di Benedetto XVI pubblicata nel 2009. \nNel testo\, il Santo Padre\, rifacendosi anche ai richiami di Leone XIII e all’enciclica Rerum novarum\, riflette sul peso che hanno oggi le macchine e l’IA nelle guerre che imperversano sul pianeta: “L’ulteriore avanzamento tecnologico e l’applicazione in ambito militare delle intelligenze artificiali hanno radicalizzato la tragicità dei conflitti armati”. \nPer il Vescovo di Roma nel mondo di oggi si va sempre più delineando “un processo di deresponsabilizzazione dei leader politici e militari\, a motivo del crescente ‘delegare’ alle macchine decisioni riguardanti la vita e la morte di persone umane. È una spirale distruttiva\, senza precedenti\, dell’umanesimo giuridico e filosofico su cui poggia e da cui è custodita qualsiasi civiltà”\, tuona Leone XIV\, che incalza: “Occorre denunciare le enormi concentrazioni di interessi economici e finanziari privati che vanno sospingendo gli Stati in questa direzione; ma ciò non basta\, se contemporaneamente non viene favorito il risveglio delle coscienze e del pensiero critico”. \nEcco perché il disarmo integrale\, rimarca il Successore di Pietro\, è “un servizio fondamentale che le religioni devono rendere all’umanità sofferente\, vigilando sul crescente tentativo di trasformare in armi persino i pensieri e le parole”. \nLeone XIV ricorda come quindi che già Giovanni XXIII introdusse tale prospettiva\, “che si può affermare soltanto attraverso il rinnovamento del cuore e dell’intelligenza”. Quindi il monito rivolto a Capi di Stato e altri leader religiosi: “Trascinare le parole della fede nel combattimento politico\, benedire il nazionalismo e giustificare religiosamente la violenza e la lotta armata” sono “forme di blasfemia”. \nIl Papa regnante richiama i credenti a “smentire attivamente\, anzitutto con la vita\, queste forme di blasfemia che oscurano il Nome Santo di Dio”. “Insieme all’azione\, è più che mai necessario coltivare la preghiera\, la spiritualità\, il dialogo ecumenico e interreligioso come vie di pace e linguaggi dell’incontro fra tradizioni e culture”\, l’indicazione del Pontefice\, unita all’auspicio affinché in tutto il mondo “ogni comunità diventi una casa della pace\, dove si impara a disinnescare l’ostilità attraverso il dialogo\, dove si pratica la giustizia e si custodisce il perdono”. \n“Oggi più che mai occorre mostrare che la pace non è un’utopia\, mediante una creatività pastorale attenta e generativa”\, la riflessione del Santo Padre\, che ammonisce ancora: “Quanti sono chiamati a responsabilità pubbliche nelle sedi più alte e qualificate\, considerino a fondo il problema della ricomposizione pacifica dei rapporti tra le comunità politiche su piano mondiale: ricomposizione fondata sulla mutua fiducia\, sulla sincerità nelle trattative\, sulla fedeltà agli impegni assunti. Scrutino il problema fino a individuare il punto donde è possibile iniziare l’avvio verso intese leali\, durature\, feconde”. \nInfine l’appello del Papa a seguire sempre e solo “la via disarmante della diplomazia\, della mediazione\, del diritto internazionale\, smentita purtroppo da sempre più frequenti violazioni di accordi faticosamente raggiunti\, in un contesto che richiederebbe non la delegittimazione\, ma piuttosto il rafforzamento delle istituzioni sovranazionali”. \n“Oggi\, la giustizia e la dignità umana sono più che mai esposte agli squilibri di potere tra i più forti”. In un tempo “di destabilizzazione e di conflitti\, occorre motivare e sostenere ogni iniziativa spirituale\, culturale e politica che tenga viva la speranza\, contrastando il diffondersi di atteggiamenti fatalistici\, come se le dinamiche in atto fossero prodotte da anonime forze impersonali e da strutture indipendenti dalla volontà umana”. \nSe infatti “il modo migliore per dominare e avanzare senza limiti e seminare la mancanza di speranza e suscitare la sfiducia costante\, benché mascherata con la difesa di alcuni valori”\, a una simile strategia “va opposto lo sviluppo di società civili consapevoli\, di forme di associazionismo responsabile\, di esperienze di partecipazione non violenta\, di pratiche di giustizia riparativa su piccola e su larga scala”\, come auspicava già Leone XIII. “Possa essere questo un frutto del Giubileo della Speranza\, che ha sollecitato milioni di esseri umani a riscoprirsi pellegrini e ad avviare in sé stessi quel disarmo del cuore\, della mente e della vita cui Dio non tarderà a rispondere adempiendo le sue promesse”\, conclude Leone XIV.
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SUMMARY:Solennità di Maria Madre di Dio
DESCRIPTION:Giovedì 1 gennaio 2026\, l’Arcivescovo Ferretti\, alle ore 19:00\, presiede la Santa Messa nella solennità di Maria Madre di Dio all’Incoronata\, in occasione della solennità titolare del Santuario.
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