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Anniversari ordinazioni:
Don Agostino Coluccelli
Don Antonio Ianno
compie 71 anni il 05
Don Michele Genovesecompie 66 anni il 29
Don Antonio Tenacecompie 55 anni il 21
Don Miguel Angel Anayacompie 41 anni il 29
Don Francesco Rizzocompie 39 anni il 27
Anniversari ordinazioni:
Don Agostino Coluccelli
65 ° anniversario il 16
Don Francesco De Paolis48 ° anniversario il 22
Don Michele Genovese34 ° anniversario il 19
Don Luigi Baorda33 ° anniversario il 25
Mons. Francesco Saverio Trotta32 ° anniversario il 02
Don Alberto De Vita11 ° anniversario il 18
Don Lèonard Kamanzi6 ° anniversario il 18
Don Michele Radatti5 ° anniversario il 10
CENNI STORICI
Mancavano pochi anni all'avvento del Regno Unitario e l'erezione a Diocesi di Foggia avveniva in un periodo di notevole importanza per la città sotto l'aspetto economico e commerciale: conta benestanti e latifondisti; molti sono gli immigrati dal Veneto, dalla Campania e dall'Abruzzo insediatisi per ragioni di lavoro e di commercio.
Nel 1863, il 5 agosto, dal porto di Manfredonia quaranta buoi trainano verso il capoluogo dauno la prima locomotiva.
In breve tempo Foggia rivestirà importanza per le Ferrovie dello Stato.
Le prime città raggiungibili per via ferrata sono Pescara e Napoli.
In seguito la ferrovia consentirà di comunicare con grossi centri del Nord e di smerciare i prodotti dell'agricoltura (grano) e della pastorizia (latte, caseari, lana).
Il 9 novembre 1863 giunse a Foggia Vittorio Emanuele II di Casa Savoia per inaugurare un tronco ferroviario.
Così, per l'inaugurazione di una Mostra il 27 e 28 maggio 1866 furono qui i Principi Umberto e Amedeo di Savoia.Anche Vittorio Emanuele III fu a Foggia il 4 giugno 1928 per inaugurare il monumento ai caduti della prima guerra mondiale (scultore Amleto Cataldi).
In questa circostanza il sovrano partecipò alla S. Messa celebrata nella Cattedrale, riaperta al culto dopo le riparazioni e i restauri conseguenti ai danni subiti per la caduta di un fulmine nel 1926.
Il Regno Borbonico consegnò a quello Unitario una città che sotto l'aspetto edilizio, contava, al di là delle comunie modesteabitazioni,alcuni edificipubblici di notevole importanza, come Palazzo Dogana, il Teatro e gli edifici sacri come la Cattedralé e le Chiese con Conventi e Monasteri.
Nel ventennio fascista Foggia si arricchirà di nuovi palazzi, edifizi pubblici e scuole, che la renderanno più sontuosa ed importante.
Dopo il II conflittomondiale, con il febbrile lavoro di ricostruzione,dopo aver rimosso le macerie causate dai bombardamenti del 1943, ci fu una notevole ripresa dell'attività edilizia, che realizzò una serie infinita di palazzi con nuove vie e piazze, costituenti nuovi quartieri nella parte sud-ovest della città.
Nel giro'diun trentennio, la popolazione da 70.000 passerà a circa 170.000 abitanti.
Anche dal punto di vista produttivo la città riscontrerà un notevole progresso (su via Bari sorge la zona industriale e su via Manfredonia viene realizzato il villaggio degli artigiani).
La crescita della popolazione scolastica detennina la costruzione di nuove scuole e per l'assistenza sanitaria si provvede con l'erezione del nuovo complesso degli Ospedali Riuniti.
Per un più celere collegamento con altri importanti centri urbani viene attivato l'Aeroporto civile "Gino Lisa".
Alla fine degli anni ' 80, dopo anni di attesa, si insedia nel vecchio Palazzo di Giustizia l'Università degli Studi, come sezione staccata dell'Ateneo di Sari.
In questo contesto di sviluppo urbano, si inserisce la costruzione di numerose nuove chiese parrocchiali.
Da nove parrocchie esistenti prima del secondo conflitto mondiale, oggi la città ne conta ben 34 (è in progetto una trentacinquesima), in maggioranza realizzate durante il governo pastorale di Mons. Farina, di Mons. Carta e di Mons. Lenotti.
Nel 1863, il 5 agosto, dal porto di Manfredonia quaranta buoi trainano verso il capoluogo dauno la prima locomotiva.
In breve tempo Foggia rivestirà importanza per le Ferrovie dello Stato.
Le prime città raggiungibili per via ferrata sono Pescara e Napoli.
In seguito la ferrovia consentirà di comunicare con grossi centri del Nord e di smerciare i prodotti dell'agricoltura (grano) e della pastorizia (latte, caseari, lana).
Il 9 novembre 1863 giunse a Foggia Vittorio Emanuele II di Casa Savoia per inaugurare un tronco ferroviario.
Così, per l'inaugurazione di una Mostra il 27 e 28 maggio 1866 furono qui i Principi Umberto e Amedeo di Savoia.Anche Vittorio Emanuele III fu a Foggia il 4 giugno 1928 per inaugurare il monumento ai caduti della prima guerra mondiale (scultore Amleto Cataldi).
In questa circostanza il sovrano partecipò alla S. Messa celebrata nella Cattedrale, riaperta al culto dopo le riparazioni e i restauri conseguenti ai danni subiti per la caduta di un fulmine nel 1926.
Il Regno Borbonico consegnò a quello Unitario una città che sotto l'aspetto edilizio, contava, al di là delle comunie modesteabitazioni,alcuni edificipubblici di notevole importanza, come Palazzo Dogana, il Teatro e gli edifici sacri come la Cattedralé e le Chiese con Conventi e Monasteri.
Nel ventennio fascista Foggia si arricchirà di nuovi palazzi, edifizi pubblici e scuole, che la renderanno più sontuosa ed importante.
Dopo il II conflittomondiale, con il febbrile lavoro di ricostruzione,dopo aver rimosso le macerie causate dai bombardamenti del 1943, ci fu una notevole ripresa dell'attività edilizia, che realizzò una serie infinita di palazzi con nuove vie e piazze, costituenti nuovi quartieri nella parte sud-ovest della città.
Nel giro'diun trentennio, la popolazione da 70.000 passerà a circa 170.000 abitanti.
Anche dal punto di vista produttivo la città riscontrerà un notevole progresso (su via Bari sorge la zona industriale e su via Manfredonia viene realizzato il villaggio degli artigiani).
La crescita della popolazione scolastica detennina la costruzione di nuove scuole e per l'assistenza sanitaria si provvede con l'erezione del nuovo complesso degli Ospedali Riuniti.
Per un più celere collegamento con altri importanti centri urbani viene attivato l'Aeroporto civile "Gino Lisa".
Alla fine degli anni ' 80, dopo anni di attesa, si insedia nel vecchio Palazzo di Giustizia l'Università degli Studi, come sezione staccata dell'Ateneo di Sari.
In questo contesto di sviluppo urbano, si inserisce la costruzione di numerose nuove chiese parrocchiali.
Da nove parrocchie esistenti prima del secondo conflitto mondiale, oggi la città ne conta ben 34 (è in progetto una trentacinquesima), in maggioranza realizzate durante il governo pastorale di Mons. Farina, di Mons. Carta e di Mons. Lenotti.