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SUMMARY:Ottava di Pasqua
DESCRIPTION:L’Ottava di Pasqua è costituita dagli otto giorni (Ottava) che seguono la Pasqua\, festa compresa. L’usanza di ampliare la festa di Pasqua nei sette giorni seguenti è già ebraica\, ed è presente nella celebrazione degli Azzimi (Es 12\,15.19 ecc.). \nL’apparizione pasquale di Cristo all’ottavo giorno dalla risurrezione (Gv 20\,26) ha certamente contribuito alla formazione dell’Ottava di Pasqua. \nSeguendo l’uso ebraico\, la Chiesa ha sempre considerato la settimana pasquale come un unico giorno di festa. La celebrazione della Domenica di Pasqua (primo giorno dell’Ottava) iniziò quando la Veglia Pasquale iniziò a terminare più presto\, verso mezzanotte o poco dopo. L’antica Veglia si concludeva invece poco prima dell’alba: fino al tempo di Papa Siricio (384-399) a Roma non si celebrava altra Eucaristia pasquale che quella che chiudeva la Vigilia. Sant’Agostino definisce la celebrazione dell’Ottava di Pasqua Ecclesiae consuetudo (“consuetudine della Chiesa”). \nIn riferimento al Battesimo amministrato nella Veglia Pasquale\, il settenario pasquale era dedicato soprattutto alla catechesi mistagogica rivolta ai nuovi battezzati. Le catechesi di Sant’Ambrogio ne sono una testimonianza. \nIl Sacramentario Gelasiano (V secolo) testimonia una Celebrazione Eucaristica In dominico Paschae (“nella domenica di Pasqua”)\, della quale pone i formulari dopo quelli della Messa della notte. Tale Messa assunse forme sempre più solenni e\, fino al 1952\, costituì il vertice dell’Anno Liturgico. \nNel VII secolo\, a Roma\, si cantavano i Vespri pasquali\, caratterizzati da molteplici Alleluia. Le orazioni sono conservate nel Sacramentario Gregoriano; esse vengono descritte in maniera particolareggiata nell’Ordo XXVII dell’VIII secolo. \nIl Sacramentario Gelasiano attesta che l’Ottava di Pasqua terminava con il sabato. Fu all’epoca di San Gregorio Magno che si trasferì la sua conclusione alla domenica\, e il Sacramentario Gregoriano intitola questa domenica: Dominica post Albas. La denominazione Dominica in Albis è posteriore. \nIl Messale precedente alla riforma liturgica indicava le stazioni giornaliere delle celebrazioni. Nel Messale del Vaticano II tali indicazioni sono state eliminate. Il Messale attuale riporta una celebrazione propria per ciascun giorno dell’Ottava di Pasqua. La prima lettura è sempre tratta dagli Atti degli Apostoli; il Vangelo narra i fatti della Pasqua. \nLunedì\, detto anche Lunedì dell’Angelo: vengono presentati i testimoni della risurrezione (At 2\,14-32)\, e si descrive l’incontro del Risorto con le pie donne\, cui è affidato il compito di annunciare ai discepoli lo straordinario evento della risurrezione di Gesù (Mt 28\,8-15). \nMartedì: Pietro esorta tutti alla conversione e al Battesimo nella fede in Cristo risorto (At 2\,36-41 )\, e si narra l’apparizione di Gesù alla Maddalena (Gv 20\,11-18). \nMercoledì: Pietro guarisce lo storpio alla porta del Tempio di Gerusalemme (At 3\,1-10 )\, e Gesù si fa riconoscere dai discepoli di Emmaus (Lc 24\,13-35). \nGiovedì: Pietro parla dell’uccisione dell’autore della vita per sottolineare che Dio l’ha risuscitato dai morti (At 3\,11-26)\, e il Vangelo attesta che l’annuncio dei profeti si è realizzato nella risurrezione di Cristo al terzo giorno (Lc 24\,35-48). \nVenerdì: Pietro annuncia che solo in Gesù c’è salvezza (At 4\,1-12)\, e si narra l’apparizione di Gesù risorto sulle rive del lago di Tiberiade (Gv 21\,1-14). \nSabato: di fronte alla violenza del sinedrio gli apostoli affermano il dovere dell’annuncio pasquale (At 4\,13-21)\, e Gesù invia i suoi discepoli in tutto il mondo (Mc 16\,9-15). \nL’espressione Ottava di Pasqua indica anche l’ultimo giorno dell’ottava. Questo viene chiamato in modi differenti secondo i periodi storici e secondo le varie tradizioni cristiane: Domenica II di Pasqua è la dizione più semplice\, che fa riferimento al fatto che questa domenica segue la Prima Domenica di Pasqua che è la stessa solennità pasquale. \nDomenica in Albis (letteralmente: “domenica in cui le bianche [vesti vengono deposte]”). Nei primi secoli della Chiesa il battesimo era amministrato nella solenne Veglia Pasquale\, la notte di Pasqua\, ed i battezzati indossavano una tunica bianca che portavano poi per tutta la settimana successiva\, fino alla domenica dopo Pasqua\, detta perciò domenica in cui si depongono le bianche vesti. \nFesta della Divina Misericordia: tale festa è stata istituita per essere celebrata in tale data nel 2000 da papa Giovanni Paolo II. Domenica di san Tommaso: la Chiesa ortodossa usa questo nome perché viene letto in questa domenica il brano evangelico in cui si parla dell’incredulità di san Tommaso (Gv 20\,26-29). Anche la Chiesa cattolica legge tale Vangelo in questa domenica. Quasimodogeniti: la Chiesa Luterana usa questo nome preso dall’antifona iniziale del servizio religioso.
