ferretti incoronata

Dall’Incoronata il monito dell’Arcivescovo: Troppa violenza, così il diavolo circola nelle nostre strade

di Fabio Beretta

“Davvero il diavolo circola nelle strade delle nostre città e gode nel vederci divisi, insoddisfatti, gelosi, arrabbiati”. Con parole nette, pronunciate al Santuario dell’Incoronata, l’Arcivescovo di Foggia-Bovino, mons. Giorgio Ferretti, ha richiamato la comunità di Capitanata a leggere alla luce della fede i recenti fatti di violenza che hanno segnato gli ultimi giorni: l’omicidio di Dino Carta, il femminicidio di Stefania Rago, e il tentato furto delle corone della Madonna avvenuto la scorsa notte nello stesso Santuario.

Un riferimento diretto alle cronache di questi giorni, che il presule ha intrecciato con una riflessione più ampia sul male e sulle sue manifestazioni quotidiane: “Non avevo finito ancora di dire che non bisogna girare armati per le strade di Foggia e già una donna veniva uccisa. Davvero il diavolo circola nelle strade delle nostre città”. Da qui l’invito a non cedere alla logica della divisione e della violenza, riconoscendo invece la necessità di una conversione personale e comunitaria.

Le parole dell’Arcivescovo sono risuonate durante la celebrazione eucaristica che ha aperto ufficialmente le celebrazioni per il 1025mo anniversario dell’apparizione della Madre di Dio Incoronata. La Messa, preceduta dalla benedizione dei carri della tradizionale “Cavalcata degli Angeli”, ha visto la partecipazione di centinaia di fedeli giunti da Puglia, Basilicata, Molise e Campania. Al termine della celebrazione, è stato letto il decreto della Penitenzieria Apostolica con cui la Santa Sede ha indetto uno speciale Anno Giubilare: dal 25 aprile 2026 al 24 aprile 2027 sarà infatti possibile ottenere l’indulgenza plenaria visitando il Santuario alle condizioni stabilite dalla Chiesa.

Nell’omelia, il presule ha commentato il brano delle nozze di Cana, proclamato durante la solenne funzione, soffermandosi sul significato simbolico del vino: “Anche noi, sorelle e fratelli, talvolta finiamo il vino, è il vino della gioia, della fraternità, della pace e rimangono delle giare vuote nella nostra vita”. Una immagine che descrive la fatica dell’esistenza: “Le preoccupazioni, le ansie, i problemi ci colpiscono e ci affossano. Ci piacerebbe che la vita fosse più festa, che ci fosse più gioia”.

In questo contesto, il vino “è lo Spirito di Dio che dà serenità e festa agli uomini”, ha spiegato mons. Ferretti, richiamando anche il mistero eucaristico: “Noi crediamo per fede che il vino diviene il sangue di Cristo Salvatore”. In tutto questo, Maria è una presenza attenta ai bisogni dell’umanità: “Vuole che gli uomini abbiano festa nella vita, che non siano tristi”. Del resto, ha ammonito l’Arcivescovo, “la storia della salvezza inizia col sì di Maria”.

Da qui l’invito a confidare nella sua intercessione: “Ogni grazia e benedizione vengono da Gesù Cristo ma vengono anche per intercessione della Madre Santissima. Chiediamo a lei di ottenerci il vino buono del Vangelo nelle nostre famiglie”. Infine, l’esortazione ai fedeli: “Dobbiamo rinunciare alla rabbia, al rancore, all’egoismo”, per riscoprire, attraverso l’obbedienza al Vangelo, “il gusto buono del un vino”.

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