di Fabio Beretta
Un forte grido contro il degrado ambientale e morale che deturpa quotidianamente la terra di Capitanata, ma anche una richiesta esplicita di perdono alle nuove generazioni. È il monito che l’Arcivescovo Ferretti lancia dal sagrato del Santuario dell’Incoronata dove, nella serata di sabato 23 maggio, ha presieduto la solenne veglia di Pentecoste.
Un intenso momento di preghiera, al quale hanno preso parte oltre mille tra ragazzi, catechisti ed educatori, provenienti da ogni angolo dell’arcidiocesi, anticipata da un lungo pomeriggio di festa e musica. Nonostante il il vento, che ha continuato a soffiare impetuoso fino a tarda sera, i giovani presenti hanno vissuto momenti di animazione e condivisione, tra cui lo spettacolo “Slinky Man”, con esibizioni di acrobazie e giocoleria offerte dalla cooperativa “Oltre”, e la presentazione dei gruppi parrocchiali. Spazio anche a canti, danze e testimonianze, con momenti di dialogo curati dalla compagnia teatrale RDL Academy.
A fare da cornice al lungo pomeriggio, gli stand allestiti sotto i portici del Santuario da gruppi, associazioni, movimenti e dalla Caritas Diocesana, pensati per far conoscere ai tanti ragazzi presenti e ai numerosi pellegrini, le molteplici realtà presenti nella Chiesa locale di Foggia-Bovino.

Tramontato il sole, ha avuto inizio la solenne veglia. A rischiarare la notte, un grande braciere. L’Arcivescovo ha benedetto il fuoco, dal quale sono state accese sette fiaccole.
Nell’omelia, pronunciata a braccio, mons. Ferretti, dopo aver ricordato le bellezze della Creazione, troppo spesso violentate dalla mano dell’uomo, ha tuonato: “Basta spazzatura, basta immondizie, basta le ecomafie. Lo abbiamo sporcato questo bellissimo territorio, questa creazione che il Signore ci ha dato”. Parole accolte da un applauso.
“Questo mondo non sa cosa è la forza – ha aggiunto il presule -. La scambia per prepotenza e ne fa guerra e violenza”. Quindi un richiama ai recenti fatti di cronaca: “Se hai un’arma prima o poi potrai usarla… non bisogna girare armati, neanche con un volto duro e aggressivo”. Poi l’appello all’unità: “Basta gli uni contro gli altri, basta partiti contro altri partiti. Noi vogliamo unità”.
“Costruiamo pace a Foggia e puliamola”, il monito dell’Arcivescovo, che ha concluso: “Caro giovane, non fuggire da Foggia, cambiala col bene, puliscila, costruiscila bella. Siete la nostra gioia, siete il futuro. Cari giovani, perdonateci, vi abbiamo lasciato un mondo sbagliato. Cambiatelo voi”.