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SUMMARY:II Domenica di Pasqua\, festa della Divina Misericordia
DESCRIPTION:La Festa della Divina Misericordia\, chiesta da Cristo in una rivelazione privata a santa Faustina Kowalska\, si celebra dall’anno 2000 nella Seconda Domenica di Pasqua\, come stabilito da san Giovanni Paolo II. \nIn una rivelazione privata\, Gesù aveva comunicato a Santa Faustina per la prima volta il desiderio di istituire questa festa il 22 febbraio 1931\, a Płock\, quando le trasmise la Sua volontà riguardo all’immagine della Divina Misericordia: “Io desidero che vi sia una festa della Misericordia\, voglio che l’immagine che dipingerai con il pennello\, venga solennemente benedetta nella prima Domenica dopo Pasqua\, questa Domenica deve essere la festa della Misericordia”. \nNegli anni successivi Gesù ritornò a fare questa richiesta addirittura in altre quattordici apparizioni\, definendo con precisione il giorno della festa nel calendario liturgico della Chiesa\, la causa e lo scopo della sua istituzione\, il modo di prepararla e di celebrarla come pure le grazie ad essa legate. Il 24 settembre 1936 Gesù disse a santa Faustina: “Figlia Mia\, parla a tutto il mondo della Mia inconcepibile Misericordia. Desidero che la festa della Misericordia sia di riparo e rifugio per tutte le anime e specialmente per i poveri peccatori. In quel giorno sono aperte le viscere della Mia Misericordia\, riverserò tutto un mare di grazie sulle anime che si avvicinano alla sorgente della Mia Misericordia. L’anima che si accosta alla Confessione e all’Eucaristia\, riceve il perdono totale delle colpe e delle pene. Che nessuna anima tema ad avvicinarsi a Me\, anche se i suoi peccati fossero come porpora. Questa causa è Mia ed è scaturita dal seno della Santissima Trinità\, che attraverso il Verbo vi fa conoscere l’abisso della Divina Misericordia. Desidero che questa Festa venga celebrata solennemente la prima Domenica dopo la Pasqua”. (Diario di Santa Faustina\, Quaderno 2\, online) \nGesù spiegò la ragione per cui chiese l’istituzione della festa: “Le anime periscono\, nonostante la Mia dolorosa Passione [..]. Se non adoreranno la Mia misericordia\, periranno per sempre”. \nPer quanto riguarda il modo di celebrare la festa Gesù espresse due desideri: che l’immagine della Divina Misericordia sia quel giorno solennemente benedetto e pubblicamente\, cioè liturgicamente\, venerato; che i sacerdoti parlino alle anime di questa grande e insondabile misericordia Divina\, e in tal modo risveglino nei fedeli la fiducia. \nGesù chiese anche che in preparazione alla Festa fosse fatta un’apposita novena\, cominciando dal Venerdì Santo; la novena consiste nella recita della Coroncina alla Divina Misericordia e di altre preghiere ogni giorno alla tre del pomeriggio. \nLa scelta della prima domenica dopo Pasqua ha un suo profondo senso teologico: indica lo stretto legame tra il mistero pasquale della Redenzione e la festa della Misericordia\, cosa che ha notato anche suor Faustina: “Ora vedo che l’opera della Redenzione è collegata con l’opera della Misericordia richiesta dal Signore”. Questo legame è sottolineato ulteriormente dalla novena che precede la festa. \nDalle pagine del Diario di santa Faustina sappiamo che ella fu la prima a celebrare\, seppur individualmente\, questa festa; lo fece con il permesso del confessore. \nIl culto della Divina Misericordia nella prima domenica dopo Pasqua era già presente nel santuario di Cracovia Lagiewniki nel 1944. La partecipazione alle funzioni era così numerosa che la Congregazione ottenne l’indulgenza plenaria\, concessa nel 1951 per sette anni dal card. Adam Stefan Sapieha. \nIl card. Franciszek Macharski introdusse la festa nella diocesi di Cracovia con la Lettera Pastorale per la Quaresima 1985. Seguendo il suo esempio lo fecero negli anni successivi i vescovi di altre diocesi polacche. \nSu richiesta dell’Episcopato polacco\, Giovanni Paolo II\, nell’anno 1995\, introdusse questa Festa in tutte le diocesi polacche. Nel giorno della canonizzazione di Suor Faustina\, il 30 aprile 2000\, il Papa annunciò questa Festa per tutta la Chiesa Cattolica.
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